
Testo di Gabriele Ratti
A differenza degli eventi in pista nei rally gli equipaggi corrono tutti la stessa gara, senza distinzione di categoria o più generalmente tipo di vettura. Ciò significa che appollaiati su un passo di montagna dove passa una prova speciale, nel giro di 2 ore possiamo veder passare un’astronave come la Hyundai I20 Rally1, un prototipo estremo progettato per il controsterzo, o una piccola Renault Clio Rally5, praticamente una vettura stradale con le necessarie dotazioni di sicurezza. Pur facendo la stessa gara chiaramente le due vetture ambiscono a classifiche diverse, le cosiddette classi. Questo esempio non è però casuale, poiché proprio in occasione del Rallye Monte-Carlo di questi giorni, prima gara del FIA World Rally Championship 2026, queste due macchine fanno parte dell’elenco iscritti. Scopriamo così le differenze e i dati tecnici delle macchine che lottano per i titoli mondiali.

Da quando Citroën ha abbandonato la massima categoria del FIA World Rally Championship sono 3 i team che si contendono il titolo di campione: Toyota con la GR Yaris, Hyundai con la i20 N e M-Sport, la squadra che schiera le Ford Puma. Queste 3 vetture sono le uniche Rally1, le vetture più prestazionali della storia del rallismo mondiale e condividono lo stesso regolamento tecnico.

Tutte devono pesare minimo 1180 kg, da quando nel 2024 è stata tolta la parte ibrida del motore. Si basano tutte su un telaio tubolare standardizzato dalla FIA, attorno alla quale poi le case costruiscono la propria vettura. Lunghe massimo 422 cm e larghe 187,5 cm, montano un 1.6 litri turbo da circa 400 cv. La trazione è integrale, il cambio è sequenziale a 5 marce. L’aerodinamica su questi prototipi è estrema per essere delle vetture da rally, che corrono anche su strade sterrate, ghiacciate o innevate, con l’alettone posteriore che genera la maggior parte del carico. Il 2026 sarà l’ultimo anno in cui vedremo queste macchine correre nel WRC, poiché dal 2027 entrerà in vigore un nuovo regolamento tecnico.

La seconda categoria del mondiale è il WRC2, dove corrono le vetture Rally2, quelle presenti nei maggiori campionati nazionali e nelle serie continentali. Queste macchine competono sempre per un titolo mondiale, un campionato a tutti gli effetti ma di uno step inferiore nella piramide regolamentare della FIA. Nel 2026 le vetture che si scontreranno nel WRC2 sono la nuovissima Lancia Ypsilon Rally2 Integrale HF, la Skoda Fabia RS Rally2, la più utilizzata, la Toyota GR Yaris Rally2 che ha vinto il titolo nella stagione passata, e la Ford Fiesta Rally2, la meno presente negli elenchi iscritti. In questa categoria rientrano anche la Citroën C3, che però Stellantis Motorsport ha sostituito con la Lancia; molto poco utilizzata soprattutto nelle gare mondiali la Volkswagen Polo Rally2.

Rispetto alle sorelle maggiore le Rally2 solitamente sono dedicate a team privati e non ufficiali, anche se Lancia per il 2026 ha deciso di puntare su questa categoria. Pesano 1230 kg minimo e non hanno un telaio tubolare, bensì si devono basare su una vettura in commercio. Sono in grado di erogare circa 300 cv e la trazione è sempre integrale, ma a livello di motorizzazione sono più eterogenee, con la Yaris che per esempio monta un 3 cilindri. L’aerodinamica è molto meno elaborata, con alettoni decisamente più contenuti nelle dimensioni.
Tutto questo rende le Rally2 circa 2” al chilometro più lente rispetto alle Rally1, ma la differenza di prezzo è notevole, 5 volte tanto. Se una vettura del WRC1 infatti costa circa 1.500.000 euro, una del WRC2 si aggira attorno ai 300.000 euro.
Alla base della piramide rallistica del WRC ci sono poi le Rally3, principalmente Ford Fiesta o Renault Clio, vetture ancora meno prestazionali rispetto alle Rally2 e dal costo più contenuto. La trazione è sempre integrale, le dimensioni sono più ridotte e la cavalleria non supera i 230 cv. Sono a tutti gli effetti il primo step verso una vettura 4×4, e per questo oltre ad essere utilizzate nel WRC3 sono le vetture utilizzate nel campionato Junior, la serie cadetta riservata ai giovani talenti sulla rampa di lancio mondiale che mette in palio l’anno successivo una stagione nel WRC2.
Ci sono poi anche la Rally4 e la Rally5, classi che però non hanno un titolo mondiale dedicato nel WRC. Queste vetture sono a trazione anteriore, non hanno appendici aerodinamiche, ma sono le vetture di accesso alla disciplina nelle serie nazionali e nelle gare locali. Le Rally4, come la Lancia Ypsilon, la Peugeot 208, la Ford Fiesta, la Opel Corsa o la Renault Clio sono comunque decisamente impegnative e veloci, sono in grado di erogare circa 210 cv, devono pesare minimo 1080 kg e possono sfruttare una miriade di setup e regolazioni. Le Rally5 invece sono ancora più basilari, delle macchine normali dotate di sistemi di sicurezza, cambio sequenziale e altre preparazioni, da circa 150 cv.
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