Condividi con:

Perché la tua prossima auto elettrica sarà lunga 4,2 metri 

di Emiliano Ragoni - 20/12/2025

Edit del 22/12/2025

L’Unione Europea nell’ambito delle misure del “pacchetto auto” (QUI per saperne di più) ha definito i piani per una nuova classe di veicoli, denominata M1E, dedicata alle auto elettriche compatte. Analizzando i dettagli emersi, appare chiaro che questa mossa legislativa non è del tutto neutrale. I legislatori l’hanno infatti disegnata su misura per sostenere l’industria automobilistica europea contro la concorrenza asiatica, con alcuni costruttori che ne beneficeranno più di altri.

Auto elettriche “economiche”: ecco chi è favorito e perché

Il grande vincitore è il Gruppo Renault?

Se c’è un costruttore che sembra aver ottenuto esattamente ciò che voleva è il Gruppo Renault. Questo è stato possibile grazie soprattutto a un grande lavoro politico e diplomatico dei dirigenti del Gruppo francese.

François Provost, Ceo del Gruppo Renault, e Fabrice Cambolive, Ceo del marchio Renault, avevano esplicitamente richiesto una regolamentazione che coprisse le auto fino a 4,2 metri di lunghezza, invece di limitarsi a micro-car stile Kei car giapponesi (sotto i 3,4 m). La UE ha ascoltato il loro appello confermando proprio il limite di 4,2 m.

La gamma perfetta: questo limite permette di includere l’intero cuore della nuova gamma elettrica francese:

    • La Renault 5 (3,9m)
    • La Renault 4 (4,1m)
    • La nuova Twingo E-Tech
    • La Megane E-Tech: con una lunghezza di 4.199 mm, rientra nella categoria per un solo millimetro, garantendo a Renault l’accesso agli incentivi anche per un’auto di segmento superiore

Auto e stabilità normativa

La Renault ha chiesto all’Europa un congelamento delle norme per 10-15 anni per poter abbattere i costi di produzione senza dover riprogettare continuamente le auto per nuove regole di sicurezza. La Commissione Europea ha acconsentito a bloccare i requisiti per 10 anni, accogliendo in pieno la strategia di Luca de Meo e del suo team.

Il Gruppo Volkswagen

Anche il colosso tedesco sembra essere favorito dalla nuova normativa. La Volkswagen ID.Polo, che è lunga 4,1 m, è un veicolo perfettamente idoneo poiché verrà prodotta a Martorell, in Spagna.

  • La definizione della classe M1E permette a Volkswagen di competere nel segmento delle elettriche economiche, con un prezzo di 15.000-20.000 €, godendo di aiuti statali e crediti sulle emissioni, rendendo profittevoli modelli che altrimenti avrebbero margini risicati.

Stellantis

Stellanis ha nella sua gamma vetture elettriche che rientrano sotto il limite dei 4,2 metri:

  • Fiat 500e
  • Grande Panda
  • Citroën e-C3
  • Peugeot e-208
  • Opel Corsa-e

Tuttavia, solo la Fiat 500e potrebbe beneficiare dei vantaggi normativi poiché viene prodotta a Mirafiori a fianco della 500 Hybrid. Attualmente però il progetto tecnico della 500 elettrica risente un po’ il peso degli anni, con Stellantis che in questo modello non può beneficiare delle economie di scala. Il risultato è un’elettrica molto bella esteticamente e da guidare, ma che viene proposta a un prezzo troppo elevato in confronto ai contenuti tecnologici.

Discorso diverso per la Citroën e-C3 e la Grande Panda, che però vengono prodotte in Serbia, Paese extra-europeo. Entrambe, ingegnerizzate sulla piattaforma SmartCar, possono contare su un favorevole costo di produzione e su una scalabilità molto maggiore rispetto a un progetto “singolo” come la Fiat 500e. Mentre le altre elettriche presenti all’interno di Stellantis, come Opel Corsa-e, Jeep Avenger e Peugeot e-208, essendo ingegnerizzate sulla piattaforma multienergia CMP “adattata” (è stata essenzialmente concepita  per modelli termici), non garantiscono gli stessi vantaggi delle auto elettriche in termini di spazio interno ed efficienza.

La “soluzione” potrebbe arrivare da Leapmotor, con l’assemblaggio da parte del costruttore cinese in uno stabilimento europeo di un modello venduto con uno dei marchi di proprietà di Stellantis.

 

Il Vantaggio del “Made in EU”

Il vero ago della bilancia è il meccanismo dei super crediti.

  • Ogni auto M1E venduta non varrà come 1, ma come 1,3 veicoli ai fini del calcolo delle emissioni di CO2 della flotta del costruttore.
  • Il vincolo: questo bonus si applica solo alle auto prodotte all’interno della UE.
  • L’effetto: il dispositivo normativo penalizza direttamente i costruttori cinesi, o chi importa dalla Cina, come faceva Tesla con la Model 3 base. Le case automobilistiche sono fortemente incentivate a spostare o mantenere la produzione di piccole elettriche in Europa per abbassare la loro media emissioni totale ed evitare multe, favorendo le fabbriche di Francia, Germania, Italia e Spagna.

La nuova classe M1E rappresenta un compromesso storico. L’Europa ha scelto di non creare una categoria di serie B con meno sicurezza, ma di creare un’area di stabilità normativa per le auto sotto i 4,2 metri. In questo scenario, Renault emerge come il leader strategico, avendo plasmato le regole attorno alla sua attuale gamma di prodotti.

Potrebbe interessarti

Sciopero trasporti pubblici 18 luglio: cosa sapere

Viaggiare a febbraio sarà un’impresa: le date degli scioperi

Treni, aerei, bus, metro e porti: febbraio 2026 si preannuncia come uno dei mesi più difficili per la mobilità in Italia. Sono 26 gli scioperi proclamati

di Redazione - 05/02/2026

Auto usate: ecco come sfuggire alle truffe

Secondo una recente indagine di Carfax, due italiani su tre temono di essere raggirati, con il 19% che ha subito una frode effettiva. Come fare per evitare truffe?

di Emiliano Ragoni - 05/02/2026

Podcast

in collaborazione con Aci Radio

Il Punto di Pierluigi Bonora

Il Direttore di ACI Radio Pierluigi Bonora fa il punto sul fatto più rilevante della giornata offrendo spunti di riflessione per una corretta informazione.

l'Automobile su Instagram