Il tribunale di Torino, sezione imprese, ha accolto l’azione rappresentativa avviata dal Movimento Consumatori contro Opel Automobile e Gruppo PSA Italia per la campagna di richiamo degli airbag Takata installati su diversi modelli Opel messi in commercio tra il 2003 e il 2018. Questi i modelli coinvolti: Astra H, Vectra C, Meriva B, Cascada A, Mokka A, Signum A e Zafira C.
Successivamente all’avvio dell’azione inibitoria da parte del Movimento Consumatori, le società del gruppo Stellantis hanno avviato una nuova campagna di richiamo con l’ordine di interrompere la guida per una parte di veicoli dotati dell’airbag Takata. Questi ultimi contengono un propellente, il nitrato di ammonio fase stabilizzata (“PSAN”), che manifesta la tendenza a bruciare in maniera incontrollata, troppo rapida e con un’eccessiva forza esplosiva e pirotecnica, con il rischio di lesioni gravi o morte conseguenti all’espulsione di frammenti generati dall’esplosione.
Il tribunale ha ritenuto inadeguate le informazioni ad oggi fornite e insufficienti le misure previste dalla nuova campagna di richiamo, che ha riguardato solo una parte dei veicoli.
PSA Italia e Opel, entrambe ora parte di Stellantis, dovranno inviare una comunicazione ai proprietari dei veicoli Opel per intimare l’interruzione immediata della guida. Stellantis, secondo quanto riportato da Movimento Consumatori, dovrà avvisare i possessori dei veicoli incriminati del diritto ad ottenere gratuitamente un’auto sostitutiva o un voucher per il car sharing entro 7 giorni dalla richiesta e fino alla sostituzione dell’airbag difettoso. Anche il costo del traino del veicolo dall’abitazione al riparatore dovrà essere rimborsato dalle società del gruppo Stellantis.
Lo scorso luglio avevamo già trattato il tema relativo agli airbag Takata (leggi QUI), in occasione di un incidente mortale avvenuto in Francia. In quel caso la Citroën ha annunciato lo “stop drive” per 441.000 veicoli in Europa. Si tratta dei modelli C3 e DS3 prodotti tra il 2009 e il 2019, ancora dotati di airbag potenzialmente letali.

Gli airbag Takata sono stati realizzati con un propellente chimico instabile (nitrato d’ammonio) che, con il tempo e in presenza di umidità e calore, può deteriorarsi. In caso di attivazione, invece di gonfiarsi normalmente, l’airbag può esplodere come una granata, scagliando frammenti metallici all’interno dell’abitacolo.
In Francia si contano almeno 13 vittime accertate per questo difetto, mentre a livello globale il bilancio supera 30 morti e centinaia di feriti. La nuova vittima a Reims ha spinto le autorità francesi a richiedere un intervento immediato.
Il caso degli airbag Takata è considerato il più grande richiamo di sicurezza automobilistica della storia. Dopo lo scandalo scoppiato nel 2014, l’azienda giapponese ha dichiarato bancarotta nel 2017, ma milioni di veicoli nel mondo continuano a circolare con dispositivi a rischio.
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