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Auto termiche oltre il 2035: arriva la conferma dalla Germania

di Marco Triulzi - 11/12/2025

 

2035

Il progetto di vietare la vendita di auto con motore a combustione interna dal 2035, cardine del Green Deal promosso dall’Unione Europea, è stato cancellato. Lo rivela in esclusiva alla Bild Manfred Weber, presidente del Partito Popolare Europeo: al posto dell’obiettivo di zero emissioni nette per la data fissata, Bruxelles ha optato per un target più flessibile di riduzione del 90% delle emissioni di CO₂ per le flotte auto a partire dal 2035, eliminando di fatto il divieto assoluto di vendita di modelli benzina e diesel. La decisione – spiega Weber – consentirà la continuità della produzione e della vendita di motori termici costruiti oggi, salvaguardando migliaia di posti di lavoro nell’industria automobilistica europea.

Il cambio di rotta arriva dopo mesi di tensioni politiche e industriali sulla politica climatica europea: secondo il leader popolare, l’accordo raggiunto a Bruxelles bilancia la neutralità climatica con la neutralità tecnologica, evitando che le regole intransigenti diventino terreno di strumentalizzazione politica. Le implicazioni per il mercato auto e per i consumatori sono significative: con la revisione, tecnologie come gli ibridi plug-in, i carburanti sintetici e altre soluzioni non elettriche potranno restare parte della transizione verso la decarbonizzazione, mentre il percorso verso l’elettrico puro non è più imposto come unico modello dal regolatore europeo.

Italia e Germania decisive

A spingere Bruxelles verso un allentamento del bando ai motori termici hanno contribuito soprattutto Italia e Germania, che nelle ultime settimane hanno sollecitato una revisione delle politiche europee sull’automotive, ritenute troppo rigide per il tessuto industriale continentale. In particolare, Bild riferisce che un ruolo centrale lo avrebbe avuto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, fautore di una correzione di rotta immediata, mentre da Roma il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lavorato a una posizione comune con altri leader europei – tra cui il premier polacco Donald Tusk – per chiedere un quadro regolatorio più equilibrato.

Questo asse politico ha accelerato il negoziato interno all’Unione, portando alla definizione di un nuovo orientamento che i capi di Stato e di governo dovranno confermare martedì 16 dicembre, quando la questione tornerà ufficialmente sul tavolo.

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