
La prospettiva di standard meno severi sui consumi delle auto negli Stati Uniti fa brindare Stellantis in Borsa. Mentre sul fronte industriale si apre un nuovo capitolo dello scontro tra la Casa Bianca di Donald Trump e l’impianto regolatorio ereditato dall’amministrazione Biden.
Secondo quanto riportano i media americani, l’amministrazione Trump è pronta ad allentare i requisiti di efficienza energetica per le nuove vetture, ritenendo che i limiti fissati dal suo predecessore siano troppo ambiziosi e abbiano contribuito alla corsa dei listini. A settembre, il prezzo medio di un’auto nuova negli Usa ha superato per la prima volta la soglia dei 50.000 dollari, mettendo molti modelli fuori dalla portata della clientela mainstream.

Nel corso della giornata è atteso un incontro alla Casa Bianca con i vertici delle principali case automobilistiche di Detroit. Tra questi, anche l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, che dovrebbe assistere all’annuncio dei nuovi standard e che domani è atteso a una conferenza organizzata da Goldman Sachs. In quest’occasione potrebbe fornire ulteriori dettagli sulla strategia del Gruppo nel mercato nordamericano.
La posizione della Casa Bianca è chiara. I requisiti di consumo giudicati “artificialmente elevati” avrebbero spinto i costruttori a proporre soprattutto modelli di fascia alta, ricchi di contenuti e più redditizi, a scapito delle vetture entry-level con margini più contenuti. A gravare sui conti delle case, inoltre, ci sono anche le tariffe doganali introdotte dalla stessa amministrazione Trump, che hanno aggiunto miliardi di dollari ai costi industriali.
Gli analisti, tuttavia, invitano alla cautela. Anche in caso di allentamento normativo, è improbabile che i prezzi al cliente finale scendano in tempi rapidi. Le gamme vengono pianificate con anni di anticipo e l’eventuale revisione dei progetti di prodotto richiederà tempo prima di tradursi in listini più leggeri nelle concessionarie.
Intanto, il mercato premia Stellantis. A Piazza Affari il titolo balza di circa l’8% a 9,86 euro, dopo aver toccato in mattinata i 9,77 euro (+7%), risultando tra le migliori blue chip in un Ftse Mib in progresso di circa lo 0,4%. Positivo l’intero comparto europeo, con l’indice EuroStoxx Auto in rialzo di circa l’1,5%. Nonostante il rimbalzo odierno, da inizio anno il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa resta in calo di circa il 16%, a fronte di un Ftse Mib in crescita di oltre il 27%.
A sostenere il rally contribuiscono anche i giudizi degli analisti. Ubs ha alzato la raccomandazione su Stellantis da neutrala buy, portando il target price da 8,30 a 12 euro, scommettendo in particolare su una riconquista delle quote di mercato in Nord America a partire dal 2026 e su un miglioramento delle stime di utile operativo rettificato per il prossimo anno.

Anche Intermonte ha rivisto al rialzo la propria proiezione sul titolo, passando da neutral a outperform e ritoccando il prezzo obiettivo da 9,13 a 12 euro. La sim italiana sottolinea come il contesto generale resti improntato alla prudenza, ma rileva segnali più chiari di stabilizzazione e inversione di tendenza nelle aree chiave per il gruppo. Giudizio positivo anche sul nuovo management, impegnato a rifocalizzare la strategia, modernizzare l’organizzazione interna e rafforzare il dialogo con i policymaker, ponendo così le basi per una creazione di valore di medio periodo.
Per Stellantis la combinazione tra normative americane sull’efficienza dei veicoli più blande, il sostegno degli analisti e l’attesa per le indicazioni strategiche di Filosa negli Usa, riaccende i riflettori sul mercato nordamericano, oggi sempre più centrale nelle prospettive del Gruppo.
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