
Lo aveva anticipato Bmw che la Z4 sarebbe stata prossima al pensionamento. E infatti è arrivata l’ufficialità che la sua produzione terminerà nel marzo 2026, ponendo fine a oltre due decenni di storia per la sua roadster a due posti.
Ma prima del saluto definitivo, arriverà la Z4 Final Edition: una versione speciale, ordinabile solo in una finestra temporale limitata a partire dalla fine di gennaio 2026. Per gli appassionati, un’ultima occasione per mettere le mani su un’auto che ha saputo incarnare come poche il piacere puro della guida in versione open-top.
La Z4 Final Edition è pensata come celebrazione e coronamento della generazione attuale e, allo stesso tempo, dell’intera storia del modello. Fuori, la carrozzeria sfoggia l’esclusiva verniciatura Frozen Matt Black — tinta riservata unicamente a questa edizione — abbinata alle finiture M High-gloss Shadowline, per un contrasto deciso e un profilo estetico più aggressivo.

Il carattere sportivo è ulteriormente sottolineato dall’impianto frenante M Sport con pinze rosse lucide. All’interno, l’abitacolo si distingue per cuciture rosse a contrasto che attraversano plancia, pannelli delle portiere e sedili sportivi M in pelle Vernasca/Alcantara; al volante, un wrap in Alcantara con cuciture coordinate e battitacchi con incisione dedicata ricordano che quella guida sarà davvero speciale.

In Italia la Final Edition sarà proposta solo nella versione di punta Z4 M40i, spinta dal sei cilindri in linea da 340 cv, con un sovrapprezzo di 4.400 euro rispetto al modello standard: un biglietto d’ingresso per un’ultima, esclusiva esperienza a cielo aperto.
La storia della Bmw Z4 si dipana in tre atti distinti, ciascuno con la propria filosofia. La prima generazione, la E85 (con la variante coupé E86), debuttò nel 2002 come erede della Z3 ed ebbe la sua produzione nello stabilimento di Spartanburg, Sud Carolina, negli Stati Uniti.

Lo stile firmato da Chris Bangle, designer che innovò le Bmw degli anni Duemila, ha proporzioni — cofano lungo, abitacolo arretrato — che le conferivano un profilo sportivo e filante. Le motorizzazioni spaziavano dal quattro cilindri ai sei in linea, includendo versioni particolarmente performanti.

Con la seconda generazione — la E89, prodotta dal 2009 al 2016 — la Z4 cambiò pelle. Dal 2009 lo stabilimento di produzione divenne quello di Regensburg, in Germania. Il tetto rigido metallico retrattile e una cura maggiore per gli interni avvicinarono la Z4 a un concetto più raffinato e godibile anche su lunghe percorrenze, segnando un passaggio da pura roadster a una spider-coupé equilibrata tra sportività e comfort.

Infine, la terza generazione — la G29, presentata nel 2018 e commercializzata dal 2019 — ha rappresentato un ritorno all’essenza: capote in tela elettrica, linee moderne, calibrazione sportiva e leggerezza dinamica. La produzione di questa Z4 è affidata allo stabilimento austriaco di Magna Steyr a Graz.

La trazione posteriore, il motore sei cilindri in linea e l’assetto sportivo l’hanno resa una delle auto più divertenti sul mercato. Ed è un grande peccato che oggi vetture come questa siano ormai più uniche che rare.
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