Dal 1° aprile Firenze metterà fine al servizio di monopattini in sharing. Lo ha annunciato l’amministrazione comunale con una delibera firmata dall’assessore alla Mobilità, Andrea Giorgio. Una decisione che arriva al termine del periodo di sperimentazione avviato nel 2020 e prorogato fino al 30 novembre scorso, ma che, secondo quanto dichiarato dalla Giunta, non ha prodotto risultati tali da giustificare una prosecuzione.
Alla base dello stop, come si legge nel comunicato del Comune, ci sono le nuove norme del Codice della Strada e le difficoltà legate alla gestione del servizio da parte degli operatori. “Come Amministrazione – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro – stiamo lavorando con impegno sul tema della sicurezza stradale, che per noi è una priorità. Dopo l’introduzione dell’obbligo di casco e targa e l’impossibilità di assicurare il rispetto delle regole da parte degli utenti, anche in base ai controlli della Polizia Municipale, abbiamo deciso di sospendere il servizio.”
Le nuove norme introdotte a livello nazionale impongono infatti l’obbligo di casco, targa e assicurazione anche per i monopattini. Requisiti che si sono rivelati difficili da rispettare nel contesto di un servizio in condivisione.
Non solo rispetto delle regole. L’amministrazione segnala anche problemi legati all’uso improprio dei mezzi. I monopattini vengono spesso parcheggiati in modo irregolare, sui marciapiedi o in mezzo alla carreggiata, e in molti casi circolano contromano, in violazione del Codice della Strada.
“Crediamo nella mobilità condivisa – ha spiegato l’assessore Giorgio – e i numeri confermano il gradimento da parte di cittadini e city user. Tuttavia, le nuove regole rendono troppo complesso per gli operatori adeguare i mezzi alle disposizioni di legge. In parallelo, non possiamo ignorare gli episodi quotidiani di utilizzo scorretto, che mettono a rischio l’incolumità di tutti. Per questo abbiamo scelto di non proseguire.”
Il servizio di monopattini verrà quindi progressivamente dismesso fino alla sua cessazione definitiva, fissata per il 31 marzo 2026. Un tempo tecnico necessario a completare la chiusura delle attività da parte delle società coinvolte: ritiro dei mezzi, disattivazione dei sistemi informatici, gestione dei rapporti con utenti e fornitori.
Tuttavia, il Comune non chiude del tutto la porta: “Valuteremo in futuro – conclude la nota – soluzioni di mobilità condivisa più controllate, in grado di garantire l’effettivo rispetto delle regole, a partire dall’utilizzo del casco.”
Nel frattempo, l’amministrazione punta a potenziare il servizio di bike sharing, considerato più sostenibile e meglio integrabile nel contesto urbano.
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