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Maserati, bilancio a picco nel 2024

di Marco Triulzi - 26/02/2025

Dai dati finanziari 2024 di Stellantis sono emersi anche i numeri allarmanti di Maserati, il marchio di lusso del gruppo. Dati che preoccupano per lo stato di salute della storica e illustre casa automobilistica italiana, in un momento caratterizzato dalla fine produzione di modelli importanti (Ghibli, Quattroporte e Levante) non adeguatamente sostituiti e da nuove auto sportive ed elettriche che, di fatto, hanno riscosso poche richieste (GT e GC).

Il quadro è impietoso: i ricavi della Casa del Tridente si sono attestati a 1,04 miliardi di euro (in calo del 55,5% rispetto ai 2,335 miliardi del 2023), mentre le consegne globali sono passate da 26.600 unità a 11.300, segnando una contrazione del 57,5%. L’Aoi (risultato operativo rettificato) è sceso a -260 milioni di euro (contro +141 milioni nel 2023), portando il margine operativo dal 6% a un preoccupante -25%.

La (mancata) svolta elettrica di Maserati con la gamma Folgore

Maserati festeggia 110 anni con la GranTurismo Folgore 110 Anniversario

 

L’anno scorso per Maserati doveva essere l’anno di rilancio in chiave green, segnato dal debutto della gamma completamente elettrica Folgore. Invece, i dati si sono rivelati tutt’altro che incoraggianti: appena 150 vetture immatricolate nel 2024 nei tre mercati principali di Italia, Germania e Francia. Un risultato che riflette non solo le problematiche strutturali del settore elettrico in Europa, che sta vivendo un momento di rallentamento, ma anche la limitata competitività del marchio rispetto ai concorrenti, specie nel segmento premium.

L’uscita di scena di Levante, Ghibli e Quattroporte e una Grecale sotto le aspettative

Nel frattempo, Maserati ha messo da parte modelli importanti come Ghibli, Quattroporte e Levante, vetture che avevano comunque garantito un buon riscontro commerciale nel passato. La speranza di compensare queste perdite si è concentrata sulla Grecale, considerata la possibile “ancora di salvezza” del marchio in quanto suv di accesso della gamma e candidata a sfidare sullo stesso campo la Porsche Macan. Le attese, però, non si sono tradotte in un successo commerciale: le performance di vendita del SUV, nel corso del 2024, sono risultate ben al di sotto delle previsioni. La sua produzione nello stabilimento di Cassino in Italia – dove viene costruito anche l’Alfa Romeo Tonale – ha segnato un -58% nel 2024. 

Tra le possibili cause figurano i prezzi di listino non allineati alla concorrenza, un posizionamento di gamma ancora poco chiaro e il contesto internazionale incerto, che ha frenato la diffusione delle nuove proposte di lusso. Maserati paga anche lo scarso successo in Cina, dove si sta registrando un rallentamento nel segmento delle auto di lusso (vedi gli altri marchi premium tedeschi) a vantaggio di marchi nazionali emergenti. Il crollo delle vendite in un mercato cruciale come quello cinese ha contribuito a indebolire ulteriormente la performance globale del brand.

 

Strategie future e possibili scenari

Nonostante la forte contrazione, Stellantis ribadisce l’impegno a rilanciare Maserati in qualità di unico marchio di lusso del gruppo. «Maserati sta adottando nuove misure strategiche per rafforzarsi e continua a credere nella mobilità elettrica, con una gamma diversificata di modelli. Il 2025 sarà un anno fondamentale, segnato dal lancio di nuovi prodotti»: è quanto dichiara Stellantis.

Nonostante i propositi dichiarati, le recenti difficoltà alimentano ancora le voci circolate lo scorso anno su una possibile cessione di Maserati a Ferrari o ad altri gruppi, tornando così alla ribalta ipotesi smentite in precedenza ma ora nuovamente attuali. Tali indiscrezioni trovano ulteriore linfa anche alla luce dei rumors riportati da Reuters, secondo cui il nuovo CEO di Stellantis dovrà compiere scelte decisive su quali marchi sostenere con maggior vigore e quali, invece, riorganizzare o potenzialmente cedere. Un futuro, dunque, ancora tutto da scrivere per uno dei brand storici dell’automotive italiano.

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