
L’Aston Martin Valkyrie proverà a riconquistare Le Mans. L’unico successo sull’iconica pista francese da parte della Casa inglese risale al 1959, con la DBR1 (vedi foto sopra), poi la decisione di ritirarsi. Il management della società ha così pensato di ritornare nelle gare di endurance annunciando la partecipazione sia al WEC, che prenderà via il prossimo 28 febbraio 2025 in Qatar, sia all’IMSA.
L’assalto a Le Mans e al campionato americano IMSA avverrà con l’Aston Martijn Valkyrie. Si tratta di una variante modificata del modello omologato per la circolazione su strada. Il Team Aston Martin THOR (The Heart of Racing) è composto da Harry Tincknell, vincitore britannico della 24 Ore di Le Mans, che sarà affiancato dal connazionale Tom Gamble sulla Valkyrie #007. La vettura gemella #009 sarà guidata dal triplice campione del mondo FIA GT Marco Sørensen e dal vincitore della gara della classe LMGT3 del WEC Alex Riberas (ESP).
La coppia che prenderà il via all’IMSA (WeatherTech Sportscar Championship) è formata da Ross Gunn (GBR) e dal campione della classe GTD 2022, Roman De Angelis, che guideranno l’Aston Martin Valkyrie #23 nella classe GTP. Sia Gunn che De Angelis si uniranno ai concorrenti del WEC per completare lo schieramento di tre piloti per la 24 Ore di Le Mans. Il debutto mondiale nell’IMSA alla 12 Ore di Sebring del 12-14 marzo.

La base di partenza costituita dall’Aston Martin Valkyrie è di per sé ottima perché di fatto si tratta di un’hypercar stradale nata per le competizioni. Gli ingegneri hanno però chiaramente dovuto aggiornarla per renderla conforme ai regolamenti LMH (Le Mans Hypercar) del FIA WEC. Sono state quindi apportate delle modifiche alle sospensioni, che prevedono doppi bracci anteriori e posteriori, con molle a barra di torsione azionate da pushrod e ammortizzatori laterali e centrali regolabili, e aggiornamenti al “pacchetto” aerodinamico.
I tecnici hanno poi dovuto frenare l’esuberanza del V12 aspirato da 6,5 litri costruito dalla Cosworth, che nella versione stradale standard raggiunge gli 11.000 giri al minuto e sviluppa oltre 1.000 CV. La potenza, come da regolamento, è stata quindi portata a 680 CV, trasferita alle ruote posteriori da una trasmissione sequenziale Xtrac a sette velocità.
La Valkyrie sarà l’unica vettura in gara spinta da un V12 da 6,5 litri privo di sistema ibrido. Avere un V12 dovrebbe assicurare una maggiore affidabilità, fondamentale nelle gare di endurance.

Come dichiarato da Adam Carter, Capo della sezione Motorsport di Aston Martin Racing su motorsport, avere un motore più “magro”, riducendo la quantità di carburante per fornire l’energia necessaria per lo stint, ha consentito di rivedere la curva di coppia e ridurre le perdite per attrito.
C’è grande attesa per scoprire il sound del V12 da 6,5 litri, che per ovvie ragioni è stato parzialmente silenziato.

Oltre all’Aston Martin anche la Ford ha annunciato il ritorno al WEC, a partire dal 2027. L’obiettivo è quello di far rivivere a tifosi e appassionati la magia di 60 anni fa, quando l’Ovale Blu, tra il 1966 e il 1969, con la GT40 fece incetta di successi a Le Mans. Il ritorno al WEC sarà gestito da Ford Performance.
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