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Auto cinesi: l’invasione passa dal mare con le mega navi-cargo

di Redazione - 07/02/2025

Testo di Maurizio Bertera

È una vera invasione pacifica, soprattutto verso l’Europa ma non solo. Se si vuole capire il peso di un nuovo player mondiale dell’automotive, qual è BYD, basta seguire le partenze delle sue grandi navi-cargo che, tecnicamente, si chiamano Ro-Ro (ossia Roll-on/Roll-off: sono le navi dove i container vengono caricati orizzontalmente e non verticalmente) e portano migliaia di vetture, senza problemi. Nel giro di una quindicina di giorni, hanno preso il mare la nave Hefei con 5 mila vetture elettriche e ibride plug-in e la nave Shenzen, che porta il nome della città dove ha sede il quartier generale del gruppo cinese. A bordo pare ci siano oltre 9 mila auto: per entrambe le Ro-Ro si tratta del primo viaggio di una lunga serie, visti gli ambiziosi progetti di BYD che punta entro i primi mesi del 2026 ad avere una flotta di otto navi. Se Hefei e le “sorelle” varate in precedenza, Explorer No. 1 e Changzhou, misuravano poco meno di 200 metri, l’ultima nata Shenzen batte ogni record: è lunga 219 metri e larga 37,7 metri con un pescaggio di 9 metri. Per gli analisti, sarebbe il più grande cargo per il trasporto di auto mai costruito, in grado di movimentare sino a 9.200 vetture alla volta, navigando a 18,5 nodi.

Investimenti enormi

Non deve stupire l’enorme accelerazione di BYD sul mare, spiegabile per due ragioni. La prima è che il brand cinese sta andando molto bene, anche fuori patria: nel 2024 ha esportato circa 420mila auto con una crescita del 71,9% rispetto all’anno precedente, e le prospettive per il 2025 sono ancora superiori. La seconda è che l’investimento clamoroso, anche per un colosso come BYD, ha senso sul lungo termine perché il costo giornaliero per noleggiare una nave porta auto si aggira sui 120.000 dollari, circa sette volte il prezzo medio sino al 2019. Del resto anche un altro colosso cinese come Saic Motors (noto da noi per il marchio MG) sta lavorando per avere una flotta proprietaria, scommettendo sull’incremento di vendite. Tutto per la gioia di chi costruisce queste incredibili navi che, nonostante la mole, risultano tra le più ecologiche a solcare i mari. Infatti, hanno una doppia alimentazione: i motori possono funzionare tanto con il tradizionale gasolio marino quanto con gas naturale liquefatto (Lng) che è composto quasi interamente da metano. Il plus sono le batterie di stoccaggio dell’energia che alimentano i servizi di bordo. Sono comunque sensibilmente inferiori a quelli pazzeschi richiesti dalle ultime navi da crociera, dove i motori elettrici consentono anche di spostare la nave nelle manovre di attracco o nelle aree a basso inquinamento, così da ridurre le emissioni.

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