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Chery punta sui fornitori europei per evitare i dazi

di Redazione - 19/11/2024

L’imposizione dei dazi europei sulle auto elettriche importate dalla Cina ha costretto le case cinesi a trovare strategie per mantenere competitivo il loro mercato. Tra queste Chery, che ha al suo interno brand quali Omoda e Jaecoo, ha intrapreso una collaborazione strategica con EV Motors, un rivenditore spagnolo, per aggirare i costi legati ai dazi. La chiave di questa strategia risiede nel processo produttivo presso lo stabilimento di Barcellona, che mira a conferire un’identità “europea” ai veicoli assemblati, minimizzando così l’impatto delle tariffe doganali.

Utilizzare componenti europei per aggirare i dazi

L’accordo tra Chery ed EV Motors prevede la produzione di veicoli presso l’ex impianto Nissan a Barcellona, che sarà dedicato a modelli a combustione, ibridi ed elettrici. Per il momento la strategia prevede che le vetture pre-assemblate in Cina vengano spedite in Europa in sezioni e poi montate nello stabilimento spagnolo. Ma questo approccio iniziale non garantisce automaticamente lo status di prodotto “Made in Europe” secondo i regolamenti UE, che richiedono una quota minima di componenti prodotte localmente. Vedi il caso DR Automobiles multato dall’Antitrust italiano per 6 milioni di euro per aver comunicato che i suoi veicoli sono prodotti in Italia. Quando la produzione di queste vetture è interamente cinese per essere poi rifinite in alcune parti nello stabilimento molisano di DR.

Quindi per rispettare questi requisiti, Chery ed EV Motors stanno lavorando per integrare fornitori locali nella catena produttiva. Rafael Ruiz, presidente di EV Motors, ha dichiarato che l’obiettivo è quello di avvicinarsi gradualmente a una produzione completa, utilizzando componenti europei e riducendo così i costi d’importazione. Così, a partire dal prossimo anno, il sito di Barcellona passerà dal semplice assemblaggio a una produzione “completely knocked-down” (CKD), che include processi più complessi come saldatura, verniciatura e reassemblaggio. Questa transizione sarà cruciale per garantire che i veicoli rispettino le normative europee ed evitino i dazi.

Una Omoda 5 elettrica “Made in Europe”

Le implicazioni dei dazi sono già evidenti per Chery che ha ritardato il lancio in Europa della sua Omoda 5 elettrica. Con la produzione che inizierà non prima dell’ottobre 2025. Nel frattempo, EV Motors sta spingendo sul brand Ebro, storico marchio spagnolo che produceva veicoli commerciali e agricoli, che avvierà la produzione di un nuovo pick-up questo mese. Lo stabilimento di Barcellona impiegherà inizialmente 200 operai, puntando ad aumentare la forza lavoro fino a 1.250 dipendenti entro il 2026.

Ruiz si dice fiducioso: “L’Omoda 5 elettrica non sarà soggetta a dazi perché sarà fabbricata in Europa.” L’obiettivo della joint venture è chiaro: trasformare la partnership tra Chery ed EV Motors in un modello di successo per il mercato europeo, sfruttando la rete di fornitori locali spagnoli e la tradizione produttiva del Paese. La partita si giocherà sulla capacità di passare dal semplice assemblaggio a una produzione europea completa, in linea con le normative dell’Unione.

Fonte: Automotive News

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