
Testo di Mattia Eccheli
Gli automobilisti che circolano in Italia e che si sentono vittima degli autovelox si possono consolare. In Germania, giovedì scorso, nei pressi di un cantiere temporaneo sulla A3, vicino a Francoforte, la Polizia stradale ha effettuato un controllo a tappeto e rilevato 1.325 infrazioni in appena 72 minuti grazie alle apparecchiature mobili. Praticamente un’operazione da Guinness dei Primati che farà arrivare nella case lettere poco gradite.
Le contravvenzioni non riguardano tuttavia la velocità, ma un’altra violazione. Per garantire la sicurezza dei lavori in corso, era stata attivata la segnalazione luminosa sopra la corsia di marcia, una “X” rossa, che ha la medesima valenza del semaforo. La A3 è sempre molto trafficata e evidentemente molti automobilisti hanno deciso di imboccarla ugualmente, malgrado la proibizione.
Oppure, che è forse anche peggio, non hanno capito l’indicazione sul divieto di transito. La sanzione minima è di 90 euro ed è la stessa prevista per chi passa con il rosso. Ma può lievitare a 200 se la manovra mette in pericolo gli altri utenti della strada e salire ulteriormente in caso di incidente.
Il problema sono i punti, che in Germania non vengono decurtati, ma sommati e sono 1 nel primo caso e 2 negli altri. Per le norme tedesche se ne possono accumulare solo 8. La Polizia ha chiarito che facendo scattare “le barre diagonali incrociate rosse sul tabellone, si vieta all’utente della strada di continuare a guidare su questa corsia dell’autostrada, analogamente a un semaforo rosso”.
Le autorità hanno confermato che continueranno ad effettuare controlli per evitare simili violazioni al Codice della Strada. In Germania non sono rari gli autovelox installati nei pressi dei cantieri per rilevare la velocità, che – al di là dei mitologici racconti sulle autostrade senza limiti – è vincolata su circa la metà degli oltre 13.000 chilometri della rete, la quarta più estesa al mondo.
Nei giorni scorsi è sorto un nuovo caso anche in provincia di Trento, dopo che al titolare di una ditta, la Drink System di Villa Lagarina, nel giro di meno di due settimane sono state recapitate tre multe per le infrazioni di tre veicoli diversi guidati da tre dipendenti differenti all’identica velocità, sempre di 76,32 km/h, scesa a 71,32 con la tolleranza del 5%. Roberto Atzori, riporta il quotidiano l’Adige, ha pagato senza polemizzare, ma ha raccontato la vicenda su Facebook e almeno altri cinque automobilisti hanno constatato la possibile “anomalia”.
Il sindaco, Graziano Luzzi, ha chiesto lumi all’impresa che fornisce il dispositivo ottenendo garanzie sulla regolarità del funzionamento, ma intanto l’associazione Altvelox di Belluno ha annunciato una denuncia nei confronti dello stesso primo cittadino e delle autorità della Provincia Autonoma con la richiesta di sequestro del dispositivo.
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