
Testo di Gabriele Ratti
Tre vittorie nelle ultime quattro edizioni: il Rally del Giappone è caduto ancora sotto l’impero di Elfyn Evans. Nella lunga sfida sugli asfalti giapponesi – l’ultima gara su asfalto del FIA World Rally Championship 2026 – il gallese infatti si è confermato il più veloce, balzando in testa dopo la seconda prova speciale e rimanendoci fino alla fine. Dominio totale nel Sol Levante inoltre, nella gara di casa e fra ali di pubblico amico, per Toyota, che ha piazzato addirittura 4 macchine nelle prime 4 posizioni.
Il gallese ha dimostrato ancor una volta sugli asfalti del Giappone, inediti con queste condizioni vista la data insolita, di essere il più costante di tutto lo squadrone Toyota, centrando il secondo successo stagionale con Scott Martin dopo la vittoria in Svezia di febbraio. Prima ha lottato con Solberg (uscito di strada ma vincitore della Power Stage), poi con Sebastien Ogier e Sami Pajari, che hanno chiuso il podio tutto Toyota con una bella bagarre anche di domenica. Peccato per l’idolo locale Takamoto Katsuta, quarto ma con lampi importanti, che se non fosse stato per una foratura ed un’uscita di strada forse avrebbe lottato per la vittoria.

Con questa vittoria ora Evans allunga ancora in vetta al WRC, volando a quota 151 punti, 20 in più di “Taka” e quasi 50 in più di Solberg. Un margine importante da poter cominciare a gestire visto che mancano solo 7 gare alla fine.
“È stato un weekend fantastico” le parole di Evans all’arrivo “devo fare un enorme ringraziamento alla squadra: ancora una volta ci ha messo a disposizione una vettura eccezionale sull’asfalto. Un grazie speciale anche a Morizo-san (pseudonimo per il CEO di Toyota Akio Toyoda ndr.), per tutto il supporto che ci ha dato. Spero che questa vittoria possa essere un modo per ricambiare, almeno in parte, la fiducia e il sostegno ricevuti. La strada verso il campionato è ancora lunga. È decisamente troppo presto per parlare di titolo, ma intanto vogliamo semplicemente goderci questa vittoria“.
Un duello del genere nel WRC non si vedeva da tempo: per oltre 300 km a sfidarsi sul decimo di secondo, botta e risposta prova su prova, con un distacco prima della Power Stage di appena 2.8”. Il pilota Lancia Corse Nikolay Gryazin e l’alfiere di Toyota España Alejandro Cachon, hanno infatti regalato all’inimitabile pubblico giapponese uno spettacolo incredibile. Alla fine la vittoria l’ha strappata, vincendo prima di tutto il duello mentale, il driver su Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, ottenendo il suo primo successo stagionale ed il terzo per la casa torinese. Amareggiato Cachon si è accontentato dell’argento dopo un testacoda, con il podio WRC2 che è stato chiuso dal giapponese Yuki Yamamoto.

Questa per Gryazin è stata una vittoria pesantissima, poiché con il bottino di 25 punti il pilota russo navigato da Konstantin Aleksandrov ora vola in testa al WRC2, superando il compagno di squadra Rossel (assente in Giappone) e regalando a Lancia Corse uno storico “uno-due” nella classifica piloti, oltre al totale dominio nella classifica costruttori.
“Quando sei in lotta per la vittoria fin dall’inizio e poi succede qualcosa che cambia le carte in tavola, tutto diventa più tranquillo” ha spiegato un raggiante Gryazin all’arrivo dopo aver scoperto dell’errore di Cachon “ma quando devi spingere al massimo ogni giorno, le emozioni che provi sono completamente diverse”.
Antonelli, Bezzecchi, Minì e Bulega protagonisti nel mondo: uno dei regali più belli per gli 80 anni della nostra Repubblica
Alla 24 Ore di Le Mans non si corre soltanto per vincere: si sperimentano le tecnologie che nei prossimi anni arriveranno sulle automobili di tutti i giorni