
Quarto appuntamento dell’iniziativa “Come guidi” de L’Automobile, in collaborazione con il brand Esso, sui comportamenti degli italiani al volante.
Auto sempre più tecnologiche, sempre più connesse, sempre più digitali. Ma anche sempre più distraenti. Le plance delle vetture di nuova generazione sono dominate da grandi schermi centrali: interfacce ricche, grafiche evolute, menu e sottomenu che concentrano funzioni un tempo affidate a tasti fisici. Il risultato è che anche per operazioni semplici il conducente deve cercare un comando sul display, scorrere, selezionare. E quindi distogliere lo sguardo dalla strada. Proprio come accade quando si usa lo smartphone o si risponde a un messaggio su WhatsApp. Il rischio è la perdita di controllo del veicolo con il conseguente sbandamento ed eventuale incidente. Con conseguenze che, al crescere della velocità, possono diventare gravi.
In diverse auto moderne sia le funzioni di base come climatizzazione, audio, navigazione, impostazioni di guida che quelle aggiuntive come, per esempio, l’attivazione dei sistemi di aiuto alla guida (ADAS), sono oggi gestite attraverso il medesimo schermo touch. Per comandarle richiedono una certa attenzione visiva perché spesso si nascondono dietro schermate multiple. E a differenza dei comandi fisici, non possono essere utilizzate “a memoria”.
Secondo diverse rilevazioni di settore, gli automobilisti iniziano a mostrare una certa insofferenza verso i sistemi completamente digitali. Lo studio IQS di JD Power del 2025, per esempio, indica proprio nei sistemi multimediali una delle principali fonti di criticità percepite dagli utenti, tra menu poco intuitivi e comandi difficili da individuare.
C’è un Paese che sta andando in controtendenza per evitare che le auto diventino veri e propri smartphone su ruote. Ed è, paradossalmente, proprio la Cina. Da qui arrivano molti modelli caratterizzati da maxi-display e comandi fisici ridotti al minimo.
Ma proprio nel Celeste Impero si sta discutendo una stretta normativa sull’uso degli schermi touch. In particolare, le autorità cinesi starebbero lavorando a linee guida che impongono la presenza di tasti fisici per le funzioni essenziali legate alla sicurezza e alla guida. Tra queste rientrano, per esempio, climatizzazione, sbrinamento, luci e altre operazioni che devono poter essere attivate rapidamente, senza distogliere lo sguardo dalla strada. Le nuove regole potrebbero anche fissare criteri più stringenti sull’ergonomia delle interfacce digitali e sul numero di passaggi necessari per eseguire una funzione.
Un cambio di rotta significativo per un mercato che, finora, ha puntato molto sulla digitalizzazione estrema degli abitacoli. E un segnale interessante, che apre una domanda: sarà la Cina ad anticipare le future scelte europee in materia di sicurezza e interfacce di bordo?
Per la verità, in Europa, un primo segnale è già arrivato. Euro NCAP – l’ente che valuta la sicurezza delle auto e di cui ACI è membro cofondatore – ha aggiornato per l’anno in corso i propri protocolli introducendo criteri più attenti al tema della distrazione.
La diffusione di plance sempre più minimaliste, in cui i comandi fisici vengono sostituiti da interfacce touch, viene ora valutata anche in termini di impatto sulla distrazione del conducente. Concentrare troppe funzioni nei touchscreen, soprattutto quelle essenziali per la guida, può aumentare il rischio.
Per questo, nei nuovi criteri, Euro NCAP indica cinque funzioni che dovranno essere gestibili tramite comandi fisici per ottenere il punteggio massimo di cinque stelle:
– indicatori di direzione
– tergicristalli
– luci di emergenza
– clacson
– chiamata SOS (eCall)
Non si tratta di un obbligo normativo, ma di una raccomandazione con un peso rilevante. Le valutazioni Euro NCAP hanno infatti un impatto diretto sulle strategie commerciali delle case automobilistiche.
Sin dalla sua fondazione, l’ACI si è fatto promotore del miglioramento della sicurezza stradale. Un obiettivo che muta, inevitabilmente, con il trascorrere dei decenni e l’evoluzione della tecnologia. Per questo la sensibilizzazione e la formazione continua dei guidatori di tutte le generazioni è e rimarrà un elemento fondativo della nostra visione e della nostra missione. E iniziative quali la campagna “Come Guidi”, sviluppata in collaborazione con il marchio Esso, vanno proprio in questa direzione: incrementare la consapevolezza sui fattori di rischio al volante e su come ridurli.
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