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Stellantis, il piano per l’Italia stabilimento per stabilimento

di Emiliano Ragoni - 17/06/2026

Mirafiori
La 500 ibrida è un modello che è stato “ricavato” dalla nuova 500 elettrica che inizialmente era stata concepita solo a corrente

Nessuno stabilimento italiano verrà chiuso. È questo il messaggio principale che Stellantis ha consegnato ai sindacati dei metalmeccanici a seguito dell’incontro a Roma. A illustrare i contenuti ai rappresentanti dei lavoratori è stato Emanuele Cappellano, responsabile per l’Europa del Gruppo, che ha assegnato a ogni sito produttivo un ruolo specifico all’interno della strategia di rilancio. Il quadro che emerge è quello di una divisione del lavoro per segmenti: piccole auto a Torino e Napoli, premium e lusso nel Centro-Sud, veicoli commerciali in Abruzzo.

Il piano stabilimento per stabilimento

Stabilimento Città Ruolo assegnato Modelli attuali Prospettive
Mirafiori Torino Piccole auto e innovazione industriale Fiat 500 (mild hybrid ed elettrica) Secondo turno attivo da marzo 2026; obiettivo 100.000 unità 500 mild hybrid
Pomigliano d’Arco Napoli Veicoli elettrici accessibili Fiat Pandina, Alfa Romeo Tonale Due E-Car elettriche (Citroën e Fiat) dal 2028; Tonale sostituita da modello su piattaforma Stla Medium a Melfi
Melfi Potenza Premium e veicoli crossover Jeep Compass, DS No. 8, DS No. 7 Arrivo Lancia Gamma nel 2026; erede Tonale su Stla Medium
Cassino Frosinone Premium e lusso Alfa Romeo Giulia, Alfa Romeo Stelvio, Maserati Grecale Giulia e Stelvio fino al 2027; successori in cerca di partner; piano dettagliato ancora assente
Modena Modena Veicoli di lusso Maserati (supercar e modelli di punta) Confermato nel polo lusso insieme a Cassino
Atessa Chieti Veicoli commerciali leggeri Furgoni grandi (Peugeot, Citroën, Fiat) Ruolo storico confermato; joint venture Sevelsud
Termoli Campobasso Motori (in transizione) Motori endotermici Gigafactory batterie cancellata; futuro da definire

Mirafiori: la 500 e l’innovazione industriale

Lo storico stabilimento torinese è il centro della rinascita commerciale di Fiat in Italia. Mirafiori produce la 500 nelle versioni mild hybrid ed elettrica. A fine 2025 Stellantis ha introdotto la variante ibrida leggera della citycar, scelta che ha contribuito a far crescere le vendite italiane del marchio del 30% nei primi cinque mesi del 2026. Da marzo è attivo un secondo turno produttivo. Cappellano ha indicato come obiettivo il raggiungimento di 100.000 unità della 500 mild hybrid, anche se ha riconosciuto che il traguardo “dipenderà dalle dinamiche di mercato”. Il sindacato Fiom ha segnalato che le vendite restano al di sotto delle attese e che lo stabilimento avrebbe bisogno di modelli aggiuntivi per saturare la capacità.

Pomigliano d’Arco: la scommessa elettrica

Il sito campano è destinato a diventare il polo dell’elettrico accessibile nel perimetro italiano di Stellantis. Oggi ospita la produzione della Fiat Pandina e dell’Alfa Romeo Tonale. Dal 2028 è previsto l’avvio della produzione di due minicar elettriche della famiglia E-Car: una Citroën e una Fiat. Per la Tonale, invece, il destino è segnato: il suo successore sarà basato sulla piattaforma Stla Medium e verrà assemblato a Melfi, non più a Pomigliano.

Melfi: il polo premium in espansione

Lo stabilimento lucano è quello con il portafoglio prodotti più variegato e in crescita. Attualmente produce la Jeep Compass e due modelli Ds, il No. 7 e il No. 8. Nel corso del 2026 è previsto l’avvio della produzione della Lancia Gamma (foto sotto), suv coupé di segmento D che segna il rilancio del marchio torinese. A Melfi arriverà anche il successore dell’Alfa Romeo Tonale, sviluppato sulla piattaforma Stla Medium. Il sito si configura quindi come uno dei nodi principali della rete produttiva italiana, con una vocazione verso i segmenti premium di volume.

Cassino: Alfa Romeo e Maserati, futuro incerto

Cassino è lo stabilimento che solleva le maggiori preoccupazioni. Oggi produce l’Alfa Romeo Giulia, l’Alfa Romeo Stelvio e il Maserati Grecale. La Giulia e lo Stelvio, disponibili solo con motorizzazioni benzina e diesel senza alcuna forma di elettrificazione, termineranno la loro produzione nel 2027. Stellantis è alla ricerca di partner industriali per sviluppare eventuali successori elettrificati dei due suv del Biscione, ma le trattative non si sono ancora concretizzate. Cappellano ha annunciato l’arrivo di una nuova compatta Alfa Romeo (sotto un rendere), senza però indicare dove verrà prodotta. Fiom e Fim hanno criticato l’assenza di un piano chiaro per il sito laziale, che rischia di trovarsi senza una missione produttiva definita oltre il 2027.

Modena: il lusso di Maserati

Lo stabilimento modenese è inserito nel polo del lusso insieme a Cassino. A Modena vengono assemblati i modelli di punta di Maserati, comprese le supercar. Il sito è confermato nel piano industriale, ma la sua proiezione futura resta legata alle sorti del marchio del Tridente, che attraversa una fase di ridefinizione strategica all’interno del gruppo. A fine anno a Modena ci sarà un Investor Day dove verranno esplicati i futuri piani di sviluppo del marchio di lusso.

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Atessa: veicoli commerciali confermati

Il sito abruzzese è la base storica per la produzione di furgoni di grandi dimensioni destinati ai marchi Peugeot, Citroën e Fiat. Costruito sulla joint venture Sevelsud, eredità della partnership tra Psa e Fiat Chrysler precedente alla fusione del 2021, lo stabilimento è confermato nel suo ruolo. I veicoli commerciali leggeri rappresentano uno dei segmenti in cui Stellantis mantiene una posizione di leadership in Europa, e Atessa ne è il presidio industriale principale in Italia.

Termoli: la gigafactory che non si farà

Termoli è l’assenza più discussa nel piano. Lo stabilimento molisano produce attualmente motori endotermici, e il suo futuro era stato programmato attorno alla costruzione di una gigafactory per la produzione di celle per batterie. Quel progetto è stato cancellato, una scelta che i sindacati hanno criticato con forza durante l’incontro del 15 giugno. Cosa produrrà Termoli dopo l’esaurimento dei motori a combustione è una domanda che il piano non risponde ancora in modo esplicito.

 

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