
Testo di Mattia Eccheli
Per due anni, nel 2023 e nel 2024, è stata l’elettrica di segmento C più venduta in Italia, dove dal 2022 in poi è stata commercializzata in oltre 5.000 esemplari. È la MG4, un modello del costruttore britannico Morris Garages integrato nel 2007 dal colosso statale cinese Saic, per la quale è già arrivato il momento del primo aggiornamento. Che riguarda poco lo stile e molto di più i contenuti. “Poiché il design era stato apprezzato, siamo intervenuti solo il minimo indispensabile”, hanno dichiarato dalla filiale italiana della MG.
| Giudizio | Dettaglio |
|---|---|
| PRO |
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| CONTRO |
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La rivisitazione ha riguardato cerchi (da 18”) e copricerchi aerodinamici e lo spoiler posteriore monoblocco oltre che l’integrazione di nuovi colori per gli esterni. Tipo le tinte verde Ealing e blu Piccadilly, che il costrtuttore presenta come “studiate per esaltare i volumi di MG4 e sottolineare la nuova maturità acquisita dal modello”.

Le proporzioni sono rimaste invariate con una lunghezza che sfiora i 427 cm, una larghezza vicina a 184 e un’altezza prossima a 152. È compatta, ma spaziosa con un peso a vuoto compreso tra i 1.765 e i 1.810 kg a seconda delle versioni.
“Abbiamo ascoltato i nostri clienti”, riferisce MG, che spiega così i più vistosi interventi che hanno riguardato l’abitacolo. A cominciare dai materiali più morbidi che caratterizzano almeno la parte alta della plancia. Poi ci sono la funzionale consolle centrale rialzata nella quale è inserita anche la ricarica wireless e gli schermi più grandi, da 10.25” per il conducente e da 12.8” per l’infotainment.

Tra le novità, sollecitate soprattutto (ma non solo) dall’Italia, c’è anche l’inserimento di alcuni tasti fisici sotto il monitor più grande per comandare almeno alcune funzioni (climatizzazione, regolazione dell’audio, luci di emergenza e selettore del cambio) perché non tutti i clienti del marchio hanno la vocazione per la digitalizzazione spinta. Invece, il controllo dei livelli per la rigenerazione dell’energia passa esclusivamente dallo schermo (peccato), anche se può essere gestito anche con il veicolo in movimento. La capacità del bagagliaio oscilla fra i 388 e i 1.164 litri.

Due delle tre varianti della MG4 sono a trazione posteriore e una a quattro ruote motrici. Le potenze delle prime due sono di 190 e 245 Cv con 350 Nm di coppia, mentre quella della terza schizza fino a 435 (i motori, del resto sono due, uno per asse e come gli altri elettrici sincroni permanenti) con 600 Nm e una paurosa accelerazione da 0 a 100 km/h di 3,8”. Non è chiaro a cosa possa servire (non solo su questa, ma anche su molte altre auto), ma questo è il dato.

La MG4 è equipaggiata con le batterie al nichel-cobalto-manganese (a differenza di quella della quasi gemella MG4 Urban la cui chimica è litio-ferro-fosfato) da 64 e 77 kWh: sono state ottimizzate e con la versione dalla maggior percorrenza guadagna 15 chilometri di autonomia, fino a 545. L’entry level si ferma a 452, mentre la X Power arriva a 405. I consumi dichiarati sono compresi fra i 16,1 e i 19 kWh/100 km, che nella prova lombarda sono risultati alla portata della macchina.
Si guida come ci si aspetta che vada un’elettrica: sempre composta e “briosa” quando serve, anche se la versione guidata non è stata quella più brillante, ma quella più razionale (comunque anche 6,2” per passare da 0 a 100 all’ora non sono mica male). I tempi di ricarica non sono forse il suo fiore all’occhiello: per un rifornimento dal 10 a all’80% servono 40 minuti (25 per la variante meno potente e con la batteria “piccola” e 30 per la X Power con lo stesso accumulatore da 64 kWh).

È un’auto sincera, che non promette cose che non è in grado di mantenere. E che beneficia anche di 14 Adas di ultima generazione (la vettura aveva già ottenuto le 5 stelle ai crash test EuroNcap), il cui intervento non è troppo invasivo.
Il listino della MG4 parte dai 35.490 euro della Premium 64 kWh, sale ai 38.990 della Premium 77 kWh e arriva ai 40.990 della X Power AWD 64 kWh. Il prezzo reale, però, è un altro: scende di 6.000 euro, anche senza permuta, in caso di finanziamento e di 3.500 euro se invece la si acquista evitando la formula “a debito”. Significa che si parte da una base inferiore alla soglia psicologica dei 30.000 euro, ossia 29.490.

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