
Testo di Maurizio Bertera
Una vettura compatta con un’autonomia superiore a 1.000 km non si era ancora vista: non sorprende che arrivi dal Paese che sta investendo massicciamente su motorizzazioni ibride ad alta percorrenza e in particolare da BYD che può vantarsi di avere lanciato la tecnologia Super Hybrid dove termico ed elettrico dialogano in modo esemplare. La nuova Dolphin G DM-i ha quindi le carte in regola per essere protagonista in un segmento come il B dove la competizione è terribile.

La Dolphin G DM-i è una berlina classica, senza forzature nello stile, fatto di linee curve e proporzionate: frontale pulito, spoiler sopra il lunotto che integra anche la terza luce di stop, profilo classicheggiante e posteriore massiccio il giusto. Tra le dimensioni, la più importante è quella del passo: 261 cm su una lunghezza di 416 cm rendono davvero ampio l’interno rispetto alle concorrenti del segmento. La larghezza è di 182 cm, l’altezza di 157 cm.

Ed è spazioso pure il bagagliaio: mette a disposizione 425 litri che diventano 1.225 abbassando gli schienali della seconda fila.

L’abitacolo riprende l’impostazione di altri modelli BYD: di serie il quadro strumenti digitale, inserito in una palpebra che attraversa la plancia da parte a parte senza soluzione di continuità. Lo schermo dell’infotainment (non ruotante) è da 10,1 o 12,8 pollici in base agli allestimenti. Tanti gli spazi per gli oggetti, dal capiente vano tra i due passeggeri anteriori, con la piastra wireless di ricarica, a quello ricavato nello spazio sottostante. Materiali e rivestimenti sono nella media.

La novità, e il vero plus della Dolphin G DM-i, è la tecnologia Super Hybrid, patrimonio di BYD, che privilegia la marcia in modalità elettrica, cercando di sfruttare il più possibile il motore termico come generatore per la batteria e facendolo intervenire sulle ruote solo quando è richiesto un extra di potenza.
L’unità termica è un 1.5 Xiaoyun da 95 cv, abbinato a due motori elettrici. Quello dedicato alla trazione sviluppa 120 kW (163 cv), permettendo alla Dolphin G di accelerare da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi e di raggiungere una velocità massima di 180 km/h. In base alla versione, la potenza combinata è di 129 kW (176 cv) oppure di 156 kW (212 cv).

Da sottolineare che sul modello è disponibile anche la ricarica in corrente continua fino a 39 kW, per passare dal 10 all’80% della batteria in 26 minuti. La batteria da 7,42 kWh della versione Active consente circa 40 km in modalità elettrica, mentre quella da 18,3 kWh delle versioni Boost, Comfort e Sport supera i 100 km.
Interessante anche il funzionamento del sistema DM-i, sigla di “Dual Mode Intelligence“: quando si seleziona la modalità HEV oppure quando la vettura la attiva autonomamente per via di una batteria scarica, entrano in azione e si alternano cinque configurazioni differenti, in base allo stato di carica e alla situazione di guida, per mantenere elevata l’autonomia.
Nel nostro breve test tra le strade cittadine e quelle dell’hinterland berlinese abbiamo praticamente viaggiato solo a emissioni zero. L’auto è agile e piacevole da guidare, in linea con le altre Dolphin della gamma.
Ma il dato più interessante riguarda i consumi. A batteria completamente carica, BYD dichiara 2,6 l/100 km per la versione con la batteria più piccola e addirittura 1,4 l/100 km per quella con la batteria più grande. Più realistico il dato relativo al consumo combinato, compreso tra 4,3 e 4,5 l/100 km.

Gli ordini della BYD Dolphin G DM-i sono già aperti. Il listino parte da 24.790 euro per la versione Active, proposta in fase di lancio a 23.640 euro, e arriva fino a 30.790 euro per la Sport.
Anche alla luce di un listino di questo livello, è facile immaginare che la Dolphin G DM-i possa ritagliarsi un ruolo importante in un segmento che, tra berline e Suv, rappresenta circa il 44% del mercato italiano.

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