
Testo di Francesco Traino, foto di Wolfango
C’è una caratteristica che, più di ogni altra, ha reso Bmw un punto di riferimento negli ultimi anni: la capacità di non schierarsi a favore di una sola mobilità, ma di includere. Motori endotermici per i puristi, elettrici per chi guarda avanti. Due anime che convivono in gamma per accontentare clienti agli antipodi, ma da oggi qualcosa cambia. Questa Bmw iX3, nata sulla piattaforma Neue Klasse, non si limita a essere “l’alternativa elettrica”: è, semplicemente, un altro modo di intendere la guida, che può mettere d’accordo tutti.
Sulla carta i dati parlano chiaro: 469 cavalli, 645 Nm di coppia e uno 0-100 in meno di 5 secondi. Numeri di tutto rispetto, ma che raccontano solo una parte della storia.
La vera differenza si percepisce appena si sfiora l’acceleratore. La risposta è immediata, sì — come ci si aspetta da un’elettrica — ma c’è qualcosa di più: una prontezza quasi brutale, soprattutto in modalità Sport, che la distingue anche da suv elettriche più potenti. È una reattività che sorprende, perché non è filtrata, non è “addolcita”: è diretta, istintiva, coinvolgente.
Ed è qui che la Bmw iX3 gioca la sua partita più importante: stiamo parlando di una suv da oltre 2.300 kg. Eppure, una volta in movimento, il peso sembra dissolversi. Niente sospensioni a controllo elettronico, niente asse posteriore sterzante, nessuna soluzione sofisticata tipica delle suv ad alte prestazioni. Solo sospensioni passive. Una scelta che potrebbe sembrare conservativa, quasi rischiosa, invece è esattamente il contrario.
Il telaio è semplicemente eccezionale, il bilanciamento dei pesi — merito anche della batteria integrata nel pianale — è chirurgico, l’elettronica fa il resto.
Il risultato? Inserimenti in curva rapidi, cambi di direzione naturali, una sensazione di controllo totale. Lo sterzo, morbido ma preciso, richiede pochissimo angolo per ottenere reazioni immediate, è intuitivo, quasi telepatico.
In un mondo dove molte elettriche puntano tutto sulla potenza, qui si riscopre il piacere di guida.

Il cuore di tutto è una gestione elettronica evolutissima, coordinata da una centralina dedicata alla dinamica: si chiama Heart of Joy, il nome la dice lunga. Non si limita a distribuire la coppia: la modella in tempo reale, asse per asse, ruota per ruota.
È questo che permette alla vettura di “camuffare” la massa della Bmw iX3, non la elimina del tutto, ovviamente, ma la rende gestibile, soprattutto quando si cerca il trasferimento di carico per dare il là al retrotreno. In uscita di curva, con i controlli esclusi, emerge una chiara predominanza della trazione posteriore, il che, per una Bmw, è quasi un marchio di fabbrica. Non nasce per essere una vera sportiva, certo, ma su un passo di montagna sa regalare momenti di puro piacere.

L’assetto è uno degli aspetti più riusciti della Bmw iX3. Tendenzialmente rigido, complice anche la presenza di cerchi da 21 pollici, ma mai scomodo.
Assorbe bene le asperità, senza risultare cedevole. Contiene il rollio, ma lascia quel minimo movimento necessario a “sentire” l’auto. È proprio questo equilibrio che rende la guida così appagante: non è piatta, non è sterile. È viva, si percepiscono i trasferimenti di carico, le perdite di aderenza e l’immediato intervento del torque vectoring, ad ogni input dello sterzo risponde con grande precisione. Su una suv elettrica, non è affatto scontato.

Altro punto forte è la gestione della rigenerazione. In modalità automatica, lavora in modo intelligente: rallenta il veicolo in base al traffico, alle curve, al contesto, senza interventi invasivi, senza strattoni.
Il risultato è una guida fluida, rilassata, quasi “predittiva”, è facile dimenticarsi del pedale del freno. Dopo pochi chilometri ci si abitua e tornare indietro diventa difficile.
La frenata tradizionale, poi, è una piacevole sorpresa. Nonostante le pinze apparentemente contenute in proporzione alla mole, la modulabilità del pedale è eccellente. Il mordente è immediato, progressivo, sempre presente quando si alza un po’ il ritmo.

Nell’utilizzo prevalentemente urbano, un’autonomia di circa 600 km è un obiettivo realistico. In autostrada, mantenendo una velocità costante di 130 km/h, si superano di poco i 450 km. Nell’impiego misto, senza particolari attenzioni al risparmio energetico, il consumo medio rilevato si attesta intorno ai 19,5 kWh/100 km.
Durante la prova, siamo partiti da Varese con la batteria al 96% e, viaggiando il più possibile a velocità costante di 130 km/h, con climatizzatore spento e una temperatura esterna di circa 13 °C siamo arrivati a Forlì, dopo 347km percorsi, con un’autonomia residua di 110 km.
Quello che colpisce davvero è che, nonostante la natura elettrica e la massa importante, iX3 riesce a mantenere intatto il DNA di Bmw. Non è solo efficiente, non è solo tecnologica. È coinvolgente, bella da guidare.
Anche per chi è cresciuto tra pistoni e cambi manuali, la sensazione è chiara: qui non si rinuncia al piacere di guida. Non si tratta di scegliere tra passato e futuro, ma di accettare che, oggi, anche una suv elettrica può far venire voglia di guidare.

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