
Testo di Fabio Sciarra
La Toyota RAV4 arriva alla sesta serie e compie un cambio di passo che segna un prima e un dopo nella storia del modello. Il miglioramento è radicale e complessivo. E investe tanto il comportamento su strada quanto la sicurezza, la tecnologia di bordo e l’efficienza. Soprattutto per il miglioramento significativo della nuova versione plug-in, che grazie alla nuova batteria da 22,7 kWh è in grado di percorrere – secondo la scheda tecnica della Casa – fino a 137 chilometri in modalità elettrica.
| Giudizio | Dettaglio |
|---|---|
| PRO |
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| CONTRO |
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La RAV4 resta immediatamente riconoscibile, se hai in testa il modello precedente. Ma la filosofia stilistica è evoluta alla ricerca di una maggiore personalità. Prova ne sia, prima fra tutte, la conformazione del frontale a testa di martello, con un muso molto verticale che crea grande solidità incrociandosi con la linea a sviluppo orizzontale del cofano. Di quest’ultimo, peraltro, spicca la plasticità, dovuta al forte segno generato in corrispondenza dei parafanghi anteriori.

Muscolosi anche i passaruota posteriori, la cui bombatura è ulteriormente esaltata dalle ruote da 20” (sulle versioni più ricche). Il tetto, in parallelo con la linea del cofano, genera una seconda linea orizzontale che conduce lo sguardo verso il volume di poppa. A sua volta riformulato completamente: spicca il nuovo logo, dall’aria vagamente “robotica”, insieme ai led a tutta larghezza, contraddistinti da elementi luminosi a listelli orizzontali. Una nota positiva sulle dimensioni: sono rimaste identiche al modello precedente, con la lunghezza “ferma” a 460 cm.

Il salto generazionale è evidente anche nell’abitacolo, dove lo sguardo è attratto in prima istanza dal nuovo quadro strumenti digitale personalizzabile da 12,3”. Interessante anche per un suo tratto – per così dire – architettonico: il bordo superiore è stato abbassato di 40 millimetri rispetto al modello precedente, per favorire una migliore visibililtà dalla seduta del guidatore.

Risultano raggruppati con raziocinio anche i comandi sul volante multifunzione: un pregio non da poco considerata la quantità di tasti crescente che troviamo sugli ultimi modelli: qui non devi “smattare” per capire come funzionino le cose.
Da segnalare, infine, sotto il nuovo schermo dell’infotainment da 12,9”, la dotazione per la ricarica dei dispositivi personali: sulle versioni più accessoriate in gamma ci sono due piastre di ricarica wireless e (a richiesta) due USB-C da ben 45 W, il triplo della potenza di quelle classiche. A queste si accompagnano altre due USB-C (standard) per i passeggeri posteriori.

Il debutto della piattaforma software Arene rappresenta uno degli elementi chiave della nuova RAV4: il sistema Toyota Connect, completamente rinnovato, utilizza un processore quattro volte più veloce e fa da base a una serie di funzioni innovative, come l’assistente vocale di ultima generazione, che consente un’interazione in linguaggio naturale, o il nuovo Advanced Park, che permette di gestire le manovre anche da remoto tramite smartphone.
Sul fronte meccanico, la piattaforma TNGA-K è stata ulteriormente evoluta: il telaio è più rigido (del 9,7%) e leggero, con benefici evidenti in termini di stabilità e precisione di guida.
Profondamente evolute anche le motorizzazioni, con il full hybrid che ora adotta un nuovo pacco batterie più compatto e leggero. Resta invece della partita il 2.5 quattro cilindri a benzina, base delle due varianti in gamma (anteriore da 185 cv, integrale da 194 cv) e capace di un consumo medio combinato di 5,8 l/100 km sul ciclo Wltp.

Più importanti i miglioramenti della plug-in: il motore termico è lo stesso, ma il pacco batterie nel suo caso raggiunge i 22,7 kWh, il 30% in più rispetto al passato. Inedito anche il motore elettrico anteriore, ora da 150 kW di potenza, nonché la versione a trazione solo anteriore (che eroga 272 CV) e che affianca l’integrale (ora da 309 CV e 5,8 s sullo 0-100 km/h).
Da ricordare, poi, le prestazioni di ricarica migliorate: la RAV4 plug-in si alimenta ora anche in corrente continua, fino a 50 kW di potenza, coprendo il classico 10-80% in 30 minuti. E migliora nella classica carica in CA: 11 kW di potenza, per un pieno in circa tre ore.
L’alleggerimento e l’incremento della rigidità torsionale del telaio hanno portato benefici evidenti: grazie alle modifiche ai punti di fissaggio delle sospensioni e all’introduzione di uno sterzo bello, progressivo e ben tarato, ha trasformato la RAV4 – storicamente contrassegnatta da un feeling di guida molto sbilanciato sul lato più turistico – un mezzo sicuramente più interessante che in passato.

Il tutto è avvenuto senza compromettere in maniera significativa il livello di comfort, che solo sulla nuova variante GR Sport perde qualcosa in termini di assorbimento dell’asse posteriore: sulle standard si gode, oltre al comportamento più neutrale in percorrenza di curva e al rollio sensibilmente ridotto, di un buonissimo isolamento dalle asperità e di una guida fluida e silenziosa.
Una considerazione valida a maggior ragione sulla plug-in a trazione anteriore da 272 cv – che mi sono goduto tutta in modalità elettrica – dato che la full è un po’ penalizzata dagli ingressi in scena del motore termico: la Toyota ha gradualmente ridotto l’effetto trascinamento del sistema ibrido, ma il modo in cui il quattro cilindri prende i giri resta sempre un po’ ruvido. Esemplare, invece, il capitolo consumi: sul computer di bordo ho letto valori intorno ai 19 kWh/100 km sulla plug-in e di circa 5 l/100 km sulla full hybrid.

La gamma della nuova RAV4 parte dai 45.200 euro della versione full hybrid d’ingresso e sale a 48.700 euro nel caso della Icon, a 53.200 sulla Premium e a 56.700 sulla GR Sport, che però è disponibile solo a trazione integrale. Per le tre precedenti, il sovrapprezzo per le due ruote motrici in più è pari a 2.500 euro.
I valori della plug-in (solo integrale al lancio) sono inevitabilmente più alti: si parte dai 53.700 euro della base, si passa a 57.200 con la Icon, a 61.700 con la Premium e a 62.700 con la GR Sport.
Tutte le versioni indicate sin qui saranno disponibili al lancio in concessionaria nel mese di aprile. La gamma si completerà poi con la plug-in a trazione anteriore: forse la più interessante di tutte, considerati i listini che saranno sicuramente più contenuti e il livello prestazionale che non lascia alcuno spazio a rimpianti.
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