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Sant’Antimo celebra Nicola Romeo nel 150° anniversario della nascita

di Marco Triulzi - 09/05/2026

Nicola Romeo

Sant’Antimo celebra Nicola Romeo nell’anno del 150° anniversario della nascita dell’ingegnere e imprenditore che diede il nome all’Alfa Romeo. Questa mattina, nella cittadina alle porte di Napoli dove Romeo nacque il 28 aprile 1876, sono state svelate le targhe commemorative dedicate al fondatore del Biscione.

Nel corso della cerimonia, Daniela Maestri Romeodiscendente dell’industriale napoletano – ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Sant’Antimo, un riconoscimento che lei stessa ha voluto condividere simbolicamente con tutti i membri della famiglia Romeo presenti alle celebrazioni. L’evento, organizzato dal Comitato per il 150° anniversario della nascita di Nicola Romeo, ha coinvolto istituzioni locali, studenti e cittadini in una due giorni dedicata alla memoria di uno dei protagonisti dell’industria automobilistica italiana.

La targa commemorativa presso la casa natale

Il momento più significativo della giornata è stato il disvelamento della lastra commemorativa davanti alla casa dove Nicola Romeo trascorse gli anni della giovinezza, in via Romeo. Successivamente, presso la Casa comunale, è stato inaugurato anche un altorilievo realizzato dall’artista Raffaele D’Agostino.

Per l’occasione sono state esposte due storiche Alfa Romeo – una Giulia GTC utilizzata da Juan Manuel Fangio e una Giulia Sprint – mentre il programma si è concluso con l’esibizione del baritono Antimo Dell’Omo e della soprano Miriam Ciccotti.

Le celebrazioni rappresentano il primo passo di un progetto triennale che prevede, tra le altre iniziative, mostre documentarie, borse di studio dedicate agli studenti di ingegneria e un futuro raduno internazionale di Alfa Romeo storiche.

Nicola Romeo, da Sant’Antimo a Milano

Nato a Sant’Antimo il 28 aprile 1876 in una famiglia di origini lucane e condizioni economiche modeste, Nicola Romeo riuscì a costruire uno dei percorsi imprenditoriali più significativi dell’Italia industriale del Novecento. Dopo gli studi in ingegneria civile ed elettrotecnica tra Napoli e Liegi, in Belgio, maturò esperienze professionali in Europa e avviò rapporti con aziende britanniche e statunitensi del settore ferroviario.

Nel 1906 fondò a Milano la “Ing. Nicola Romeo & C.”, specializzata nell’importazione di macchinari industriali americani per grandi opere infrastrutturali. Durante la Prima guerra mondiale ampliò rapidamente il proprio gruppo industriale, convertendo la produzione verso il comparto bellico e acquisendo nel 1915 l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, l’A.L.F.A., nata a Milano il 24 giugno 1910.

Le origini dell’Alfa Romeo e il ruolo delle corse

Fu proprio Romeo a imprimere una nuova identità all’azienda del Portello. Dopo il conflitto mondiale intuì il potenziale delle vetture sportive e da competizione come strumento di innovazione tecnica e promozione industriale.

Nel 1920 il marchio assunse ufficialmente il nome “Alfa Romeo”, unendo l’acronimo originario della casa milanese al cognome dell’imprenditore napoletano. Da quel momento iniziò una stagione destinata a entrare nella leggenda dell’automobilismo mondiale.

Nicola Romeo seppe circondarsi di figure decisive per la storia del marchio, tra cui Vittorio Jano ed Enzo Ferrari. La vittoria alla Targa Florio del 1923 rappresentò uno dei primi grandi successi internazionali dell’Alfa Romeo, mentre la P2 progettata da Jano conquistò il primo Campionato del Mondo Automobilistico nel 1925, consacrando definitivamente il Biscione tra i protagonisti delle corse internazionali. Da quella stagione nacquero anche modelli iconici come le 6C e le 8C, ancora oggi considerate pietre miliari della tecnica automobilistica.

Alfa Romeo P2

L’eredità di Nicola Romeo

La parabola industriale di Nicola Romeo si intrecciò con le trasformazioni economiche dell’Italia tra le due guerre. Nel 1921 il controllo dell’Alfa Romeo passò progressivamente sotto l’influenza delle banche e dello Stato, ma Romeo rimase alla guida dell’azienda accompagnandone la transizione fino al 1928. L’anno successivo fu nominato Senatore del Regno per i meriti acquisiti nello sviluppo industriale nazionale.

Morì il 15 agosto 1938 a Magreglio, sul lago di Como, lasciando in eredità non soltanto un marchio destinato a diventare simbolo del Made in Italy nel mondo, ma anche una visione moderna dell’industria automobilistica, fondata sull’innovazione, sulla tecnologia e sul legame tra produzione e competizione sportiva. Oggi, a 150 anni dalla nascita, Sant’Antimo ne riscopre le radici e ne celebra il ruolo decisivo nella storia dell’automobile italiana.

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