
Testo di Fabio Madaro
Certe automobili nascono già con il sapore della nostalgia. La Fiat 124 Spider del 2016 appartiene senza dubbio a questa categoria: una spider leggera, due posti secchi, trazione posteriore e tetto in tela, costruita per riportare in vita uno dei nomi più amati della storia Fiat.
Eppure questa vettura non è stata soltanto un’operazione revival. Dietro la sua linea elegante si nasconde infatti uno dei matrimoni industriali più interessanti dell’automobile moderna: quello fra FCA e Mazda. Il risultato è stata una spider italiana prodotta in Giappone, con meccanica condivisa con la celebre Mazda MX-5 ma carattere piuttosto diverso.
Oggi, a pochi anni dalla fine della produzione, la 124 Spider è diventata uno dei modelli più intriganti del mercato dell’usato: rara il giusto, piacevole da guidare, relativamente accessibile e già capace di suscitare interesse collezionistico.
Per capire davvero la 124 Spider moderna bisogna tornare al 1966, anno in cui Fiat presentò la leggendaria Fiat 124 Sport Spider (leggi qui il nostro approfondimento). Disegnata da Pininfarina e sviluppata sulla base della berlina 124, era una spider elegante e leggera capace di mescolare stile italiano, buona meccanica e piacere di guida.

Negli anni Sessanta e Settanta le compatte sportive italiane erano simboli di libertà e Dolce Vita. Alfa Romeo aveva il Duetto, Lancia la Fulvia Coupé, mentre Fiat rispose con una vettura meno aristocratica ma straordinariamente riuscita. La 124 Sport Spider divenne presto amatissima negli Stati Uniti grazie al design pulito e ai brillanti motori bialbero progettati da Aurelio Lampredi.
Prodotta fino al 1985, attraversò quasi vent’anni di evoluzione diventando una delle spider italiane più longeve di sempre. Non sorprende quindi che, quando Fiat decise di tornare nel segmento delle roadster, il nome “124 Spider” fosse praticamente obbligato.
La nuova 124 Spider venne presentata ufficialmente al Salone di Los Angeles del novembre 2015 e commercializzata in Europa nel 2016. Dietro il progetto c’era un accordo industriale firmato nel 2012 fra Fiat e Mazda per la realizzazione di una spider a trazione posteriore condivisa. Inizialmente il pianale avrebbe dovuto dare vita a una nuova Alfa Romeo, ma durante lo sviluppo il progetto venne reindirizzato verso Fiat.

La base tecnica era quella della quarta generazione della Mazda MX-5, sigla ND: telaio leggero, motore anteriore longitudinale arretrato, trazione posteriore e distribuzione dei pesi quasi perfetta. La produzione avveniva nello stabilimento Mazda di Hiroshima, in Giappone, sulla stessa linea della MX-5.
Fiat però non si limitò a cambiare i loghi. La 124 Spider ricevette infatti una carrozzeria piuttosto diversa, disegnata dal Centro Stile Fiat, con chiari richiami alla spider del 1966. Il cofano lungo con doppie nervature, i fari dal gusto classico e la coda leggermente pronunciata richiamavano esplicitamente il modello storico.
Anche il motore era italiano. Sotto il cofano trovava posto il noto 1.4 Turbo MultiAir quattro cilindri da 140 cv, 240 Nm di coppia per 215 km/h di velocità massima, abbinato a un cambio manuale o automatico a sei rapporti. La versione Abarth 124 Spider saliva invece a 170 cv e 240 km/h grazie a una diversa taratura del turbo, assetto più sportivo, differenziale autobloccante e scarico Record Monza.

Negli Stati Uniti gli appassionati iniziarono presto a chiamarla “Fiata”, fusione fra Fiat e Miata, il nome americano della MX-5. Il soprannome raccontava bene la natura di questa vettura: giapponese nell’affidabilità costruttiva e italiana nel carattere. Secondo diversi osservatori del settore, la collaborazione con FCA contribuì anche alla sostenibilità economica del progetto MX-5 ND, permettendo a Mazda di ammortizzare più facilmente i costi della piattaforma.

Le differenze dinamiche fra le due auto erano però evidenti. La MX-5 puntava soprattutto sulla leggerezza estrema e sul motore aspirato ad alto regime, mentre la 124 Spider aveva un’impostazione più turistica e rilassata. L’assetto era leggermente più morbido, l’insonorizzazione migliore e il motore turbo garantiva una maggiore spinta ai bassi regimi. La spider Fiat risultava quindi meno aggressiva della Mazda ma più adatta ai lunghi viaggi e all’utilizzo quotidiano.
Perché è uscita di scena così presto?
Nonostante le recensioni positive, la carriera commerciale della 124 Spider fu sorprendentemente breve. La produzione terminò nel 2019, dopo circa tre anni di commercializzazione.
Le vendite non furono disastrose, ma nemmeno sufficienti a garantire continuità al progetto all’interno delle strategie FCA dell’epoca. Complessivamente vennero prodotti poco più di 41.000 esemplari fra versioni Fiat e Abarth.
Oggi questa breve carriera rappresenta quasi un vantaggio per gli appassionati. La 124 Spider è infatti rimasta relativamente rara e conserva un fascino particolare perché appartiene a una categoria ormai pressoché scomparsa: quella delle spider leggere, compatte e analogiche.

Uno degli aspetti più interessanti della Fiat 124 Spider riguarda la tenuta delle quotazioni. Nonostante la breve carriera commerciale, il modello non ha subito il crollo di valore tipico di molte spider moderne e negli ultimi anni i prezzi si sono progressivamente stabilizzati.
Per una Fiat 124 Spider con motore 1.4 MultiAir da 140 cv, in buone condizioni e con chilometraggio nella media, oggi bisogna mettere in conto generalmente fra 18.000 e 24.000 euro sul mercato italiano. Gli esemplari meglio conservati, con pochi chilometri e più accessoriati, possono arrivare anche leggermente più in alto.
La situazione cambia nel caso della Abarth 124 Spider. La versione da 170 cv, grazie alla produzione più limitata, allo scarico Record Monza, al differenziale autobloccante e all’impostazione più sportiva, è già molto ricercata dai collezionisti. Gli esemplari in ordine partono mediamente da circa 25.000 euro e superano facilmente i 30.000 euro, soprattutto nel caso delle versioni Turismo, GT e delle serie speciali.

Quotazioni che confermano come la spider italo-giapponese stia lentamente entrando nel mondo delle instant classic da collezione, soprattutto nelle configurazioni più complete e originali.
Ancora molto bene. La 124 Spider non impressiona per le prestazioni assolute, ma conquista per equilibrio e piacere di guida. Lo sterzo è diretto, il cambio manuale resta uno dei migliori mai prodotti nella categoria e la posizione di guida molto bassa restituisce sensazioni autentiche. Il motore turbo MultiAir offre una coppia corposa già ai medi regimi e rende la vettura brillante anche senza dover tirare continuamente le marce.
Non è una sportiva estrema e nemmeno vuole esserlo. La sua forza è il piacere di guida vecchia scuola: peso contenuto, dimensioni compatte, trazione posteriore e una guida coinvolgente anche a velocità normali.
1. Il motore MultiAir richiede manutenzione scrupolosa
Il 1.4 Turbo MultiAir è generalmente affidabile, ma necessita di tagliandi regolari e dell’olio corretto previsto dalla Casa. Una manutenzione trascurata può causare problemi al modulo MultiAir o al turbocompressore. Prima dell’acquisto è fondamentale verificare cronologia dei tagliandi e fatture.
2. Gli interni vanno controllati con attenzione
L’abitacolo deriva direttamente dalla Mazda MX-5 ND. Gli assemblaggi sono buoni, ma alcune plastiche possono segnarsi facilmente con il tempo. Conviene verificare usura di volante, sedili, pannelli porta e sistema infotainment.
3. La capote deve essere in perfette condizioni
La capote manuale è semplice, leggera e generalmente robusta, ma va controllata bene nelle cuciture e nelle guarnizioni. Gli esemplari lasciati spesso all’aperto possono presentare infiltrazioni d’acqua o scolorimento del tessuto.
4. Verificare richiami e aggiornamenti ufficiali
Alcuni esemplari sono stati coinvolti in campagne di richiamo condivise con Mazda, soprattutto per componenti legati agli airbag e all’elettronica. Prima dell’acquisto è consigliabile verificare in rete ufficiale che tutti gli interventi siano stati eseguiti.
5. L’Abarth è già la più ricercata
La Abarth 124 Spider è oggi la variante più desiderata dagli appassionati grazie ai 170 cv, all’assetto sportivo e allo scarico Record Monza. Potrebbe mantenere meglio il valore nel tempo, anche se la versione tradizionale resta spesso più equilibrata nell’utilizzo quotidiano.
La Fiat 124 Spider non è stata un successo commerciale clamoroso. Ma forse proprio questo oggi la rende interessante.
È una delle ultime spider leggere con motore termico, cambio manuale e trazione posteriore destinata a un pubblico relativamente ampio. Ha una storia particolare, una parentela tecnica prestigiosa e un design che sembra invecchiare molto bene.
Soprattutto possiede qualcosa che molte auto moderne hanno perso: la capacità di trasformare anche un semplice tragitto in un piccolo viaggio. E forse è proprio questo il motivo per cui, a distanza di pochi anni dalla sua uscita di scena, la 124 Spider sta già entrando nel cuore degli appassionati.

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