
Il 9 gennaio sarà svelata al Salone di Bruxelles l’Auto dell’Anno 2026. E tra le finaliste figura anche un modello italiano, la Fiat Grande Panda. Un’eventuale vittoria interromperebbe un digiuno che dura dal 2008, quando la Fiat 500 conquistò l’ultimo titolo per la casa torinese.
Fiat resta comunque il marchio più vincente nella storia del premio “Auto dell’Anno”, con nove successi complessivi dal 1964, anno di nascita del riconoscimento. Subito alle spalle c’è Renault con otto vittorie.

Il Premio Auto dell’Anno nasce nel 1964 su iniziativa di un gruppo di giornalisti specializzati europei con l’obiettivo di premiare l’auto che meglio rappresenta un passo avanti concreto per l’industria automobilistica. Non viene valutato solo lo stile o il successo commerciale, ma la qualità complessiva del progetto, con particolare attenzione alle innovazioni tecniche, all’architettura meccanica e alle soluzioni applicate alla produzione di serie.

La giuria, composta oggi da circa 60 giornalisti provenienti da oltre 20 Paesi, assegna i propri voti considerando design, motorizzazioni, sicurezza, comportamento su strada, efficienza, sostenibilità e rapporto qualità-prezzo.
La Fiat 124 è la prima vettura italiana a conquistare il Premio Auto dell’Anno e rappresenta uno dei modelli più influenti della storia Fiat. È una berlina familiare moderna, razionale e accessibile, progettata per offrire cinque posti reali, una buona abitabilità e una struttura solida.
Dal punto di vista tecnico troviamo la trazione posteriore e i quattro freni a disco, una soluzione avanzata per il segmento negli anni Sessanta. La gamma motori comprende quattro cilindri a benzina 1.2 da 60 cv e 1.4 da 70 cv, abbinati a un cambio manuale a quattro rapporti. Una base meccanica affidabile che renderà la 124 un’auto globale, prodotta e derivata in numerosi Paesi.

Con la 128, Fiat compie una svolta epocale nella propria storia industriale. È il primo modello del marchio con trazione anteriore e motore montato trasversalmente, una soluzione che migliora l’abitabilità, la sicurezza e il comportamento dinamico.
Il motore è un quattro cilindri monoalbero in testa, inizialmente 1.1 da 55 cv, seguito dal più brillante 1.3 da 75 cv. L’assetto moderno e la leggerezza del progetto garantiscono consumi contenuti e una guida equilibrata. La 128 diventa un riferimento tecnico per l’intera industria europea.

La Fiat 127 trasferisce l’innovazione della 128 nel segmento delle utilitarie, rivoluzionando il concetto di piccola auto. In soli 3,6 metri riesce a offrire un discreto spazio interno, comfort e una guida sicura anche alle velocità extraurbane.
Il motore è un quattro cilindri a benzina da 903 cm³, con distribuzione ad aste e bilancieri, capace di 47 cv. Non sofisticato, ma leggero ed efficiente, garantisce consumi ridotti e una vivacità adeguata. Il successo commerciale è enorme e contribuisce alla motorizzazione di massa in Europa.

La prima Lancia Delta, disegnata da Giorgetto Giugiaro, viene premiata per un progetto elegante e raffinato. È una compatta a cinque porte che punta su comfort, qualità di marcia e cura costruttiva, distinguendosi dalle rivali più spartane.
Al lancio la gamma motori è contenuta, con il 1.5 benzina da 85 cv come versione di punta. Le prestazioni sono moderate, ma il telaio è solido e ben bilanciato. Questa base tecnica permetterà, nella seconda metà degli anni Ottanta, lo sviluppo della leggendaria Delta Integrale, dominatrice del Mondiale Rally con Miki Biasion.

La Fiat Uno vince grazie a una formula estremamente razionale. È una piccola leggera, aerodinamicamente curata e molto spaziosa per la categoria, progettata con grande attenzione ai costi di gestione.
La gamma motori comprende il 0.9 quattro cilindri da 45 cv, derivato dalla 127, e il più moderno 1.3 OHC da 70 cv, capace di garantire prestazioni brillanti. I consumi contenuti e i prezzi competitivi ne decretano un successo straordinario in tutta Europa.

La Fiat Tipo rappresenta una rottura netta con il passato, sia nello stile sia nella concezione dell’abitacolo. Il design alto e squadrato non è un esercizio formale, ma la conseguenza di un progetto che punta apertamente alla massima abitabilità interna, resa possibile da un pianale completamente nuovo. In poco più di quattro metri, la Tipo offre spazio per i passeggeri paragonabile a quello di berline di segmento superiore.

Uno degli elementi più distintivi è l’abitacolo, dominato dal quadro strumenti digitale, soluzione allora fortemente innovativa per una compatta generalista.
La gamma motori è ampia e razionale: benzina quattro cilindri da 1.1 a 1.6 litri con potenze comprese tra 56 e 82 cv, affiancati da diesel 1.7 e 1.9, sia aspirati sia turbocompressi.

La prima Fiat Punto segna un salto generazionale per il marchio nel segmento delle utilitarie. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, introduce uno stile più morbido e moderno rispetto alla Uno, con proporzioni equilibrate e una carrozzeria che cresce nelle dimensioni senza perdere agilità. L’abitacolo beneficia di questo sviluppo, offrendo una buona abitabilità e un bagagliaio da 275 litri, tra i più capienti della categoria.

Dal punto di vista della sicurezza, la Punto segna un passo avanti rispetto alla Uno, con una struttura più rigida e la disponibilità di dispositivi allora poco comuni nel segmento, come l’airbag lato guida e l’ABS, inizialmente proposti come optional.”
La gamma motori è articolata e adatta a esigenze diverse: benzina 1.1, 1.2 e 1.4 litri fino a 75 cv, affiancati dal 1.7 turbodiesel da 70 cv, apprezzato per consumi contenuti e buona coppia. Una combinazione che rende la Punto versatile, efficiente e capace di imporsi ai vertici delle vendite europee.

Con Bravo e Brava Fiat introduce una strategia inedita per il marchio, differenziando nettamente tre e cinque porte non solo nella carrozzeria, ma anche nell’identità stilistica. La Bravo, più compatta e dinamica, viene accolta con maggiore favore, mentre lo stile della Brava a cinque porte risulta più divisivo e non convince del tutto una parte del pubblico.

Al di là delle percezioni estetiche, il progetto si distingue per soluzioni tecniche solide e moderne. La gamma motori è ampia e articolata: benzina 1.4 12V da 80 cv, 1.6 16V da 103 cv e 1.8 16V da 113 cv, affiancati dal diesel 1.9 D da 65 cv, poi evoluto in turbodiesel e successivamente in common rail. Al vertice dell’offerta si colloca la sportiva HGT, con il cinque cilindri 2.0 20V, che rafforza l’immagine tecnica e prestazionale del modello.

Qualità costruttiva in crescita, sicurezza e un buon rapporto qualità-prezzo consentono comunque alla coppia Bravo/Brava di imporsi nel confronto europeo e di conquistare il Premio Auto dell’Anno.
La 156 segna la rinascita moderna di Alfa Romeo. Il design firmato Walter de Silva è elegante e muscolare, con soluzioni stilistiche, come le maniglie posteriori annegate nel montante, che la rendono immediatamente riconoscibile.

Dal punto di vista tecnico spiccano i benzina Twin Spark 1.6, 1.8 e 2.0 fino a 155 cv, affiancati dai moderni diesel JTD 1.9 e 2.4, tra i primi common rail di grande diffusione. Le sospensioni raffinate, avantreno a quadrilateri alti e retrotreno Multilink a bracci multipli, garantiscono una tenuta di strada di riferimento e consentono ad Alfa Romeo di competere alla pari con le avversarie tedesche.

La 147 trasferisce il DNA tecnico e stilistico della 156 nel segmento delle compatte. Lo stile, sempre di Walter del Silva, è deciso e fortemente identitario. L’abitacolo riprende l’impostazione sportiva del marchio, con una posizione di guida bassa e una plancia orientata al conducente. La qualità dei materiali e delle finiture segna un netto passo avanti rispetto alle precedenti compatte Alfa.

La gamma motori comprende benzina Twin Spark 1.6 e 2.0 fino a 150 cv, con possibilità del cambio robotizzato Selespeed, e diesel 1.9 JTD, apprezzati per coppia ed efficienza. Il telaio evoluto garantisce una dinamica di guida superiore alla media del segmento.

Come la Panda prima serie, anche la Panda di seconda generazione è un progetto furbo. Compatta all’esterno, alta e spaziosa all’interno, offre una versatilità sconosciuta alla maggior parte delle citycar.
L’abitacolo è semplice ma funzionale, con soluzioni pratiche e una grande flessibilità d’uso. La posizione di guida e il cambio in posizione rialzata migliorano la visibilità e il comfort nel traffico urbano. Mentre la modularità interna la rende adatta anche a utilizzi extraurbani.

Accanto ai benzina 1.1 e 1.2, alla versione gpl e metano, troviamo il motore a gasolio 1.3 Multijet da 70 cv, poi diventati 75 cv con il restyling. Soluzione, quest’ultima, diffusa in particolare sulla piccola 4×4, una vera “capretta di montagna” per citare Top Gear.

La nuova Fiat 500 rappresenta il modello attorno al quale Fiat costruisce il proprio rilancio dopo gli anni difficili di inizio Duemila. Il debutto avviene il 4 luglio 2007, nel cinquantesimo anniversario della 500 originale, con una presentazione scenografica a Torino lungo il fiume Po, tra eventi artistici e fuochi d’artificio.

Il progetto stilistico riprende in modo diretto le proporzioni e i tratti distintivi della 500 del 1957, reinterpretandoli in chiave moderna. Il risultato è un design immediatamente riconoscibile, capace di distinguersi nel segmento delle citycar e di rafforzare l’identità del marchio. L’abitacolo segue la stessa impostazione, combinando richiami storici e funzionalità moderne, con una plancia verniciata in tinta carrozzeria, una buona ergonomia e dotazioni adeguate all’uso quotidiano.

La gamma motori al lancio comprende il 1.2 FIRE da 69 cv, il 1.4 16V da 100 cv e il diesel 1.3 Multijet da 75 cv, accompagnati da una dotazione di sicurezza completa per la categoria. La vittoria del Premio Auto dell’Anno 2008 certifica il successo di un modello che riporta Fiat al centro della scena europea, sia sul piano industriale sia su quello dell’immagine.

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