
La scenografica cornice di Piazza Unità d’Italia ha accolto nuovamente la sesta edizione del Concorso d’Eleganza e Sportività “Città di Trieste”, appuntamento ormai centrale nel calendario italiano dedicato al motorismo storico.
Organizzato da ACI Storico e Automobile Club d’Italia con la collaborazione dell’Automobile Club Trieste e dell’AAVS – Associazione Amatori Veicoli Storici, l’evento ha riportato nel cuore della città giuliana alcune delle più raffinate espressioni dell’automobile del Novecento. A dominare la scena è stata l’Alfa Romeo 6C 2500 Super Sport Villa d’Este carrozzata Touring del 1950, incoronata “Best of Show” dalla giuria internazionale.

Tra le vetture più prestigiose del panorama collezionistico internazionale, la grande coupé milanese ha conquistato giuria e pubblico grazie a una combinazione irripetibile di eleganza, tecnica e artigianalità incarnando al meglio il tema scelto dall’edizione di quest’anno: “Lo Stile della Velocità“. Una sintesi perfetta di quell’Italia del dopoguerra che seppe trasformare l’automobile in arte applicata.

La 6C 2500 rappresentò il capitolo conclusivo della leggendaria famiglia dei sei cilindri Alfa Romeo progettati da Vittorio Jano, uno dei più grandi ingegneri della storia del marchio del Portello.
Prodotta nel difficile passaggio tra anteguerra e ricostruzione, la 6C divenne rapidamente la base prediletta delle più importanti carrozzerie italiane, che la utilizzarono per dare vita a creazioni esclusive destinate a una clientela internazionale aristocratica e facoltosa.
Nel 1949 Carlo Felice Bianchi Anderloni firmò per la Carrozzeria Touring una berlinetta di straordinaria purezza stilistica, destinata a entrare nella leggenda. Il debutto al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este fu un trionfo: la vettura conquistò il “Gran Premio Referendum”, assegnato direttamente dal pubblico, guadagnandosi così il nome con cui sarebbe passata alla storia.

La Villa d’Este è uno dei punti più alti raggiunti dalla scuola carrozziera italiana del Novecento. Le proporzioni filanti, il lungo cofano, i volumi morbidi e l’equilibrio delle superfici raccontano l’estetica raffinata della Touring Superleggera, capace di trasformare ogni automobile in una scultura dinamica.
Sotto il cofano pulsava un sei cilindri da 2.443 centimetri cubici alimentato da tre carburatori Weber, in grado di sviluppare 110 cavalli e superare i 170 km/h, prestazioni straordinarie per l’epoca. Numeri che contribuivano a fare della 6C 2500 SS una granturismo autentica: veloce, sofisticata e pensata per attraversare l’Europa con comfort e sportività.
Tra il 1949 e il 1952 vennero costruiti appena 36 esemplari della Villa d’Este, ciascuno personalizzato secondo le richieste del cliente. Questo carattere quasi sartoriale rende oggi la 6C 2500 una delle Alfa Romeo più ambite dal collezionismo internazionale.

L’esemplare presentato a Trieste possiede inoltre una caratteristica unica: è infatti l’unica Villa d’Este costruita con soli due finestrini laterali e dotata fin dall’origine di due sedili sportivi avvolgenti al posto della tradizionale panchetta. Una particolarità riconosciuta anche dallo storico Tito Anselmi, tra i massimi esperti del marchio Alfa Romeo.
Commissionata alla Touring dall’importatore tedesco Kosta GmbH di Amburgo, la vettura venne consegnata il 21 agosto 1951. Decenni più tardi, nell’agosto 1997, fu acquistata all’asta Brooks del Nürburgring dall’attuale proprietario, che la riportò allo splendido colore blu originario grazie a un impegnativo restauro “total body off” durato oltre cinque anni. Una rinascita filologica che oggi permette di ammirare la vettura nelle stesse forme e tonalità con cui uscì dalle officine Touring all’inizio degli Anni Cinquanta.

Se la giuria ha incoronato la grande Alfa Romeo, il pubblico triestino ha scelto invece la Triumph TR2 del 1954, vincitrice del Premio “Città di Trieste” con oltre metà delle preferenze espresse dai visitatori. L’essenziale roadster britannica ha conquistato gli appassionati grazie alla sua autenticità sportiva e al fascino senza tempo delle spider inglesi del dopoguerra.
Accanto alle automobili, grande attenzione anche per la moto madrina della manifestazione: una rarissima Moto Guzzi Sport 15 500 del 1934 con sidecar Smit/Parri, preziosa testimonianza della tradizione motociclistica italiana prebellica e tra gli esemplari più fotografati dell’intero concorso.
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