A quanto pare, con i tempi italiani, il sogno di avere la targa dell’auto con il proprio nome, quello della figlia o della città preferita, o semplicemente con una strana combinazione di numeri e lettere, potrà essere realizzato. In realtà, non era impossibile nemmeno prima del nuovo Codice della Strada, che è stato sostanzialmente disegnato ma attende i pareri di Parlamento e Consiglio dei ministri. La riforma del 2002 prevedeva già la possibilità di scegliere lettere e numeri della targa della propria auto, ma la cosa non è mai diventata realtà per mancanza di disposizioni operative.
Nuovo Codice della strada, primo sì del Governo: cosa cambia
Ora arriva un nuovo passo verso l’introduzione, perché il testo del nuovo Codice, per la prima volta, precisa quanto dovranno pagare gli automobilisti interessati. Per la coppia di targhe personalizzate, anteriore e posteriore, vengono richiesti 500 euro da versare al Poligrafico dello Stato, che si occuperà della produzione e della distribuzione, più altri 100 euro destinati al ministero dei Trasporti, al quale resta la consegna materiale alla Motorizzazione civile: in totale, 600 euro.
Si tratta dunque di un servizio a pagamento, distinto dalla normale procedura di assegnazione delle targhe, che continuerà a seguire le modalità ordinarie. La definizione della tariffa è un passaggio importante, ma non equivale all’attivazione immediata del sistema di personalizzazione. Il testo stabilisce che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa rilasciare, su richiesta dell’interessato, targhe con “una successione e un impiego di caratteri alfanumerici personalizzati” secondo le modalità e nel rispetto dei requisiti definiti dal regolamento.
Rispetto alla formulazione attuale, che subordina la scelta al rispetto della sequenza fissata dalla legge (due lettere, tre numeri, due lettere), il nuovo testo sembra dunque consentire una maggiore libertà nella composizione. Restano comunque vietate le combinazioni offensive, ambigue o potenzialmente fuorvianti, così come qualsiasi duplicato.
Le norme applicative definiranno formato, numero massimo di caratteri e struttura sintattica. In ogni caso, la targa dovrà garantire piena leggibilità e un’identificazione immediata del veicolo da parte delle forze dell’ordine e dei sistemi elettronici di controllo. La norma non lo dice esplicitamente, ma dovrebbe essere possibile avere una targa personalizzata anche sulle auto già immatricolate, solo però in caso di reimmatricolazione per furto, smarrimento o deterioramento della targa esistente.
Va sottolineato, poi, che per la legge targa personalizzata non significherà targa personale: la placca, per come è scritta la norma, resta indissolubilmente abbinata all’auto sulla quale è applicata, anche quando la vettura sarà venduta o data in permuta. Su una nuova vettura si potrà ovviamente chiedere una nuova targa personalizzata, ma necessariamente diversa da quella “precedente”.
Tornando alla tempistica, per ora si sa solo che il decreto legislativo “Nuovo Codice della Strada” entrerà in vigore il 30 aprile 2027, mentre le nuove norme scatteranno il 1° gennaio 2028 (e comunque non prima che siano trascorsi 180 giorni dall’entrata in vigore del regolamento: il tutto potrebbe quindi slittare al 1° aprile 2028). Non è detto, però, che le targhe personalizzate saranno disponibili già dal 1° gennaio 2028. Tutto dipenderà, come sempre, dalle norme di attuazione, che il regolamento di esecuzione potrebbe a sua volta rinviare a un successivo decreto ministeriale.
Ricordiamo che sul tema è centrale lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), che consente di ottenere subito le targhe e il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (DU) di un veicolo, senza doversi rivolgere in tempi diversi agli uffici delle unità territoriali dell’ACI. Lo stesso servizio è offerto anche da tutte le delegazioni degli Automobile Club sul territorio.
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