L’odierna presentazione istituzionale al MIMIT della nuova Lancia Gamma alla quale abbiamo presenziato diventa anche l’occasione per ribadire la posizione di Stellantis sul futuro dell’industria automobilistica europea. Durante la presentazione istituzionale del nuovo modello, Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer di Stellantis Enlarged Europe, ha chiesto interventi rapidi sia a Bruxelles sia in Italia per sostenere un settore alle prese con una trasformazione industriale particolarmente complessa.
«Dalle regole europee che si definiscono oggi dipende il futuro della nostra industria», ha sottolineato Cappellano. Il manager ha indicato tre priorità sulle quali, secondo Stellantis, occorre intervenire: veicoli commerciali leggeri, auto compatte e “Made in Europe”.
Il fattore tempo, secondo Cappellano, è ormai determinante: le misure dovranno essere efficaci rapidamente perché «il settore dell’automotive europeo non può più permettersi altro tempo».
Il ragionamento riguarda anche il mercato italiano. Cappellano ha riconosciuto l’importanza delle risorse messe a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per sostenere la filiera, ma ha indicato anche la necessità di intervenire sulla domanda.
Per Stellantis sarebbe importante sostenere famiglie e piccole e medie imprese nell’acquisto di vetture nuove e meno inquinanti, accelerando contemporaneamente il rinnovo di uno dei parchi circolanti più anziani d’Europa. Gli interventi, secondo Cappellano, dovrebbero però essere costruiti in modo da produrre benefici non soltanto per consumatori e ambiente, ma anche per l’industria europea.
Il riferimento al “Made in Europe” è quindi centrale: l’obiettivo è fare in modo che le politiche per la transizione e il rinnovo del parco contribuiscano anche a sostenere la capacità produttiva del continente.
Stellantis porta come esempio del proprio impegno industriale proprio la nuova Lancia Gamma, progettata e disegnata in Italia e prodotta nello stabilimento di Melfi.
Il modello si aggiunge alle produzioni della nuova Jeep Compass, della DS N°8 e della DS N°7, rafforzando la missione multibrand dello stabilimento lucano. La Gamma assume inoltre un valore simbolico per Lancia, che proprio nel 2026 celebra i suoi 120 anni.
Cappellano ha ricordato anche il rapporto storico del marchio con le istituzioni italiane, rappresentato dalla Lancia Flaminia Presidenziale che dal 1961 viene utilizzata nelle cerimonie ufficiali del Quirinale.
L’intervento è servito anche per ribadire alcuni dei prossimi passaggi del piano industriale italiano di Stellantis.
A Pomigliano d’Arco, dal 2028 arriverà il progetto E-Car, destinato a portare nello stabilimento campano tre nuovi modelli. Stellantis ha già indicato nell’E-Car il proprio progetto per tornare a presidiare il mercato europeo delle vetture elettriche compatte e accessibili.
Ad Atessa, invece, nel 2029 è previsto l’arrivo della nuova generazione dei veicoli commerciali di grandi dimensioni. Cappellano ha richiamato l’investimento superiore a un miliardo di euro nei prossimi cinque anni, destinato a consolidare il ruolo dell’impianto abruzzese in uno dei segmenti strategici per Stellantis in Europa.
Melfi avrà poi un ulteriore tassello. Entro la fine del 2027 arriverà il nuovo C-suv Alfa Romeo, basato sulla piattaforma STLA Medium e con motori multi-energia, già annunciato ufficialmente dal gruppo.
«Quelle che ho citato sono solo alcune delle tante scelte fatte per confermare l’Italia nel cuore della nostra strategia globale», ha concluso Cappellano. Un messaggio che lega quindi il futuro degli stabilimenti italiani a una questione più ampia: la capacità dell’Europa di creare condizioni industriali che permettano ai costruttori di continuare a progettare e produrre automobili nel continente.
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