
Roma rallenta nel cuore della città. Da giovedì 15 gennaio scatta ufficialmente il limite di 30 chilometri orari all’interno della Ztl del centro storico, una delle aree più delicate e frequentate della Capitale. Dopo il posizionamento dei cartelli ai varchi, la nuova Zona 30 entra in vigore con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza stradale e restituire spazio a pedoni e mobilità dolce in un’area dove la convivenza tra auto, residenti e turisti è sempre più complessa.
La Zona 30 è un’area urbana in cui il limite massimo di velocità è fissato a 30 km/h, una soglia ritenuta cruciale per ridurre la gravità degli incidenti e il rischio di mortalità per gli utenti più fragili della strada, come pedoni e ciclisti. A Roma il nuovo limite varrà su tutte le strade comprese nella Ztl del centro storico, senza eccezioni nemmeno per arterie ampie e storicamente votate al traffico come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello o il Traforo.

A spiegare la filosofia dell’intervento è l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané: “Si tratta di strade che sono il retaggio di una città a misura di auto che oggi non esiste più. In Centro c’è una grande domanda di pedonalità e abbiamo il dovere di ridurre il differenziale di velocità tra il soggetto forte e quello più fragile, così si abbatte il rischio di mortalità”.
Secondo i dati citati dall’assessorato, la velocità è responsabile del 7,5% degli incidenti stradali: da qui un piano più ampio che affianca al limite dei 30 km/h l’installazione di nuovi autovelox, attraversamenti pedonali rialzati, strade scolastiche e l’estensione delle zone a velocità ridotta su circa mille strade cittadine.
La scelta di Roma si inserisce in un percorso già tracciato da altre città europee e italiane. Il caso più emblematico è quello di Helsinki, considerata un modello di sicurezza stradale: nella capitale finlandese il limite dei 30 km/h è stato esteso a oltre metà delle strade urbane, contribuendo in modo decisivo alla drastica riduzione degli incidenti mortali. Un risultato ottenuto grazie a una combinazione di limiti di velocità più bassi, infrastrutture sicure e controlli mirati.
In Italia, un esempio concreto arriva da Bologna, prima grande città ad adottare in modo sistematico il modello “Città 30”. Nel periodo compreso tra il 15 gennaio e il 14 aprile 2024, rispetto allo stesso intervallo del 2023, si è registrato un calo del 13,4% degli incidenti con feriti e del 17% di quelli senza feriti. Numeri che hanno alimentato il dibattito nazionale e rafforzato l’idea che ridurre la velocità non significhi penalizzare la mobilità, ma renderla più sicura ed efficiente.

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