
La nuova Mazda CX-6e è il terzo modello elettrico della Casa di Hiroshima. È giapponese nel Dna, ma viene prodotta in Cina, nello stabilimento di Nanjing. Nasce infatti dalla sinergia ultraventennale con Changan, partner industriale storico di Mazda, con cui il marchio condivide sviluppo e produzione per il mercato globale. Condivide l’impostazione tecnica quindi con la Mazda6e, la prima berlina elettrica del marchio e anch’essa prodotta a Nanjing, e rappresenta un tassello chiave nella strategia di elettrificazione del brand nipponico.

Il lavoro di sviluppo, però, è stato fortemente europeizzato. Il centro R&D di Oberursel, in Germania, ha messo mano a telaio, sterzo, sospensioni e sistemi di assistenza per adattarla alle strade e ai gusti del Vecchio Continente.
La CX-6e porta nel mondo elettrico il linguaggio stilistico Mazda del Kodo – Soul of Motion. Con il frontale caratterizzato e dominato dalla firma luminosa a forma di ala, che si anima anche durante la ricarica. Le superfici sono tese, scolpite e in generale a un primo sguardo sembra più compatta di quello che recita la scheda tecnica: parliamo comunque di un suv medio grande lungo 485 cm.

Lo stile è anche funzionale: le prese d’aria anteriori rendono visibile il flusso che attraversa la calandra e scorre sul cofano. Così come le prese integrate nei montanti posteriori contribuiscono a farla “scivolare” nell’aria.
Gli specchietti digitali, disponibili sulla Takumi Plus, riducono la resistenza aerodinamica e ampliano il campo visivo, anche se continuo a preferire uno specchietto tradizionale: lo schermo è più scenografico, ma la percezione della profondità resta più naturale con il vetro.
Dentro, l’effetto wow è immediato. Al centro della plancia c’è un display ultra-wide da 26 pollici con rapporto 32:9 e qualità 5K. È personalizzabile, reattivo, pensato per ridurre le distrazioni e non mancano Apple Car Play e Android Auto wireless, e gli aggiornamenti via cloud. Il sistema risponde ai comandi vocali (“Hey Mazda”) e ai gesti. Si possono controllare navigazione, audio, climatizzazione e persino scattare una foto con un semplice segnale della mano.

Davanti al guidatore al posto del tradizionale cruscotto con la strumentazione digitale troviamo un head-up display. L’illuminazione ambiente offre 256 colori mentre l’impianto audio conta 23 altoparlanti e un amplificatore da 1.280 watt.
Completa il pacchetto una dotazione di sicurezza molto ricca, con nove airbag e un ampio ventaglio di sistemi di assistenza alla guida di serie.
Sotto il pianale c’è una batteria LFP da 78 kWh. Alimenta un motore sincrono sull’asse posteriore da 190 kW, pari a 258 cv, con 290 Nm di coppia. La trazione è posteriore.
Unità che è in grado di fornire prestazioni di assoluto rispetto con lo 0-100 km/h che si chiude in 7,9 secondi. Mentre la velocità massima è limitata a 185 km/h.

L’autonomia wltp arriva fino a 484 km nell’allestimento con cerchi in lega da 19 pollici, che scendono a 468 km con i 21 pollici della top di gamma. In corrente continua può ricaricare fino a 195 kW: dal 10 all’80% ci vogliono circa 24 minuti. In AC trifase supporta fino a 11 kW.
La gamma si articola su due allestimenti. La Takumi parte da 46.750 euro, la Takumi Plus da 49.750 euro. Con questi numeri Mazda punta dritto al cuore del mercato presidiato da Tesla Model Y.
Per il lancio arriva il Power Bonus. Il vantaggio complessivo è di 3.250 euro: 2.250 euro di sconto in caso di permuta o rottamazione con finanziamento Mazda Advantage più 1.000 euro di bonus energia precaricato sulla Mazda Charging App. L’offerta è valida fino al 30 giugno 2026 e prevede un tasso agevolato al 4,99%.
Per le partite Iva è previsto anche uno sconto dedicato del 14%, che può abbassare il prezzo di attacco in presenza di permuta o rottamazione.

Schiacciata tra costi di produzione elevati, calo della domanda di auto elettriche e la supremazia cinese, l’industria europea delle batterie arranca. Dalle difficoltà di Northvolt allo stop di Stellantis, ecco...
Per abbattere i costi e sfidare l'avanzata asiatica, il Gruppo automobilistico valuta l'adozione di batterie e piattaforme del partner Leapmotor per le future elettriche di Fiat, Peugeot e Opel