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L’Europa cambia marcia: arriva il Made in EU per blindare l’industria e sfidare la Cina

di Emiliano Ragoni - 04/03/2026

1. Il piano dell’Europa per rilanciare la competitività

Oggi 4 marzo la Commissione Europea ha svelato i piani per stimolare la competitività del settore manifatturiero dell’UE nell’ambito del suo percorso verso la decarbonizzazione. L’obiettivo principale dell’Europa è evitare la dipendenza dalle importazioni a basso costo e, in particolare, quelle cinesi, stabilendo rigidi requisiti di contenuto locale.

L’Industrial Accelerator Act (IAA) fisserà standard a basse emissioni di carbonio e l’obbligo del marchio “Made-in-EU” per accedere ad appalti pubblici o sussidi destinati alla produzione di alluminio, cemento, acciaio e tecnologie strategiche come turbine eoliche e veicoli elettrici. Ma in cosa consiste questo IAA?

2. Manifattura e occupazione: gli obiettivi

L’IAA mira a garantire che, entro il 2035, il settore manifatturiero arrivi a rappresentare il 20% della produzione nazionale dell’Unione Europea, partendo dal 14% attuale. Questa spinta si rende necessaria per:

  • Arginare una potenziale perdita di 600.000 posti di lavoro nel settore automobilistico nei prossimi 5-10 anni.
  • Preservare o creare circa 150.000 nuovi posti di lavoro in altri settori chiave.

Il Vicepresidente Esecutivo della Commissione, Stephane Sejourne, ha avvertito: “Se non facciamo nulla, è abbastanza chiaro che molto presto il 100% della tecnologia pulita sarà prodotto in Cina“.

3. La spaccatura dell’Europa nel settore auto

Le case automobilistiche europee sono attualmente divise sulle regole relative al contenuto locale. Quelle con una forte esposizione sul mercato cinese, come BMW e Mercedes, si sono opposte per timore di ritorsioni commerciali. Al contrario, aziende come Renault hanno manifestato un forte sostegno.

I sostenitori dell’IAA ricordano che rivali globali (Stati Uniti, Cina, Brasile, India) possiedono già norme simili e che l’Unione Europea deve sfruttare la leva finanziaria dei propri appalti pubblici, un mercato da oltre 2 trilioni di euro, per sostenere l’industria interna.

4. Le regole sui partner commerciali

Un punto critico dei negoziati riguarda la definizione dei “partner affidabili” extra-UE. L’esecutivo europeo ha stilato elenchi che includono Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti, con i quali vi sono accordi di libero scambio, escludendo di fatto la Cina.

La Commissione valuterà rigorosamente la reciprocità: le disposizioni protezionistiche straniere (es. Buy American Act) potrebbero escludere automaticamente alcuni Paesi dai benefici dell’IAA.

5. Stretta sugli Investimenti Diretti Esteri (IDE)

La proposta interviene pesantemente anche per impedire che aziende straniere utilizzino l’Europa solo come “centro di assemblaggio” a basso costo occupazionale.

Sintesi dei Nuovi Requisiti per Investitori Esteri (IDE > 100 mln €)

Parametro Nuovo Vincolo IAA Livello di Impatto Note Aggiuntive
Forza Lavoro Minimo 50% ALTO Almeno metà del personale deve essere assunto tra i lavoratori UE.
Proprietà Aziendale Massimo 49% ALTO Limite alla quota di controllo da parte di aziende di Paesi dominanti (es. Cina).
Know-How Obbligo di Trasferimento MEDIO Richiesti accordi per il trasferimento tecnologico e licenze.
Origine Componenti Made-in-EU CRITICO Lotta all’assemblaggio “ombra” con componentistica totalmente estera.

*Misure previste per nazioni che detengono oltre il 40% della produzione globale in specifici settori.

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