Testo di Mattia Eccheli
L’obiettivo è quello di trasferire emozioni su un’auto elettrica accessibile nel prezzo. La B05 è la prima vettura a vocazione sportiva (la trazione è posteriore) del costruttore cinese Leapmotor, il cui maggiore azionista con il 21% è Stellantis, che controlla anche il 51% della joint venture che gestisce le operazioni fuori dalla Repubblica Popolare. È una convincente berlina fabbricata nel Regno di Mezzo e ormai prossima al debutto ufficiale nelle concessionarie. Per adattarla alle aspettative degli automobilisti europei, i tecnici di Stellantis sono intervenuti su sterzo e sospensioni, che assicurano risposte di assoluto rispetto. Le dotazioni sono importanti: il prezzo, pur decisamente intrigante, non è la sola ragione per cui vale la pena di darle un’occhiata.
Il design è una questione di gusti e quello della Leapmotor B05 (4,43 metri di lunghezza) è essenziale. La silhouette è ispirata alle coupé, anche se il tetto non è poi così spiovente e il coefficiente aerodinamico è di 0,26. Sulla percorrenza incidono soluzioni come la griglia attiva di serie (non esattamente diffusa nel segmento di riferimento) che da sola vale 7,5 km di percorrenza aggiuntiva, cui si sommano le prese d’aria laterali (4,7 km) e il cofano “levigato” (0,9 km).
Le linee sono pulite e le superfici scolpite: tra gli elementi distintivi ci sono porte senza cornice e maniglie integrate, praticamente a scomparsa, oltre che una scheda (anziché la classica chiave) che va avvicinata al retrovisore esterno per accedere al veicolo. I cerchi in lega sono da 19” e le tinte della carrozzeria cinque per mantenere l’offerta il più semplice possibile.
L’abitacolo è essenziale, come conferma anche l’assenza di tasti fisici: fanno eccezione solo alcuni comandi al volante e quelli per gli alzacristalli inseriti nelle portiere. Praticamente tutte le funzioni si gestiscono dal grande schermo centrale (14.6”), anche se c’è un pulsante che consente alcune scorciatoie: è un’auto estremamente digitale e poco “analogica”, che spiega perché i clienti del marchio siano fra i 10 e i 12 anni più giovani di quelli della media europea.
Gli airbag sono sette e gli Adas 21, tutti di serie: l’obiettivo sono le cinque stelle ai crash test EuroNcap, valutazione che Leapmotor aveva ottenuto sia all’esordio continentale con la C10 nel 2024 sia con la B10 l’anno successivo. I sistemi di assistenza sono parecchio invasivi, ma – a veicolo fermo – si possono disattivare. I chip Qualcomm ad alte prestazioni sono sovradimensionati rispetto alle necessità attuali della vettura: significa che saranno in grado di recepire eventuali impegnativi aggiornamenti futuri e mantenerla sempre efficiente. Il secondo schermo (8.8”) si trova dietro il volante. Le plastiche della plancia sono dure, ma quelle che rivestono il largo tunnel centrale sono quasi “morbide”. Il tetto panoramico (di serie sulla variante top di gamma) rende molto luminoso l’abitacolo, che trasferisce una sensazione di spaziosità, oltre che di sostanziale silenziosità. Tra le proposte per le sellerie ci sono rivestimenti in eco-pelle conformi agli standard Oeko-Tex.
La B05 dispone di una sola unità elettrica con 218 Cv di potenza e 240 Nm di coppia, che con il launch control passa da 0 a 100 km/h in 6,7”. La velocità massima è di 170 orari e i consumi dichiarati di 15,9 kWh/100 km. Due le batterie fra le quali optare: da 56,2 e 67,1 kWh, accreditate da un minimo di 401 a un massimo di 482 chilometri di autonomia con tempi di rifornimento di 17 minuti fra il 30 e l’80% (fino a 168 kW di potenza di ricarica a corrente continua).
La Leapmotor B05 è un’auto sincera, estremamente diretta. A cominciare dalla risposta dello sterzo, che cambia anche in base all’impostazione di guida selezionata. È molto equilibrata, anche per effetto di una distribuzione dei pesi 50:50 e delle sospensioni McPherson anteriori e multilink posteriori che la rendono allo stesso tempo stabile, reattiva e confortevole. Assicura una buona visibilità e se non fosse per la mancanza dei pulsanti sarebbe ancora più istintiva da amministrare perfino per un boomer. Circa i consumi, dopo un centinaio di chilometri piuttosto movimentati (senza autostrada) il computer rileva un consumo di 15 kWh/100 km, quasi un kWh in meno rispetto al dichiarato. E si può fare anche molto, molto meglio.
Da listino, la versione d’ingresso, la Life Pro, costa 26.900 euro, ma in fase di lancio in Italia si può avere da 22.900 euro: lo sconto di 3.000 euro è incondizionato e vale anche senza finanziamento, mentre i 1.000 aggiuntivi si possono ottenere in caso di permuta o rottamazione. Per la LifeProMax servono 29.400 euro e per la top di gamma Design ProMax 30.900 (promozione esclusa, quindi 25.400 e 26.900).
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