Il violento impatto di Oliver Bearman, pilota Haas a Suzuka riporta in primo piano le polemiche sulle nuove normative della nuova Formula 1. In questo caso specifico, la causa principale dell’incidente è il Super Clipping, calo improvviso della potenza quando la batteria si scarica. Bearman, per evitare l’Alpine di Colapinto, che perdendo improvvisamente velocità (si parla di 50 km/h in meno) si era spostato al centro della pista, è andato prima sull’erba per finire la sua corsa contro le barriere. Un incidente da ben 50G, fortunatamente senza conseguenze a eccezione di una leggera contusione al ginocchio.
Secondo lo stesso Bearman e diversi altri protagonisti del paddock, il delta di velocità tra le due monoposto non ha precedenti nella storia recente della Formula 1 ed è direttamente riconducibile alle nuove norme sulla gestione dell’energia.
Le normative tecniche 2026 hanno ridisegnato in profondità l’architettura dei propulsori, livellando sostanzialmente la quota di potenza elettrica e termica. Sono stati introdotti parametri di gestione energetica molto più variabili rispetto al passato. Il risultato pratico è che le vetture possono trovarsi in condizioni di erogazione di potenza opposte nello stesso punto della pista: una macchina in modalità harvest, che recupera energia frenando, può essere percepita da chi sopraggiunge in modalità deploy come pressoché ferma. C’è quindi una forte dipendenza dal sistema ibrido e dal boost elettrico.
Questo fenomeno, già noto prima dell’inizio della stagione, si è manifestato in forma più acuta nella pista ad alta velocità di Suzuka, dove i delta vengono amplificati dalla conformazione del tracciato.
L’incidente non ha colto di sorpresa chi opera all’interno del paddock. Bearman ha rivelato che già il venerdì del weekend giapponese il tema era stato sollevato formalmente dai piloti in sede di briefing con gli steward. “Come gruppo avevamo avvisato la FIA di quello che poteva succedere”, ha dichiarato il britannico. “Avevamo detto che serviva maggiore tolleranza e maggiore consapevolezza di questi enormi delta di velocità. Questo incidente è stato, purtroppo, il risultato di un differenziale mai visto prima in Formula 1 fino a queste nuove regole.”
Anche Sainz è intervenuto sul tema: “FIA e F1 devono ascoltare i piloti, non i team. Le gare sono pericolose”. E ancora: “Non sono un esperto di propulsori, ma è evidente che serva una svolta immediata”. Il pilota spagnolo ha dichiarato che i dati che parlano di più sorpassi vengono interpretati in modo distorto dai vertici della Formula 1 perché quelli che il pubblico vede in TV sono frutto di una disparità tecnologica che rende la difesa impossibile.
Al termine della gara, la Federazione Internazionale dell’Automobile ha preso la parola con una dichiarazione ufficiale che, pur riconoscendo il problema, non annuncia interventi nell’immediato.
La FIA ha ricordato che le normative 2026 sono state concepite con parametri volutamente flessibili, proprio per consentire aggiustamenti progressivi sulla base dei dati reali. Ha inoltre precisato che una serie di riunioni è già calendarizzata per aprile, con la partecipazione di team, costruttori di power unit, piloti e FOM.
L’obiettivo di queste riunioni, con la prima fissata il 7 aprile, è quello di valutare il funzionamento del regolamento e stabilire eventuali correttivi. Qualsiasi modifica, ha sottolineato la Federazione, richiede simulazioni accurate e analisi approfondite, e qualunque speculazione anticipatoria sarebbe prematura.
Con il prossimo appuntamento fissato a Miami a maggio, il paddock avrà un mese di pausa per analizzare i dati e trovare soluzioni condivise. La questione, oltre a riguardare la sicurezza in senso stretto, contempla anche l’equilibrio della competizione.
Bearman ha già messo l’episodio alle spalle con la lucidità di chi corre da anni ad altissimo livello: “Torneremo a Miami più forti. Quello è l’obiettivo.”
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