| Giudizio | Dettaglio |
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| CONTRO |
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L’aggiornamento della seconda generazione della Kia Niro, finora commercializzata in 630.000 esemplari in Europa, sancisce l’addio definitivo all’alimentazione elettrica. Nel Vecchio Continente il Cuv coreano sarà disponibile solo con alimentazione full hybrid (finora la più richiesta), basata su un’unità aspirata da 1,6 litri. In un futuro molto prossimo verrà proposto anche in versione trifuel, con l’aggiunta del Gpl, per una gestione più economica e percorrenze potenzialmente ancora maggiori, seppur con una capacità di bagagliaio più contenuta.
La revisione estetica è piuttosto significativa e coinvolge innanzitutto i gruppi ottici, ora decisamente verticali e a led di serie, con tecnologia Multi-Faceted Reflector (Mfr) che, secondo il costruttore, garantisce una migliore distribuzione della luce per una maggiore sicurezza nell’uso quotidiano e nella guida notturna (il test è avvenuto in condizioni di sole, quindi sarà necessaria una verifica anche in notturna).
Novità anche per il frontale, con un nuovo paraurti, mentre al posteriore debutta un altro paraurti inedito e il portellone è stato completamente ridisegnato: sparisce l’alloggiamento della targa e cambia la firma luminosa. L’obiettivo dei designer era aumentare la larghezza percepita e conferire al modello, lungo 4,43 metri, una presenza su strada più caratterizzata. Gli accorgimenti aerodinamici hanno permesso di raggiungere un Cx di 0,28.
Dieci le tinte disponibili per la carrozzeria (il rosso Runaway è di serie; le altre richiedono un sovrapprezzo di 750 euro, che sale a 950 per il bianco perlato Snow), tra cui spiccano le new entry Sunset beige e argento Ivory. I cerchi possono arrivare fino a 18”.
L’abitacolo beneficia di un passo di 2,72 metri e risulta particolarmente arioso. Gli schermi sono cresciuti di dimensioni, restando di facile lettura e ben integrati nella plancia: da 10,25” sono passati a 12,3”. Nel tunnel centrale trovano posto alcuni comandi, tra cui il freno di stazionamento elettronico, mentre nel vano ricavato tra i due sedili anteriori è stata studiata una soluzione ingegnosa per bicchieri e bottiglie, con un supporto a scomparsa “a scatto”.
Non manca lo spazio per i passeggeri, davanti come dietro, e lo stesso vale per i bagagli: il vano posteriore offre una capacità compresa tra i 451 e i 1.42 litri. Il montante C, decisamente sovradimensionato, è interessante dal punto di vista estetico ma non garantisce la migliore visibilità nelle manovre.
Il sistema full hybrid abbina un quattro cilindri aspirato 1.6 a benzina a iniezione diretta (serbatoio da 42 litri) da 75 kW a un’unità elettrica da 32 kW e a una piccola batteria da 1,32 kWh, per un totale di 138 Cv e 265 Nm di coppia. Lo scatto è abbastanza vivace, con lo 0-100 km/h coperto in 11,3 secondi, e resta alla portata anche dei neopatentati.
Lo sterzo piuttosto demoltiplicato e un’impostazione morbida rendono la Kia Niro un Cuv molto adatto all’ambito urbano. Anche grazie a un pacchetto Adas non troppo invasivo e in parte disattivabile, è semplice da guidare, complice anche la trasmissione automatica a doppia frizione a sei marce. Le telecamere aiutano nelle manovre in spazi stretti, offrendo un buon supporto anche nella visuale laterale posteriore.
Quando si spinge con decisione sull’acceleratore si avverte una certa rumorosità. Interessanti i consumi, dichiarati tra 4,6 e 5,1 l/100 km, con una velocità massima di 170 orari.
Il prezzo parte da 34.250 euro per l’allestimento Business, che include smart key, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, lane following assist e smart cruise control, tra le altre dotazioni. Seguono la Style, da 37.500 euro, e la Evolution, da 39.750 euro. Il ruotino di scorta ha un costo aggiuntivo di 250 euro, mentre l’immatricolazione come autocarro (N1) richiede 1.250 euro in più.
Testo di Mattia Eccheli
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