Gli automobilisti europei si credono bravi e virtuosi al volante ma i numeri dicono tutt’altro. Queste risultanze emergono dalla Fondazione Vinci Autoroutes, che ha pubblicato i risultati del 16° Barometro europeo della guida responsabile, sondaggio annuale condotto da Ipsos Bva su 12.100 soggetti in 11 paesi europei tra l’11 febbraio e il 17 marzo 2026.
Il quadro che emerge è quello di una diffusa sopravvalutazione delle proprie capacità alla guida, accompagnata dalla normalizzazione di comportamenti oggettivamente pericolosi. Nonostante una riduzione del 3% nel 2024, le vittime della strada in Europa restano quasi 19.800 all’anno, un livello che la Commissione europea considera insufficiente rispetto agli obiettivi fissati.
Il dato di partenza è paradossale: il 97% degli automobilisti europei, stessa percentuale in Italia, descrive il proprio stile di guida con almeno un aggettivo positivo, mentre il 64% giudica negativamente quello degli altri. L’82% dichiara di temere l’aggressività altrui al volante, eppure il 49% ammette di insultare altri conducenti e il 28% di seguire deliberatamente a brevissima distanza un veicolo che lo ha irritato. In Italia quest’ultima percentuale sale al 30%. Il 17% scende dal veicolo per discutere con un altro conducente (26% in Italia).
L’83% degli automobilisti europei supera il limite di velocità di qualche chilometro orario: 78% in Italia. Il 55% non mantiene le distanze di sicurezza, il 50% in autostrada circola sulla corsia centrale anche quando quella di destra è libera e il 33% sorpassa a destra. Il 17% non allaccia sempre la cintura di sicurezza: percentuale che sale al 28% tra gli uomini under 35. Tra le motivazioni per il superamento dei limiti, il 33% ritiene il limite attuale inadeguato o troppo basso, il 16% si sente sicuro e convinto di controllare il proprio veicolo.
La distrazione è uno dei fenomeni in maggiore espansione. Il 77% degli automobilisti utilizza lo smartphone o programma il Gps mentre guida, il 65% telefona al volante e il 78% ammette di distogliere lo sguardo dalla strada per più di due secondi. Il 24% invia o legge messaggi di testo o e-mail durante la guida. Tra i giovani tra i 16 e i 24 anni questi numeri risultano sistematicamente più elevati: l’88% usa lo smartphone guidando, il 39% invia o legge messaggi. In Italia il 73% degli automobilisti utilizza il telefono o il Gps alla guida. La pratica delle telefonate tramite Bluetooth riguarda ormai il 58% dei conducenti: sebbene tollerata, rimane anch’essa fonte di distrazione cognitiva.
Il 30% degli automobilisti europei si mette alla guida pur sentendosi molto stanco, 25% in Italia, ma solo il 25% di chi lo fa considera questo comportamento davvero pericoloso, contro il 49% della media generale. Il 39% ha già avuto l’impressione di essersi assopito al volante. Il tempo medio di guida prima di una sosta ha raggiunto le 3 ore e 8 minuti, sensibilmente oltre le 2 ore raccomandate dagli specialisti del sonno. Dato positivo: il 64% si ferma durante i viaggi lunghi per fare un pisolino. I conducenti di veicoli elettrici mostrano una maggiore propensione a questa pratica (72%), favoriti dai tempi di ricarica.
Il 5% dei conducenti europei, stessa percentuale in Italia, ammette di aver guidato in stato di ebbrezza, ovvero con un tasso alcolemico superiore al limite consentito. Di questi, solo il 44% considera questa condotta molto pericolosa (33% in Italia, contro l’84% della media generale). Il 7% ha guidato dopo aver assunto farmaci che compromettono l’attenzione; il 2% dopo aver consumato cannabis e il 2% dopo aver assunto droghe come cocaina o ecstasy. La situazione è più critica nella fascia 16-24 anni: il 7% guida in stato di ebbrezza, il 4% dopo aver assunto droghe. Questi giovani, pur rappresentando il 7% della popolazione europea, costituiscono il 12% dei decessi stradali.
Il 75% degli automobilisti non adotta sistematicamente le precauzioni necessarie in prossimità dei cantieri stradali, rallentare e spostarsi quanto più possibile, percentuale che in Italia sale all’80%. Il 53% dimentica di rallentare in avvicinamento a una zona di lavori in corso (49% in Italia). In Francia, nel 2025, 143 furgoni di intervento sono stati urtati sulle autostrade a pedaggio, una media di quasi tre a settimana; dall’inizio del 2026 sulla rete Vinci Autoroutes ne sono già stati colpiti 16.
Il sondaggio è stato condotto da Ipsos Bva online tra l’11 febbraio e il 17 marzo 2026 su un campione di 12.100 persone a partire dai 16 anni di età, di cui 3.600 francesi e almeno 700 per ciascuno degli altri 10 paesi partecipanti: Germania, Belgio, Spagna, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Slovacchia e Svezia. La rappresentatività dei campioni è garantita dal metodo a quote.
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