Libere e qualifiche Sprint di venerdì 21 agosto:
Gara Sprint e Qualifiche di sabato 22 agosto:
Gara di domenica 23 agosto:
La Formula 1 dopo la pausa estiva riparte dai Paesi Bassi con il dodicesimo round della stagione. Il circuito di Zandvoort, affacciato sul Mare del Nord e distante circa 40 chilometri da Amsterdam, torna ad accogliere le monoposto per un fine settimana che si annuncia particolarmente intenso, anche per il formato Sprint sulla pista olandese.
La Formula 1 ricomincia quindi con il botto. Come di consueto, per i team cambierà il tempo a disposizione: una sola sessione di prove libere per definire il setup prima delle prove vere e proprie che definiranno lo schieramento della mini gara.
Le qualifiche del sabato che si terranno subito dopo la Sprint saranno quindi decisivi su un circuito corto, stretto e poco favorevole ai sorpassi. Zandvoort presenta infatti un solo rettilineo e richiede un livello di carico aerodinamico elevato, molto simile a quello necessario a Budapest, sede dell’ultimo appuntamento prima della pausa estiva.
Sono tanti gli elementi interessanti di questo Gp. La scuderia da battere è indubbiamente la Mercedes, con Antonelli saldamente al comando, tuttavia, l’ultima vittoria ottenuta da Norris nel Gp di Ungheria ci dice che anche la McLaren ha cambiato passo e può dire la sua. La Ferrari, che si aspettava sicuramente di più dall’ultimo appuntamento prima della pausa estiva, sfruttando gli aggiornamenti tecnici, vorrà cercare di recuperare ulteriori punti nella classifica costruttori, ma anche in quella piloti dove Hamilton si trova al secondo posto.
Sono 35 i Gran Premi già disputati a Zandvoort, entrato nel Campionato del Mondo nel 1952 e accantonato dopo l’edizione del 1985. Il tracciato è tornato in calendario nel 2021, dopo che l’appuntamento previsto per il 2020 era stato cancellato a causa della pandemia. Quella del 2026 sarà quindi la 36ª edizione e dovrebbe anche essere l’ultima, poiché il contratto scade alla fine dell’anno.
Il tracciato olandese è lungo 4,259 chilometri e comprende 14 curve. La sua caratteristica più evidente è rappresentata dalle due curve sopraelevate, la 3 e la 14, con inclinazioni rispettivamente di 19 e 18 gradi: valori superiori persino a quelli di Indianapolis. Questi tratti generano forze verticali e laterali molto elevate sugli pneumatici.
Il livello di aderenza è generalmente basso sia per le caratteristiche dell’asfalto, rifatto in diversi punti nel corso degli anni, sia per la sabbia trasportata dal vento dalle spiagge vicine. Il grip può così cambiare non soltanto da un giorno all’altro, ma anche tra una sessione e la successiva.
Le temperature di Zandvoort raramente superano i 20 °C e la pioggia è un elemento ricorrente. La vicinanza al Mare del Nord porta inoltre frequenti raffiche di vento, che potrebbero condizionare la guida dei piloti, soprattutto con la nuova aerodinamica delle monoposto.
Per il GP d’Olanda sono state selezionate le mescole C2, C3 e C4, come nella passata edizione. Nel 2025 la scelta di un tris più morbido aveva favorito una gara a due soste, anche grazie alle neutralizzazioni, e tutte le opzioni disponibili erano state impiegate.
Zandvoort è particolarmente severo per gli pneumatici in termini di densità energetica. La pista è corta ma presenta numerose curve, alcune ad alta velocità, e le due sopraelevate sottopongono le gomme a carichi molto elevati. Le scuderie dovranno quindi curare con attenzione l’assetto e, più in generale, l’interazione tra vettura e pneumatici.
In teoria, nel pieno di agosto il degrado termico dovrebbe avere un ruolo importante. Le condizioni locali, però, possono essere fresche, piovose e ventose. La Hard sarà con ogni probabilità la mescola di riferimento per la gara della domenica, mentre entrambe le soluzioni più morbide potrebbero rivelarsi valide per la Sprint del sabato. Nelle strategie conterà anche la difficoltà di sorpasso.
Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo Zandvoort rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per l’impianto frenante. In una scala da 1 a 5 ha ottenuto un indice di difficoltà pari a 2.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Lunghezza del circuito | 4.259 metri |
| Indice di difficoltà per i freni | 2 su 5 |
| Frenate per giro | 7 |
| Tempo di utilizzo dei freni | Poco più di 12 secondi al giro |
| Tipologia delle frenate | 2 Hard, 1 Medium e 4 Light |
Le due frenate della categoria Hard sono le sole nelle quali la decelerazione raggiunge almeno 2,5 g. Le altre staccate sono suddivise tra una frenata Medium e quattro Light.
Secondo la Brembo, dalle simulazioni effettuate, la curva più impegnativa di Zandvoort per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo. Le monoposto vi arrivano a 323 km/h e rallentano fino a 126 km/h in 2,97 secondi, durante i quali percorrono 171 metri.
Rispetto al GP dei Paesi Bassi 2025, le caratteristiche delle monoposto 2026 renderanno le frenate meno intense. Il confronto più significativo riguarda la curva 11: la perdita di velocità sarà simile, ma la frenata durerà quasi mezzo secondo in più e richiederà uno spazio maggiore.
| Curva 11 | 2025 | 2026 |
|---|---|---|
| Velocità persa | 175 km/h | 172 km/h |
| Tempo di frenata | 2,22 secondi | 2,68 secondi |
| Spazio percorso | 107 metri | 146 metri |
| Decelerazione | 4,5 g | 3,2 g |
| Carico sul pedale | 152 kg | 91 kg |
L’impiego di freni di dimensione massima non produce sempre un vantaggio. In determinate condizioni ambientali, infatti, una monoposto potrebbe ritrovarsi con un impianto sovradimensionato. Una potenza frenante eccessiva renderebbe più difficile raggiungere la temperatura minima di esercizio del carbonio di dischi e pastiglie, ostacolando la corretta generazione dell’attrito.
In queste condizioni può verificarsi la vetrificazione, o glazing, con conseguenze negative sia sulla prestazione in frenata sia sull’usura dei componenti, che tende ad aumentare.
A Zandvoort, il 28 agosto 1977, Niki Lauda conquistò la sua ultima vittoria con la Ferrari. Partito dalla quarta casella, l’austriaco salì al secondo posto al sesto giro e, al ventesimo, superò Jacques Laffite portandosi al comando.
Per Lauda fu il quindicesimo Gran Premio vinto con la Ferrari. Tredici di quei successi arrivarono con i dischi in ghisa Brembo, che dal 1975 iniziarono a equipaggiare la 312T e la successiva 312T2. Sempre a Zandvoort, ma nel 1985, Niki Lauda ottenne anche l’ultima vittoria della sua carriera in Formula 1.
Nel 2025 tutte e tre le mescole selezionate furono utilizzate in griglia; quattordici piloti partirono con la Medium, quattro con la Soft e due con la Hard. La C2 fu la gomma più impiegata in gara, soprattutto nello stint centrale più lungo. Dopo il cinquantesimo giro, quasi tutti i piloti effettuarono una seconda sosta approfittando delle ripartenze dietro la safety car e la maggior parte concluse la gara con la Soft.
Il Gran Premio d’Olanda si è sempre disputato sul circuito di Zandvoort. Quella del 2026 è la 36ª edizione dalla prima gara del 1952. Jim Clark è il pilota con il maggior numero di vittorie, quattro, mentre la Ferrari detiene il primato tra i costruttori con otto successi. Max Verstappen ha finora vinto tre volte sulla pista di casa, lo stesso numero di Jackie Stewart e Niki Lauda.
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