Il prezzo medio del gasolio ha superato il record storico italiano raggiunto nel 2022. È quanto ha dichiarato il Codacons, dopo la diffusione degli ultimi dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nonostante il taglio delle accise sul solo gasolio (-14 centesimi al litro, 17 contando l’Iva) che si spingerà sino al 5 settembre e che costerà allo Stato circa 130 milioni di euro (qui la news), il mese di agosto si rivelerà una stangata tremenda sulle tasche degli automobilisti.
A parità di consumi, secondo le stime di Facile.it, gli italiani quest’anno rischiano di spendere, tra benzina e diesel, oltre un miliardo di euro in più rispetto ad agosto 2025. Complessivamente i consumatori dovranno mettere in conto una spesa incrementata tra il 24% e il 25% rispetto a quella dello scorso anno. La stima è stata effettuata tenendo in considerazione il prezzo di benzina e diesel nella modalità self sulla rete stradale, ma se si considerano i prezzi sulla rete autostradale, il conto diventa più elevato. E non parliamo dei prezzi dei carburanti ‘serviti’: si viaggia sui 2,4 euro al litro per la benzina e 2,5 euro per il gasolio, con punte ancora maggiori.
Stando ai prezzi del momento, per un pieno di benzina da 50 litri si spendono 101 euro, circa il 18% in più rispetto a 12 mesi fa (quando erano sufficienti 85 euro). Per un pieno di diesel, invece, la spesa è di 107 euro, il 31% in più rispetto agli 82 euro del 2025. Dopo il 5 settembre, se lo sconto sul diesel non verrà rinnovato, la cifra salirà a circa 115 euro (+41% su base annua). Ipotizzando un viaggio di circa 2.000 km (Milano-Lecce andata e ritorno), la spesa oggi sarebbe di quasi 265 euro per la benzina, al posto dei 225 euro dello scorso anno. Per una vettura a diesel, invece, il costo sarebbe di 234 euro, rispetto ai 179 euro del 2025. L’analisi del Codacons ricorda che le cifre sarebbero molto diverse con i prezzi praticati in autostrada: con una di 2,204 euro al litro, il diesel ha superato il record raggiunto nella settimana del 14 marzo 2022 (2,154 euro al litro).
Per la benzina invece la soglia dei 2 euro al litro è stata superata in Italia solo in otto occasioni: a marzo, giugno e luglio 2022 e poi nel settembre del 2023. Il nuovo intervento governativo appare comunque una sorta di pannicello caldo di fronte a una tempesta sui prezzi internazionali del petrolio che sembra lontana da una soluzione, ferma restando l’influenza delle accise alla pompa che sono tra le più alte in Europa.
Da qui l’annuncio governativo di una misura più mirata «nella forma di sostegni selettivi sulla base del reddito» nelle prossime settimane. Basterà? «La mini proroga dello sconto sulle accise decisa dal governo non risolverà affatto il problema dei prezzi dei carburanti e suona come una presa in giro degli italiani — ha attaccato il Codacons —. Lo sconto non solo deve essere prorogato ma deve essere esteso anche alla benzina considerati i nuovi prezzi record raggiunti alla pompa, mentre lo sconto sul gasolio deve essere incrementato perché è evidente che i 17 centesimi odierni non sono più sufficienti nella spesa per i rifornimenti». Un’altra stima è ancora più impressionante: per l’ufficio economico di Confesercenti, questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Un aggravio che ha pesato sui bilanci delle famiglie proprio nei due mesi centrali delle vacanze, incidendo sui consumi turistici.
Testo di Maurizio Bertera
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