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Carburanti, Eni e IP mettono un tetto ai prezzi

di Emiliano Ragoni - 28/09/2026

Come abbiamo visto in questo articolo, dal 26 settembre al 5 ottobre il taglio delle accise sul diesel è stato ridotto a 6,1 centesimi al litro. Con l’esecutivo che ha messo più volte mano alle risorse pubbliche per finanziare i diversi tagli delle accise, questa volta a intervenire per calmierare i prezzi sono direttamente due compagnie petrolifere: Eni e IP.

Eni da lunedì 28 settembre applicherà un tetto ai prezzi dei carburanti commercializzati da Enilive: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio.

L’iniziativa, come spiegato nel comunicato stampa rilasciato dall’azienda, durerà trenta giorni e potrà proseguire fino alla fine dell’anno, se le condizioni del mercato e degli approvvigionamenti lo consentiranno.

Le dichiarazioni di La Russa

“Non possiamo che esprimere soddisfazione per una scelta che va nella direzione giusta, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, dove la crisi internazionale ha provocato forti rincari dell’energia e una pressione diretta sul potere d’acquisto delle famiglie italiane”. Così il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, commenta la decisione di Eni e IP di prevedere un tetto al prezzo dei carburanti.

“La scelta – prosegue il presidente dell’ACI – è anche e soprattutto un riconoscimento concreto a milioni di italiani che ogni giorno devono utilizzare un veicolo per recarsi al lavoro, per accompagnare i figli a scuola, per svolgere la propria attività quotidiana. L’automobile non è un lusso, è uno strumento di lavoro e di libertà”.

“Come Automobile Club d’Italia, da sempre al fianco degli automobilisti, apprezziamo quando il settore industriale del Paese fa sistema con le istituzioni per dare risposte immediate e importanti” conclude Geronimo La Russa.

Anche IP sconta i carburanti

A distanza di qualche ora dall’annuncio di Eni arriva anche quello di IP, che interverrà per calmierare i prezzi di benzina e gasolio. SOCAR, il gruppo energetico azero che dallo scorso maggio controlla Italiana Petroli (IP), ha annunciato l’introduzione di un limite ai prezzi di vendita dei carburanti lungo la propria rete di distribuzione.

La misura partirà da lunedì 28 settembre e sarà applicata progressivamente a partire dalle stazioni di servizio a marchio IP. A differenza di Eni, che ha fissato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, SOCAR non ha ancora indicato un valore unico per il tetto applicato sulla rete IP. Secondo quanto comunicato dal gruppo, i prezzi saranno stabiliti tenendo conto delle diverse esigenze della rete e della sostenibilità della filiera. Al momento non è stata comunicata una durata precisa dell’iniziativa IP.

L’intervento potrebbe inoltre allargarsi oltre i distributori IP. SOCAR sta infatti valutando le modalità per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che acquistano carburanti da IP e li distribuiscono attraverso i propri marchi sul territorio nazionale.

La mossa di Eni

Come previsto dal decreto del 17 settembre, dal 26 settembre il beneficio sul gasolio è sceso da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, Iva compresa, e resterà in vigore fino al 5 ottobre. Quindi,  l’iniziativa di Eni porta un bel beneficio agli automobilisti.

Eni indica per i propri tetti una distanza di circa 17 centesimi dai prezzi medi al momento dell’annuncio. Il risparmio effettivo dipenderà però dal prezzo praticato dal singolo distributore. E il Gruppo associa espressamente il limite all’agevolazione sulle accise in vigore: quei 17 centesimi non sono dunque un ulteriore sconto fisso da sommare a quello statale.

A pesare sui rifornimenti, secondo la società, sono la scarsità di prodotti raffinati sui mercati internazionali e la minore capacità produttiva europea. Eni sostiene di avere già assorbito da marzo parte dei rincari, trasferendoli solo parzialmente sui prezzi consigliati ai distributori. Ora introduce una soglia massima, mentre la prossima scadenza del sostegno fiscale resta fissata al 5 ottobre.

E la concorrenza cosa farà?

Con il tetto ai prezzi annunciato da Eni e successivamente da IP, la questione del caro carburanti si sposta anche sul resto della concorrenza. Quanto spazio avranno le compagnie per rispondere e trattenere gli automobilisti? Il possibile effetto è una competizione più serrata sui listini. Ma, secondo le preoccupazioni espresse dall’associazione di categoria Figisc, non tutti gli operatori avranno gli stessi strumenti per sostenerla.

Il Codacons ha già chiesto alle altre compagnie di seguire l’esempio, accogliendo favorevolmente l’iniziativa. Per gli automobilisti, una risposta dei concorrenti potrebbe estendere la possibilità di risparmiare anche a chi non ha un impianto Enilive o IP vicino o lungo il proprio tragitto abituale.

Serve un sostegno delle altre compagnie

Figisc, la federazione dei gestori aderente a Confcommercio, teme che gli indipendenti fatichino a sostenere il confronto e che i gestori degli altri marchi restino esposti senza un sostegno delle rispettive compagnie. La federazione ricorda che i loro margini sono legati ai litri venduti, non al prezzo del carburante. Perdere clienti può quindi pesare sui ricavi. Anche sulla rete Eni segnala possibili criticità, dalla svalutazione delle scorte alle difficoltà di rifornimento in caso di maggiore affluenza.

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