Non subito, ma a partire dal maggio del prossimo anno il Belgio intende aggiungersi a quei Paesi in cui verrà richiesto il pagamento di un pedaggio autostradale. Le amministrazioni della Vallonia e delle Fiandre hanno concordato con il governo nazionale l’introduzione di una tassa per i veicoli fino a 3,5 tonnellate di peso, nel segno di un principio condivisibile: chiunque utilizzi le autostrade deve contribuire equamente alla loro manutenzione, è stato detto.
Niente di nuovo, in realtà, perché nel Vecchio Continente, seppur sotto forme differenti, il tributo viene già richiesto in Italia, Francia, Austria, Spagna (anche se non più in diverse parti del Paese), Portogallo, Irlanda, Polonia, Croazia, Grecia, Gran Bretagna, Norvegia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord e Turchia. In alcuni casi si paga in base alla distanza percorsa, in altri è necessario acquistare una “vignetta” con validità temporale. Ci sono poi ulteriori versamenti per il transito su ponti, come in Danimarca e Svezia, o attraverso gallerie, come in Svizzera, Francia, Austria e Italia.
Si potrebbe discutere sull'”equamente” citato dalle autorità belghe, perché se la filosofia è quella non si capisce perché le elettriche, che in genere sono più pesanti, come anticipa Auto Motor und Sport, pagherebbero di meno, fra 8,1 euro per 24 ore e 90 euro per un anno, mentre le auto omologate fra Euro 0 e Euro 3 dovrebbero versare molto di più, fra 11,25 e 125 euro. Sono previsti anche tagli intermedi per dieci giorni, uno e due mesi.
Quello che non è ancora chiaro è se e come verrebbero sollevati dal pagamento gli automobilisti belgi. A quanto pare l’ipotesi, ma il confronto è ancora in corso, sarebbe quella di ridurre la tassa di circolazione annuale dell’importo pari alla vignetta (il mancato pagamento prevede una sanzione di 70 euro per la prima violazione), per evitare di gravare sui costi dei proprietari e sulla popolarità dei partiti politici.
Una soluzione “all’italiana”, contro la quale si era infranto il sogno tedesco della Pkw-Maut, il pedaggio riservato ai soli automobilisti stranieri: Paesi Bassi e Austria avevano sollevato il problema della discriminazione a livello comunitario. I ministri federali dei trasporti Dobrindt (oggi agli Interni) e Scheuer, entrambi della Csu bavarese, avevano varato e portato avanti il progetto, che con la bocciatura da parte della Corte di giustizia dell’Ue, anziché far affluire risorse preziose nelle casse dello Stato, aveva finito per costare 243 milioni di euro di risarcimenti ai contribuenti. A Scheuer è costato anche il rinvio a giudizio: gli viene contestata una possibile falsa testimonianza in relazione all’operazione.
Testo di Mattia Eccheli
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