In Germania, almeno secondo l’UDV, l’ufficio studi della Gesamtverband der Deutschen Versicherungswirtschaft (GDV), l’associazione che rappresenta le compagnie assicurative del paese, i conducenti delle auto elettriche sono più prudenti rispetto a quelli delle macchine ad alimentazione termica. Secondo l’analisi su 500 sinistri gravi che hanno coinvolto vetture a batteria a zero emissioni sono anche meno frequenti i casi di abuso di droghe e alcol.
La ricerca, integrata da interviste e analisi sulla banca dati esistente, non ha individuato un maggior tasso di incidentalità per le BEV, che, anzi, in particolare per gli occupanti, si sono rivelate più sicure. Al contrario, anche per effetto del peso superiore delle elettriche, le conseguenze sono più pesanti per gli altri utenti della strada, siano essi pedoni o veicoli.
Le BEV (+48% di quota in Germania nel primo semestre del 2026, con un contributo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2 della flotta di nuova immatricolazione, scese a 98,4 g/km, -10,3% rispetto allo stesso periodo di un anno fa) sono generalmente più moderne rispetto al parco circolante e dispongono pertanto anche di un armamentario superiore di dotazioni di sicurezza, in alcuni casi anche dovuto all’entrata in vigore delle nuove disposizioni comunitarie.
Sono anche assemblate diversamente per proteggere il pacco batteria. Insomma, a giudizio della GDV sono una “alternativa sicura” alle auto con motori convenzionali.
Ma non è tutto oro quello che luccica: i maggiori problemi sono legati ad alcuni tipi di manovre alle basse velocità e all’età dei conducenti. Dall’analisi dei sinistri è emerso come in partenza, svolta e in retromarcia il numero degli incidenti che coinvolgono le elettriche aumenti. In alcuni casi perché c’è ancora confusione con la funzione one-pedal, che consente di rallentare e frenare con il rilascio.
Inoltre, malgrado le segnalazioni acustiche obbligatorie sotto ai 20 km/h, i pedoni lamentano di non riuscire a identificare il rumore delle macchine. C’è ancora parecchia disattenzione, sia in un caso, sia nell’altro. L’età non aiuta: quando al volante ci sono gli ultra 75enni la situazione peggiora inevitabilmente, nonostante lo studio abbia rilevato una maggior cautela al volante da parte dei conducenti di veicoli a zero emissioni.
UDV e GDV suggeriscono pertanto una serie di correttivi, tra i quali ulteriori interventi sugli Adas, ancora più specifici nelle situazioni ravvicinate più critiche, e sulle indicazioni sonore, ma anche una sorta di formazione per gli automobilisti delle elettriche, che tra l’altro hanno coppie mediamente più elevate e pertanto anche accelerazioni in alcuni casi perfino sorprendenti, anche per auto che verrebbero definite utilitarie.
Testo di Mattia Eccheli
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