I sistemi elettronici di assistenza alla guida ADAS devono essere sottoposti a regolare manutenzione per tutto il ciclo di vita del veicolo: la calibrazione periodica di telecamere, radar, sensori e software garantisce la piena efficienza nel tempo di questi fondamentali dispositivi per la sicurezza stradale. E’ quanto emerge dal secondo appuntamento annuale Autopromotec – The Dialogues, intitolato “La sicurezza invisibile: ADAS, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente” e svolto presso la sede dell’Automobile Club d’Italia, in vista di Autopromotec che si svolgerà poi dal 26 al 29 maggio 2027 alla Fiera di Bologna.
A questo incontro preliminare della Biennale Internazionale delle Attrezzature e dell’Aftermarket automobilistico hanno partecipato istituzioni, Forze dell’Ordine e grandi marchi della mobilità, richiamando la necessità di una maggiore consapevolezza e una sempre più intensa formazione dei conducenti sul corretto utilizzo degli ADAS, il cui apporto a una mobilità sempre più sicura è misurato dalle statistiche.
Una ricerca della Fondazione Filippo Caracciolo di ACI evidenzia che un’auto di oltre 10 anni – priva quindi delle più avanzate tecnologie – ha più del doppio della probabilità di essere coinvolta in un incidente rispetto a una vettura recente e la dotazione di ADAS determina una riduzione del rischio globale di incidente pari al 38% rispetto ai mezzi che ne sono privi. La frenata automatica di emergenza, in particolare, è in grado di ridurre i sinistri del 35% e i tamponamenti del 45%.
Ad aprire i lavori dell’incontro è stato l’on. Galeazzo Bignami, Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, che ha portato il saluto del Governo, sottolineando l’attenzione che le istituzioni riservano al comparto automotive e l’impegno di tutte le forze istituzionali per il varo del nuovo Codice della Strada.
Alessandra Zinno, Direttore ACI per l’Educazione Stradale, la Mobilità e il Turismo ha sottolineato come i benefici degli ADAS potrebbero essere ben maggiori con una più forte consapevolezza dei conducenti: ecco perché ACI intensifica il suo sforzo formativo con programmi specifici verso gli ADAS nei suoi Centri di Guida Sicura di Vallelunga e Lainate, oltreché nelle autoscuole del network Ready2Go.
Il Commissario Capo Tecnico ing. Mario Porretto del Servizio Polizia Stradale ha evidenziato l’esperienza del Laboratorio Centrale Automotive Analytics and Forensics: nella ricostruzione di un incidente è sempre più importante distinguere tra le azioni compiute dal conducente e quelle attivate autonomamente dal veicolo. Gli Event Data Recorder – al pari della “scatola nera” di un aereo – consentono di acquisire informazioni relative ai secondi precedenti l’urto e, nei sistemi più recenti, di verificare anche lo stato della frenata automatica.
Questi dati, però, non sempre permettono di comprendere il contesto nel quale l’ADAS è intervenuto, né di stabilire con precisione la sequenza delle interazioni tra sistema e guidatore. Servirebbero informazioni più complete e uniformi: finestre temporali più ampie, frequenze di campionamento adeguate e dati relativi agli oggetti rilevati e alla velocità relativa, nonché scenari con condizioni meno ideali e più vicini alla circolazione quotidiana.
A livello comunitario, la proposta di aggiornamento delle norme UE in materia di sicurezza stradale e di immatricolazione dei veicoli, presentata dalla Commissione europea il 24 aprile 2025, punta ad adeguare le revisioni periodiche ai veicoli elettrici, connessi e dotati di ADAS, prevedendo anche controlli sui sistemi elettronici di sicurezza e sull’integrità del software. Parlamento e Consiglio europei dovranno definire il testo finale, mentre modalità e standard applicativi richiederanno ulteriori passaggi, nonché i successivi recepimenti da parte dei Paesi membri.
Testo di Marco Perugini
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