2. Oggi: elettrificazione e dinamica pura
Settantacinque anni fa, Alfa Romeo inaugurava l’era della trazione integrale. Correva l’anno 1951, e la 1900M “Matta” rappresenta la prima incursione del Biscione in questo specifico segmento. Oggi, a distanza di tre quarti di secolo, quella tradizione ritorna in chiave moderna con la tecnologia Q4, il cuore pulsante delle Alfa Romeo di nuova generazione. In questi anni la trazione integrale è cambiata molto, con l’avvento dell’elettrificazione si è gradualmente passati da un 4×4 fisico a una tipologia di trazione sempre più “virtuale”.
Negli anni, il 4×4 del marchio è diventato di più di una soluzione tecnica. Oggi Q4 viene utilizzato dall’azienda come sinonimo di precisione e piacere. I numeri dimostrano che il pubblico apprezza le peculiarità del sistema Q4 dell’Alfa: nel 2025 oltre un quarto delle Alfa Romeo vendute nel mondo era equipaggiato con trazione integrale Q4.
La trazione integrale Alfa nasce tra fango e ghiaia, con la “Matta” (vedi foto sotto), un’auto militare nata per affrontare ogni terreno.
Ma presto la tecnologia scende in strada: negli anni Ottanta arriva la 33 4×4 (foto sotto), seguita dalla 33 Permanent 4 e da 155 e 164, i primi a sfoggiare la sigla Q4. Questi ultimi due modelli furono protagoniste anche in pista con le vittorie nel Campionato Italiano Superturismo del 1992 e nel DTM del 1993.
Da allora, il marchio ha continuato a migliorare il sistema, portandolo anche su versioni sportive come la 156 Crosswagon e la Brera Q4, fino ai modelli attuali.
Oggi la trazione integrale Alfa Romeo si presenta in due anime. Da un lato quella meccanica, montata su Giulia e Stelvio, che mantiene il DNA delle sportive di razza: di base trazione posteriore, ma con coppia che passa all’anteriore in modo istantaneo quando serve.
Dall’altro lato quella elettrificata, su Tonale (foto sotto) e Junior, dove la trazione integrale nasce dalla collaborazione intelligente fra motori termici ed elettrici.
Sulla Junior Ibrida Q4, il 1.2 turbo da 136 cv lavora insieme a due motori elettrici per una potenza totale di 145 cv. Una tecnologia chiamata Power Looping permette di mantenere la trazione posteriore anche se la batteria è scarica. Questa soluzione, priva di collegamenti meccanici tra i due assi, consente di avere agilità in curva e consumi contenuti, restituendo una buona sensazione di sportività.
La Tonale Ibrida Plug-in Q4, invece, offre 270 cv combinati. Il motore termico spinge le ruote anteriori, quello elettrico le posteriori.
Per Giulia e Stelvio, Alfa Romeo ha mantenuto la sua visione più classica, ossia quella di un sistema meccanico intelligente. Il cuore del Q4 è la Active Transfer Case, un differenziale attivo che controlla in tempo reale la distribuzione della coppia tra i due assi. In condizioni normali si viaggia in trazione posteriore, ma quando l’asfalto si fa scivoloso o si cerca più spinta in uscita di curva, il sistema interviene in pochi millisecondi. Si tratta di una scelta di coerenza tecnica: significa offrire la sicurezza del 4×4 senza rinunciare al piacere di guida tipico di un’Alfa.
Dalla “Matta” del 1951 alla “Junior” del 2025, il filo rosso della trazione integrale Alfa Romeo è stato mantenuto. In settantacinque anni, il marchio ha saputo evolvere restando fedele al proprio DNA che rivolge un’attenzione particolare alla sportività. Oggi la tecnologia Q4 entra nell’era dell’elettrificazione, ma senza snaturarsi.
La Casa di Arese è sempre stata all’avanguardia per quanto riguarda le soluzione tecniche sofisticate. Basta osservare nell’immagine sotto l’Alfa Romeo 164 Proteo, avveniristico concept del 1991 costruito su base 164. Sotto il cofano c’è il V6 3 litri da 256 cv abbinato alla trazione integrale e alle quattro ruote sterzanti.
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