Allo stand Alfa Romeo del Salone di Parigi c’è la folla delle grandi occasioni, tutta attorno all’Alfa Romeo Cuorerosso. È la concept di una coupé 2+2 lunga 4,70 metri, e dal vivo colpisce soprattutto il muso, con Trilobo e Scudetto ridisegnati.
La carrozzeria ha un Cx di 0,28 ed è verniciata in uno spettacolare Liquid Ink Red che cambia a seconda di dove colpisce la luce, fino a sembrare quasi nero.
Basta guardare il posteriore per capirlo: c’è lo scarico centrale. La Cuorerosso non è elettrica. Alfa Romeo immagina per lei il 2.9 V6 che già conosciamo su Giulia e Stelvio, abbinato a un’inedita unità full hybrid e alla trazione integrale Q4. Le caratteristiche tecniche, potenza compresa, non sono ancora note.
Le future Alfa nasceranno su piattaforme multi-energia: elettriche, plug-in, mild e full hybrid, con spazio anche per le versioni Quadrifoglio.
L’abitacolo è tutto rosso e usa un bellissimo tessuto tecnico sviluppato con Luna Rossa. La plancia, sottile e orizzontale, si ispira a quella della 33 Stradale del 1967.
Davanti al guidatore c’è il “Cannocchiale Vivente”, un quadro strumenti digitale che passa da due quadranti circolari a un unico grande strumento centrale. Più aumenta il coinvolgimento nella guida, meno informazioni mostra.
Il posteriore è il punto più evocativo. I fari circolari ricordano quelli della 8C, la coda tronca richiama la TZ e il lunotto, a forma di Scudetto, fa venire in mente la Brera.
La Cuorerosso non diventerà un modello di serie, ma ne detta lo stile. Le prime Alfa a interpretarlo saranno la Tonale di nuova generazione, a inizio 2028, e la nuova Giulietta, una cinque porte media attesa nel 2029.
E tu, la eleggi regina del Salone?
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