| Giudizio | Dettaglio |
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Lanciata un anno e mezzo fa, la Mazda 6e – la berlinona del costruttore giapponese, lunga 4,92 metri (7 centimetri in più della CX-6e, il Suv sviluppato sulla medesima piattaforma), fabbricata in Cina nell’ambito della cooperazione con Changan e adattata in Germania per il Vecchio Continente – è stata venduta in Europa in 20.000 esemplari.
Il contributo italiano è andato oltre gli obiettivi fissati: malgrado la persistente diffidenza nei confronti dell’alimentazione elettrica, ha già superato le 700 unità. Sembrano poche in assoluto, ma sono parecchie per un modello che in Italia, nel segmento di riferimento, è preceduto solo da Tesla e Mercedes. Per il 2027 arriva l’aggiornamento, quasi esclusivamente tecnologico: un nuovo motore e una sola batteria, che garantisce la stessa autonomia massima (560 km) della precedente variante Long Range e riduce i tempi di ricarica.
Auto che vince non si cambia. La sintesi è semplice: in occasione del Salone di New York il modello è stato insignito del titolo di World Car Design of the Year 2026, e una rivisitazione è stata legittimamente ritenuta “superflua”. Restano pertanto il cofano lungo, l’altezza molto contenuta (meno di un metro e mezzo), il tetto panoramico e il profilo da coupé, insieme a un abitacolo particolarmente spazioso.
Praticamente tutto è di serie: a parte il colore della carrozzeria e i rivestimenti interni (sono nuovi alcuni materiali e alcuni abbinamenti), sempre eleganti, curati e in grado di trasmettere sensazioni decisamente da segmento premium, non c’è altro da scegliere. Nove airbag e tre schermi (head-up display, cruscotto digitale da 10,2 pollici e monitor centrale touch da 14,6 pollici) sono standard, esattamente come il tetto panoramico, che sulle due versioni top di gamma ha anche la tendina parasole elettrica.
È stato migliorato anche il funzionamento di alcuni Adas: lo Smart Cruise Assist funziona fino a 160 km/h, il mantenimento della corsia interviene in maniera più morbida e il riconoscimento dei segnali stradali è stato integrato nel cruise control adattivo (ACC). La Mazda 6e aveva già ottenuto le cinque stelle, la valutazione massima, nei test Euro NCAP.
Il “nuovo” motore diventa l’unico disponibile e ha caratteristiche tecniche sovrapponibili a quelle dell’unità che equipaggia il Suv CX-6e. La potenza è di 258 Cv, mentre la coppia è stata “sforbiciata” da 320 a 295 Nm. In cambio migliora l’accelerazione: lo 0-100 km/h si copre ora in 7,3 secondi. La velocità massima è di 175 km/h.
La batteria da 78 kWh (prima erano 80) resta l’unica in gamma, visto che esce di scena anche quella da quasi 69 kWh. Ha una chimica litio-ferro-fosfato (LFP) e, a differenza di prima, accetta ricariche in corrente continua fino a 200 kW: in condizioni ideali, in 24 minuti si recuperano fino a 392 km di autonomia, mentre in un quarto d’ora si passa dal 30 all’80%. L’autonomia dichiarata è di 560 km, la stessa ottenuta prima con un’unità meno potente, grazie a consumi limati a 16,1 kWh/100 km.
La Mazda 6e è soprattutto un’auto estremamente comoda. Rispetto alla versione d’esordio si avverte un ulteriore intervento sulle sospensioni (più rigide) e sullo sterzo (più diretto). Gli aggiornamenti non ne fanno una sportiva – non è nata per esserlo – ma la rendono più divertente da guidare, complice la trazione posteriore. Nei cambi di direzione, però, il peso (oltre 2.000 kg, 530 dei quali dovuti alla batteria) si fa sentire.
La visibilità anteriore è ottima, mentre su quella posteriore pesano le dimensioni ridotte e la forte inclinazione del lunotto, tra l’altro privo di tergilunotto. Per una berlina di quasi 5 metri il bagagliaio è piuttosto contenuto: da 466 a quasi 1.100 litri dietro, più 72 litri nel vano anteriore. Malgrado la stazza resta facile da maneggiare, anche se le manovre di parcheggio richiedono l’aiuto dei sistemi di assistenza.
I comandi sono concentrati nello schermo centrale, compresi quelli per la gestione del recupero dell’energia in decelerazione, che guadagna un livello: ora sono quattro, selezionabili nella modalità Individual.
A listino ci sono tre versioni – Takumi, Takumi Plus e Homura Plus – tutte con la batteria LFP da 78 kWh. La prima, già completissima, parte da 43.650 euro, mentre le altre due costano 45.300 euro. Con il finanziamento Mazda l’entry level scende a 40.950 euro; in alternativa lo sconto è di 2.200 euro (da 41.450 euro). C’è poi il noleggio, con un canone mensile interessante a 48 mesi e 100.000 km e un anticipo di 6.100 euro. La garanzia è di 6 anni o 150.000 km.
Testo di Mattia Eccheli
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