In occasione del Salone dell’Auto di Parigi, Stellantis ha riunito la stampa per una tavola rotonda presieduta da Antonio Filosa ed Emanuele Cappellano, che hanno risposto alle domande dei giornalisti. Noi de L’Automobile ACI eravamo presenti.
Il tempo stringe e l’industria automobilistica europea non può più permettersi di aspettare. È questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato da Antonio Filosa, ceo di Stellantis, a margine del Salone di Parigi. Al centro delle sue riflessioni c’è soprattutto la necessità di recuperare competitività, attraverso una maggiore flessibilità della regolamentazione sulle emissioni di CO₂ e l’introduzione di misure a sostegno della produzione europea.
Due priorità sulle quali, secondo il manager, “si è ormai delineata una sostanziale convergenza tra i principali costruttori del continente. Una posizione comune”, sostiene l’ad, che ora attende risposte concrete da Bruxelles. Sullo sfondo di un altro passaggio cruciale: la presentazione del piano industriale e dei nuovi modelli Maserati: “Li vedrete a dicembre a Modena” ha anticipato l’ad.
Sullo sfondo c’è anche il tema delle alleanze con le aziende Automotive, fondamentali per il futuro del gruppo.
Come Tata, partner fondamentale per crescere nei mercati in cui il gruppo non è presente, soprattutto quelli asiatici. “Tata porta una competenza su ingegneria e prodotto molto buona”, è stato spiegato. “Noi le diamo la possibilità di applicarla su brand importanti come Jeep“.
Insieme, i due gruppi svilupperanno una Jeep per il mercato indiano. Un mercato che cresce a doppia cifra ogni mese, spinto da una demografia straordinaria e da un aumento generalizzato della ricchezza che sta facendo emergere una classe media. Per questo è importante dal punto di vista economico.
Il successo, però, andrà misurato non solo in India, ma anche sui mercati in cui questo modello potrà essere esportato in modo profittevole.
Sul fronte europeo, Stellantis vede la possibilità di fare squadra tra i costruttori europei per sviluppare e difendere temi comuni. All’interno di Acea le dinamiche condivise sono due. Il confronto con Oliver Blume (Volkswagen) e François Provost (Renault) è andato avanti fino a tempi recentissimi.
“Ora che tra le case siamo d’accordo per larghi tratti, la Commissione deve trasformare questo in un’equazione”, è il messaggio. E su un punto sono tutti d’accordo: i tempi devono essere rapidi. “Qualche trade-off dovrà essere accettato, ma il tempo è la chiave del successo”.
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