Sabato 26 settembre (qualifiche)
Domenica 27 settembre (gara)
Nella terra dei samurai, Ferrari arriva a questo appuntamento del WEC con una vittoria ritrovata e una montagna da scalare. Quella vera è il Fuji, che Hokusai osservò da trentasei prospettive. A Maranello, questa domenica, ne basterebbe una: vederlo dal podio. Nelle tre precedenti spedizioni della 499P in Giappone, quella prospettiva è sempre mancata.
Ci siamo: con il fine settimana giapponese il Mondiale entra nelle sue ultime tre battaglie. Fuji, Barcellona e Monza: diciotto ore di corsa per decidere chi potrà cucirsi addosso il titolo e chi dovrà convivere con il rimpianto. Toyota comanda con 140 punti; BMW segue a 131, Ferrari a 114. Ventisei lunghezze separano il Cavallino dalla vetta. Si possono recuperare, ma il calendario ha quasi esaurito lo spazio per le occasioni perdute.
Austin ha restituito fiducia a Maranello. La numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen ha vinto, proseguendo il lavoro iniziato con il secondo posto della 51 a Interlagos. Toyota, invece, ha lasciato in Texas una vittoria che sembrava vicina: un problema idraulico ha fermato la numero 7 a circa dieci minuti dalla fine. Viene in mente la lezione di Vujadin Boškov: partita finisce quando arbitro fischia! Nell’endurance l’arbitro sventola una bandiera a scacchi. Meglio aspettarla.
Il Fuji è territorio di caccia di Toyota. Nove vittorie nel WEC raccontano una familiarità che va oltre il vantaggio del pubblico, anche se l’ultimo successo risale al 2023. La TR010 Hybrid torna a casa con una leadership da difendere e il disappunto americano da smaltire. BMW è a nove punti: abbastanza vicina da rendere rischioso qualsiasi tentativo di amministrare.
Per Ferrari sarà una prova di carattere, ma serviranno soprattutto precisione e lucidità. Ferdinando Cannizzo riconosce che il circuito non è fra quelli più adatti alle caratteristiche della 499P, sottolineando però i progressi nella prestazione e nel lavoro della squadra. Nielsen ricorda che anche il Brasile sembrava poco favorevole, prima del secondo posto conquistato dalla vettura gemella. Ma le statistiche non condannano nessuno alla sconfitta in partenza.
Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi hanno inoltre un conto aperto con il vulcano: nel 2025 la numero 51 scattò seconda e terminò quindicesima. Pier Guidi considera quel risultato poco rappresentativo del potenziale della macchina. Antonello Coletta guarda all’obiettivo più ampio: tornare in Europa ancora in piena lotta iridata, per giocarsi tutto nel Tempio della Velocità.
Fra i piloti, Rast e Frijns condividono quota 75 con Conway, Kobayashi e de Vries. Gli uomini della Ferrari 51 sono a 58, quelli della 50 a 54. La rimonta è possibile. Per renderla concreta bisogna cominciare a togliere punti agli avversari proprio sul loro terreno.
Il campo della sfida: 4,563 chilometri, 16 curve e un rettilineo di 1.475 metri. Una distesa d’asfalto che invita a lasciare liberi i cavalli. Fondamentale: cercare velocità e a scaricare le ali. Poi arrivano le curve e chiedono indietro tutto: appoggio nei tratti rapidi, aderenza e trazione nella parte finale, lenta e tortuosa. Servirà trovare equilibrio e conservarlo, mentre gomme, traffico e meteo possono cambiare le carte in tavola.
È qui che la corsa si fa sottile. Pierre Alves, responsabile endurance di Michelin, indica nelle veloci curve 4 e 5 un passaggio decisivo: bisogna affrontarle conservando l’aderenza necessaria all’ultimo settore. Per le Hypercar ci saranno mescole soft e medium, con 18 pneumatici da asciutto fra qualifiche e gara e senza preriscaldamento. Chi spreca tutto all’inizio rischia di arrivare disarmato al momento decisivo.
Alpine lo sa bene. Nel 2025 vinse sfruttando un doppio stint conclusivo sulle stesse coperture. Torna con la A424 e quattro piloti: Habsburg e Milesi sulla 35, Gounon e Martins sulla 36, senza Da Costa e Makowiecki. Due uomini per macchina e sei ore da dividersi, sul luogo della prima vittoria.
Peugeot, seconda un anno fa, e Cadillac possono inserirsi nella contesa. Con 35 vetture in pista, delle quali 17 Hypercar, anche il traffico avrà il proprio peso. Un doppiaggio incontrato nel punto sbagliato può cancellare il lavoro di diversi giri. L’endurance pretende coraggio, ma sa punire la fretta.
Preparate la sveglia, taniche di caffè e, perché no, qualche biscottino per addolcire da subito la gara. Domenica 27 settembre si parte alle 11 locali, le quattro del mattino in Italia. Ferrari ha ritrovato la vittoria in America; adesso deve attraversare il territorio più ostico senza disperdere quanto ha riconquistato. Ai piedi del vulcano servirà il sangue freddo delle grandi occasioni. La strada verso Monza passa da qui. Ladies, Gentleman! …Start your Engines!
Testo di Cesare Gasparri Zezza
Le qualifiche cancellate per la pioggia consegnano ai francesi la pole con Martins e la seconda casella con Milesi, davanti alla sorpresa Genesis
Il britannico della Mercedes conquista il GP dell’Azerbaigian dopo un lungo duello con Verstappen. Terzo posto per l'altra Red Bull di Hadjar. Ferrari ancora una volta fuori dal podio