
McLaren avvia una fase di profonda trasformazione sia finanziaria che industriale. Il piano quinquennale da 1,5 miliardi di sterline (circa 1,75 miliardi di euro), promosso dal fondo sovrano di Abu Dhabi che detiene la maggioranza della casa britannica, punta a chiudere anni di bilanci in rosso e a riorganizzare la struttura produttiva nel Regno Unito. Al centro della strategia ci sono una ristrutturazione profonda e il lancio della prima suv ad alte prestazioni della storia del marchio, pensata per intercettare i volumi e i margini dei rivali del lusso.
Il maxi-investimento arriva dall’azionista di maggioranza della casa di Woking, il fondo sovrano di Abu Dhabi, e ha l’obiettivo dichiarato di riportare in equilibrio i conti dell’azienda dopo anni di perdite, oltre a ridisegnare l’assetto produttivo britannico del gruppo.
Una prima tranche da 500 milioni di sterline è destinata a rafforzare la capacità produttiva e ingegneristica sul territorio britannico. Le risorse serviranno ad aprire un nuovo impianto di assemblaggio e a portare in casa, per la prima volta nella storia del marchio, la produzione di motori e trasmissioni. Il piano prevede l’espansione del centro produttivo di Woking e delle attività di ricerca sulla fibra di carbonio nello South Yorkshire, oltre all’apertura di un nuovo centro di progettazione a Bicester e di una struttura per test e sviluppo nelle Midlands. Secondo i vertici aziendali, l’operazione genererà almeno 1.000 posti di lavoro diretti e indiretti entro il 2032, con un indotto stimato in altre 3.000 posizioni lungo la filiera.
Il cambio di passo più significativo riguarda l’ingresso nel mercato dei suv di lusso. McLaren, fino a oggi nota quasi esclusivamente per supercar leggere a due posti come 750S, Artura e la limitata W1, punta così a intercettare una clientela alto spendente che cerca maggiore versatilità senza rinunciare al carattere sportivo del marchio.
La scelta segue la strada già percorsa da Lamborghini con l’Urus, da Bentley con Bentayga e da Ferrari con il Purosangue. L’obiettivo è aumentare i volumi, scesi a circa 2.000 unità nel 2025 anche per effetto della riduzione dei turni produttivi, così da abbattere i costi unitari e migliorare i margini.
Per proteggere la solidità finanziaria e il valore residuo delle vetture già in circolazione, McLaren ha già adottato un modello di vendita build-to-order, pensato per evitare l’eccesso di scorte e gli sconti aggressivi in concessionaria.
Sul fronte tecnologico prevale la prudenza. Gli investimenti serviranno ad ampliare la gamma ibrida con due nuove motori sviluppati in Gran Bretagna, mentre il lancio di un modello interamente elettrico resta subordinato a una domanda di mercato che, per il segmento delle supercar pure, l’azienda considera non ancora matura.
Tre veicoli intestati, bollo in scadenza a novembre, auto e moto in famiglia: le risposte ai dubbi più comuni sull’esenzione del 2027
La Kia EV2 Black-Line è la versione più ricca e distintiva della gamma: batteria da 61 kWh, dettagli total black e un prezzo di 43.850 euro