La nuova Lancia Gamma presentata oggi al MIMIT non rappresenta soltanto un altro tassello nel rilancio del marchio. Per Stellantis è anche un progetto con un forte valore industriale per l’Italia, perché concentra nel nostro Paese buona parte delle competenze necessarie alla nascita della vettura: dal design allo sviluppo, fino alla produzione.
È questo uno dei messaggi emersi durante la presentazione istituzionale della Gamma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza, tra gli altri, del ministro Adolfo Urso, del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, di Emanuele Cappellano, COO Enlarged Europe di Stellantis, e di Antonella Bruno, Managing Director di Stellantis Italia.
Il percorso della Gamma comincia a Torino, dove la vettura è stata disegnata dal Centro Stile Lancia guidato da Gianni Colonello. Anche sviluppo e industrializzazione vengono realizzati in Italia, mentre la produzione è affidata allo stabilimento Stellantis di Melfi. Intorno alla vettura ruota inoltre una filiera composta da circa trenta fornitori italiani, una decina dei quali lucani.
Un aspetto sul quale Antonella Bruno ha insistito durante la presentazione. Gamma, ha spiegato la manager, rappresenta «una tappa fondamentale nell’evoluzione di Lancia» e assume un valore ancora maggiore nel 2026, anno in cui il marchio celebra i 120 anni dalla fondazione.
Il punto centrale è proprio la natura italiana del progetto. Dalla progettazione alla fabbrica, dietro la Gamma lavorano designer, ingegneri, tecnici e operatori che trasformano le competenze industriali nazionali in un prodotto destinato non soltanto al mercato italiano, ma anche agli altri principali Paesi europei.
«È un progetto italiano nel senso più completo del termine: nasce dal design a Torino, attraversa sviluppo e industrializzazione e prende forma a Melfi grazie alle competenze delle donne e degli uomini che vi lavorano ogni giorno», ha dichiarato Bruno.
Per lo stabilimento lucano Gamma assume quindi un’importanza che va oltre il singolo modello. La nuova Lancia si aggiunge infatti alla Jeep Compass, alla DS N°8 e alla DS N°7, rafforzando il ruolo di Melfi all’interno della strategia produttiva europea di Stellantis.
La presenza di fornitori locali aggiunge inoltre una dimensione territoriale al progetto: circa un terzo delle aziende italiane coinvolte nella filiera della Gamma si trova in Basilicata.
Il percorso non termina però all’uscita dalla fabbrica. La rete italiana Lancia, composta da 113 concessionari, si sta preparando all’arrivo della Gamma negli showroom entro la fine dell’anno. È un ulteriore tassello di quella filiera di competenze che, nelle intenzioni del marchio, deve accompagnare la vettura dalla progettazione fino al rapporto con il cliente.
Gamma ha poi un’importanza decisiva per la stessa Lancia. Dopo la nuova Ypsilon e il ritorno della sigla HF e delle competizioni rally, il nuovo modello permette al marchio di ampliare la propria presenza nel mercato e di tornare in un segmento strategico: quello dei suv medi, secondo per importanza in Italia e primo in Europa.
La Gamma è lunga 4,67 metri, utilizza la piattaforma STLA Medium e sarà proposta con motori ibridi ed elettrici. Secondo i dati diffusi dal costruttore, la Hybrid potrà superare i 1.000 km di autonomia complessiva, mentre le versioni elettriche arriveranno fino a circa 740 km. Al vertice della gamma è prevista anche una variante a trazione integrale da 375 CV.
Con la Gamma Lancia potrà quindi allargare la propria clientela e tornare ad avere più peso sul mercato europeo.
Svelato il calendario della prossima stagione: 24 Gran Premi, 22 Paesi e 10 weekend Sprint. Al Tempio della Velocità il format tornerà per tre edizioni consecutive, fino al 2029
Il responsabile di Stellantis per l’Europa, alla presentazione istituzionale della nuova Lancia Gamma, indica tre priorità: veicoli commerciali leggeri, auto compatte e “Made in Europe”. Sul fronte italiano confermati i...