Il governo interviene nuovamente per contenere il prezzo del diesel. Il Consiglio dei ministri del 10 settembre ha approvato un decreto-legge che proroga per altri sette giorni, dall’11 al 17 settembre 2026, la riduzione delle accise sul gasolio utilizzato come carburante.
Lo sconto complessivo resta pari a 17 centesimi al litro, considerando anche l’effetto dell’Iva: l’aliquota di accisa sul diesel viene mantenuta a 532,90 euro per mille litri. L’intervento riguarda anche il biodiesel e i gasoli paraffinici, come l’HVO, utilizzati direttamente come carburanti. Viene inoltre esteso a settembre il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto. Per la nuova settimana di riduzione delle accise sono stati stanziati 86 milioni di euro, ai quali si aggiungono 16 milioni per l’autotrasporto.
Per un pieno da 50 litri, il beneficio teorico prodotto dalla misura è di circa 8,50 euro. Si tratta però di un intervento temporaneo, destinato esclusivamente al gasolio, poiché, come sappiamo, la benzina non beneficia di alcuna riduzione. Tuttavia, nonostante lo sconto fiscale, i prezzi alla pompa restano particolarmente elevati.
Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile dell’Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riferito al 10 settembre, sulla rete stradale ordinaria la benzina in modalità self costa mediamente 2,077 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 2,184 euro al litro. Rispetto al giorno precedente, la benzina è aumentata di un centesimo e il diesel di 0,7 centesimi.
Il gasolio continua quindi a costare circa 10,7 centesimi al litro più della benzina, nonostante il taglio delle accise. Tradotto in un rifornimento da 50 litri, significa una spesa media di circa 103,85 euro per un’auto a benzina e di 109,20 euro per una diesel.
Ancora più pesante il conto lungo la rete autostradale. La media nazionale self indicata dal Mimit è di 2,163 euro al litro per la benzina e di 2,258 euro per il gasolio. Un pieno da 50 litri costa quindi rispettivamente circa 108,15 e 112,90 euro. Anche in autostrada i prezzi risultano in crescita rispetto alla rilevazione precedente: 1,1 centesimi in più per la benzina e un centesimo per il diesel.
La proroga evita nell’immediato il ritorno alla tassazione ordinaria sul gasolio, ma non riporta i listini sotto la soglia dei 2 euro. Con la nuova scadenza fissata al 17 settembre, sarà necessario un ulteriore intervento del governo per impedire che lo sconto venga meno già dalla prossima settimana. L’esecutivo, come abbiamo anticipato in questo articolo, starebbe lavorando a un provvedimento in grado di salvaguardare le fasce più deboli della popolazione.
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