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Bollo auto: dove, come e quando si paga

di Emiliano Ragoni - 28/08/2026

1. Bollo auto: che cos’è e chi deve pagarlo

Il bollo auto è una tassa legata al possesso del veicolo, non al suo utilizzo. Quindi, è assolutamente dovuto anche se l’auto resta ferma in garage. La competenza appartiene alle Regioni e alle Province autonome di Bolzano e Trento: è questo il motivo per cui tariffe, agevolazioni, esenzioni, assistenza e alcuni servizi cambiano in base alla residenza dell’intestatario. In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su tutto quello che riguarda le scadenze e le modalità di pagamento.

La prima domanda a cui rispondiamo è la seguente: chi deve pagare il bollo? Deve pagare il bollo chi, alla scadenza del termine utile, risulta proprietario del veicolo nei pubblici registri. L’obbligo può riguardare anche l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio e, nei casi previsti, l’utilizzatore in leasing o in locazione a lungo termine. Prima di pagare è quindi importante verificare targa, Regione di competenza e posizione dell’intestatario.

L’importo dipende soprattutto dalla potenza del veicolo espressa in kW, dalla classe ambientale e dalle tariffe deliberate dall’amministrazione competente. Sopra i 185 kW può essere dovuto anche il superbollo, che è però un’addizionale erariale distinta dal bollo regionale. Per regole, tariffe e agevolazioni aggiornate il punto di partenza è la Guida al bollo auto di ACI.

2. Quando si paga: rinnovo, primo bollo e scadenze

Per capire quando pagare bisogna distinguere tra la scadenza del periodo coperto dal bollo e il termine entro il quale effettuare il versamento. Nella regola generale, il rinnovo si paga entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. Se, per esempio, la tassa scade ad aprile, il pagamento va eseguito entro la fine di maggio.

Per il primo bollo di un veicolo nuovo, la regola ordinaria indicata da ACI prevede il pagamento entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Se l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, si può pagare entro la fine del mese successivo, ma la tassa decorre comunque dal mese di immatricolazione. Lo stesso criterio si applica, in via generale, al primo versamento dopo l’uscita da un’esenzione o da una sospensione e dopo il rientro in possesso del veicolo.

Le quattro eccezioni da ricordare. In Lombardia e Piemonte, per i veicoli interessati dalla disciplina in vigore dal 2004, il primo bollo può essere pagato entro la fine del mese successivo all’immatricolazione e i rinnovi seguono il mese di immatricolazione. Anche nelle Province autonome di Bolzano e Trento il primo pagamento può essere effettuato entro il mese successivo, qualunque sia il giorno di immatricolazione. Per i dettagli vanno sempre controllate le disposizioni territoriali.

Le scadenze possono inoltre dipendere dal tipo di mezzo e dalla sua periodicità: auto, motocicli, autocarri, veicoli speciali e mezzi in uscita da un’esenzione non seguono sempre lo stesso schema. ACI consiglia di prestare particolare attenzione ai veicoli nuovi e a quelli che rientrano da esenzione, perché decorrenza e importo possono essere meno immediati da calcolare. Le regole generali sono riepilogate nei criteri di calcolo e scadenza ACI.

3. Dove e come si paga il bollo auto

Il bollo si paga attraverso il sistema pagoPA. Chi preferisce fare tutto online può utilizzare Bollonet di ACI: dopo l’accesso con identità digitale si seleziona il veicolo, oppure si inserisce la targa, e si sceglie uno dei prestatori di servizi di pagamento disponibili. L’operazione è registrata in tempo reale e la ricevuta viene inviata, secondo le indicazioni ACI, entro un’ora.

Il servizio ACI è gratuito, mentre l’eventuale commissione dipende dal prestatore scelto. Prima della conferma conviene quindi confrontare il costo applicato. La riscossione online ACI è disponibile nella quasi totalità dei territori; la pagina operativa di ACI indica attualmente come non disponibile il pagamento per Calabria e Veneto.

In alternativa si può pagare tramite i siti istituzionali delle amministrazioni che offrono il servizio, le Delegazioni ACI, Poste Italiane, i punti Mooney e Lottomatica, le agenzie di pratiche auto autorizzate, le banche e gli altri operatori aderenti a pagoPA, attraverso home banking, app, sportelli ed esercizi convenzionati. Se la Regione o la Provincia autonoma invia un avviso sull’app IO, il pagamento può essere avviato direttamente dalla notifica. L’elenco completo è pubblicato nella pagina ACI sulle modalità di pagamento.

Qualunque canale si scelga, prima di autorizzare il versamento è bene controllare targa, Regione di residenza dell’intestatario, tipo di veicolo, annualità, scadenza e importo. La ricevuta va poi conservata, almeno in formato digitale.

4. Come si calcola l’importo del bollo auto

Per un’autovettura, l’importo dipende principalmente da tre elementi: la potenza del motore espressa in kW, la classe ambientale Euro e la tariffa stabilita dalla Regione o dalla Provincia autonoma di competenza. I dati si trovano sul Documento unico o sulla carta di circolazione: la potenza è indicata al punto P.2, mentre la classe ambientale si ricava dalla voce V.9 e dalla direttiva europea di omologazione.

Il procedimento manuale può essere riassunto in quattro passaggi:

  1. leggere i kW sul documento del veicolo, senza considerare gli eventuali decimali: per esempio, 87,7 kW diventano 87 kW;
  2. individuare la classe Euro;
  3. consultare la tariffa annuale della propria Regione o Provincia autonoma;
  4. moltiplicare i kW per la tariffa corrispondente, separando la quota fino a 100 kW da quella eccedente.

Nei tariffari che applicano i valori base più diffusi, il calcolo annuale per le autovetture segue questa tabella. Si tratta di valori di riferimento: le amministrazioni territoriali possono applicare tariffe diverse, maggiorazioni, riduzioni o importi minimi.

Classe ambientale Fino a 100 kW Per ogni kW oltre 100
Euro 0 3,00 euro/kW 4,50 euro/kW
Euro 1 2,90 euro/kW 4,35 euro/kW
Euro 2 2,80 euro/kW 4,20 euro/kW
Euro 3 2,70 euro/kW 4,05 euro/kW
Euro 4, 5 e 6 2,58 euro/kW 3,87 euro/kW

Un esempio. Per un’auto Euro 6 da 110 kW, in una Regione che applica i valori base, il calcolo è: 100 × 2,58 euro, più 10 × 3,87 euro. Il risultato è 296,70 euro. Non si moltiplicano tutti i 110 kW per la tariffa più alta: la maggiorazione riguarda soltanto i 10 kW che superano quota 100.

Motocicli, autocarri e altri veicoli seguono criteri differenti. Sopra i 185 kW può inoltre essere dovuto il superbollo, che è separato dal tributo regionale e si versa con modello F24. Il risultato manuale deve infine essere corretto applicando eventuali esenzioni, riduzioni, pagamenti frazionati o sanzioni per ritardo.

Il modo più sicuro per conoscere la cifra effettivamente dovuta è utilizzare il servizio gratuito Calcola online il bollo e il superbollo. Non serve autenticarsi: occorrono il tipo di pagamento, il tipo di veicolo, la Regione di residenza dell’intestatario e la targa. Il calcolo del rinnovo è disponibile dal primo giorno del mese successivo alla scadenza del bollo precedente; per alcuni pagamenti anticipati è prevista una funzione specifica.

5. Esenzioni e riduzioni: quando l’importo cambia o si azzera

Il calcolo basato su kW e classe Euro restituisce la tassa teorica. Prima di pagare bisogna però controllare se il veicolo beneficia di un’esenzione totale, di una riduzione oppure di un’agevolazione limitata nel tempo. In presenza di un’esenzione valida l’importo può essere pari a zero; con una riduzione si paga invece soltanto una parte della tariffa ordinaria.

Nell’articolo sotto, tutto quello che c’è da sapere su esenzione e agevolazioni:

Bollo auto: quali vetture non devono pagarlo e quanto durano le esenzioni

Le situazioni più comuni riguardano le auto elettriche, i veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità, i mezzi storici e, secondo le disposizioni territoriali, le vetture ibride, a GPL, metano o idrogeno. Non basta però il tipo di alimentazione: possono contare la data della prima immatricolazione, la potenza, le emissioni di CO₂, la durata del beneficio, l’eventuale rottamazione di un altro veicolo e la Regione di competenza tributaria.

Come abbiamo spiegato nell’approfondimento “Bollo auto: quali vetture non devono pagarlo e quanto durano le esenzioni”, alcune agevolazioni sono automatiche, mentre altre richiedono una domanda o specifiche annotazioni sul documento di circolazione. Per esempio, i veicoli storici tra 20 e 29 anni possono ottenere la riduzione del 50% soltanto in presenza dei requisiti previsti; per molte auto ibride, invece, durata e misura del beneficio dipendono dalla normativa regionale.

Quando un’esenzione temporanea termina, il bollo torna dovuto secondo le regole applicabili al primo periodo successivo al beneficio. Prima di omettere il pagamento è quindi necessario verificare che l’agevolazione risulti effettivamente attiva per quella targa e per quell’annualità. La definizione commerciale “elettrica”, “ibrida”, “storica” o “a gas” non è, da sola, una prova sufficiente.

6. Come avere sempre il promemoria

La soluzione più completa è creare più di un livello di avviso. Il primo è RicordaLaScadenza, il servizio gratuito attivato da diverse Regioni e Province autonome in collaborazione con ACI. Per iscriversi bisogna accedere con SPID, CIE, CNS o eIDAS e indicare targa, codice fiscale ed e-mail; il numero di telefono serve se si desidera anche l’SMS. L’iscrizione è immediata e il promemoria annuale viene inviato nei primi dieci giorni del mese in cui va effettuato il pagamento, con le indicazioni per il versamento.

In base alle pagine ACI territoriali consultate, il servizio risulta disponibile in Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta e nelle Province autonome di Bolzano e Trento. In Toscana ACI rimanda al servizio regionale RichiamaBollo; in Piemonte l’Automobile Club Torino segnala il servizio regionale Memobollo. La disponibilità può cambiare nel tempo, quindi è opportuno verificare la pagina ACI prima dell’iscrizione.

Il secondo livello è l’app gratuita ACI Space: nella sezione dedicata ai veicoli consente di controllare il bollo e attivare promemoria per le scadenze. È una rete di sicurezza utile soprattutto nei territori in cui RicordaLaScadenza non è attivo. Il terzo livello è l’app IO, se l’amministrazione competente ha abilitato l’invio della notifica.

Infine, in Campania, Lazio e Lombardia la domiciliazione bancaria regionale evita di dover eseguire ogni anno il pagamento manualmente e riconosce anche una riduzione: 10% in Campania e Lazio, 15% in Lombardia, secondo le pagine ACI aggiornate. Restano da rispettare requisiti, termini di adesione ed esclusioni previsti da ciascuna amministrazione. Anche con l’addebito automatico è prudente controllare che il mandato sia attivo e che sul conto ci siano fondi sufficienti.

7. Le differenze regione per regione

La tabella riassume i servizi più utili per un’autovettura privata ordinaria. “Regola generale” significa rinnovo entro il mese successivo alla scadenza del bollo precedente e primo pagamento secondo i criteri nazionali riepilogati da ACI. Per veicoli speciali, autocarri, mezzi in leasing, rientri da esenzione e casi particolari è necessario consultare la disciplina territoriale.

Regione o Provincia autonoma Pagamento online ACI RicordaLaScadenza ACI Scadenze e particolarità da ricordare
Abruzzo Regola generale; assistenza territoriale ACI e sportello regionale.
Basilicata Regola generale; servizi territoriali ACI attivi.
Calabria No, secondo la pagina operativa ACI No Regione non convenzionata per la gestione: per i casi specifici occorre rivolgersi agli uffici tributari regionali.
Campania Regola generale; domiciliazione bancaria con riduzione del 10%.
Emilia-Romagna Regola generale; ACI indica anche la possibilità di ricevere avvisi tramite app IO.
Friuli Venezia Giulia No Regola generale; ACI ricorda che controllo e riscossione fanno capo all’Agenzia delle Entrate.
Lazio Regola generale; domiciliazione per i periodi dal 2026 con riduzione del 10%.
Liguria No Regola generale; pagina territoriale e assistenza ACI disponibili.
Lombardia Per i veicoli dal 2004, periodicità legata al mese di immatricolazione; primo pagamento entro il mese successivo. Domiciliazione con riduzione del 15%.
Marche No Regione non convenzionata per la gestione: assistenza specifica presso gli uffici tributari regionali.
Molise No Regione non convenzionata per la gestione: assistenza specifica presso gli uffici tributari regionali.
Piemonte No; disponibile il servizio regionale Memobollo Per i veicoli immatricolati dal 2004, primo pagamento nel mese successivo e rinnovi nel mese corrispondente a quello di immatricolazione.
Puglia Regola generale; servizi territoriali ACI attivi.
Sardegna No Regola generale; ACI ricorda che controllo e riscossione fanno capo all’Agenzia delle Entrate.
Sicilia Regola generale; verificare eventuali misure regionali temporanee e agevolazioni dell’anno.
Toscana No; ACI rimanda al servizio regionale RichiamaBollo Regola generale; assistenza territoriale ACI e regionale.
Umbria Regola generale; servizi territoriali ACI attivi.
Valle d’Aosta Regola generale; servizi territoriali ACI attivi.
Veneto No, secondo la pagina operativa ACI No Regione non convenzionata per la gestione: per i casi specifici occorre rivolgersi agli uffici tributari regionali.
Provincia autonoma di Bolzano Il primo bollo può essere pagato entro il mese successivo all’immatricolazione, indipendentemente dal giorno.
Provincia autonoma di Trento Il primo bollo può essere pagato entro il mese successivo all’immatricolazione, indipendentemente dal giorno.

Nota: il Trentino-Alto Adige è rappresentato dalle due Province autonome, titolari della competenza tributaria. La disponibilità di Bollonet può dipendere dai dati messi a disposizione e dall’autorizzazione dell’amministrazione competente; inoltre non tutti i tipi di avviso o pagamento sono necessariamente gestiti nello stesso modo. Per l’assistenza, ACI distingue tra territori convenzionati e non convenzionati nella pagina dei recapiti sul bollo auto.

8. Se si paga in ritardo o si commette un errore

Un bollo pagato dopo la scadenza comporta l’aggiunta di sanzioni e interessi. L’entità dipende dal ritardo, dalla normativa applicabile e dall’eventuale possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso. Bollonet calcola sanzioni e interessi per il bollo corrente pagato oltre il termine, ma per annualità pregresse, avvisi o situazioni già oggetto di accertamento è opportuno verificare la posizione con l’assistenza competente.

Se l’errore riguarda la targa, il codice fiscale, la scadenza o l’annualità, non conviene eseguire subito un secondo pagamento: bisogna prima chiedere come correggere o attribuire correttamente quello già effettuato. Nei territori convenzionati si può ricorrere all’assistenza ACI e alle procedure indicate nella pagina regionale; nei territori non convenzionati, ACI precisa che le questioni specifiche devono essere trattate con gli uffici tributari della Regione.

In caso di doppio versamento, pagamento in eccesso o pagamento non dovuto può essere possibile chiedere un rimborso, ma termini, importi minimi e modalità cambiano sul territorio. La ricevuta, il Documento unico e gli atti che dimostrano l’eventuale perdita di possesso sono quindi essenziali.

9. La checklist per non sbagliare

  1. Controllare il mese di scadenza del bollo precedente e distinguere la scadenza dal termine di pagamento.
  2. Verificare targa, intestatario e Regione o Provincia autonoma competente.
  3. Usare il calcolo online ACI e confrontare i dati con il Documento unico.
  4. Controllare eventuali esenzioni o riduzioni territoriali prima di pagare.
  5. Scegliere il canale pagoPA valutando anche la commissione applicata.
  6. Conservare la ricevuta digitale e verificare l’esito del pagamento.
  7. Attivare ACI Space e, dove disponibile, RicordaLaScadenza e le notifiche dell’app IO.
  8. Valutare la domiciliazione regionale in Campania, Lazio e Lombardia.

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