Condividi con:

Targhe polacche sotto tiro: ci sarà l’obbligo della RC italiana

di Redazione - 25/08/2026

In breve

  • L’uso di targhe polacche per auto e moto si sta diffondendo in Italia, in particolare a Napoli, per abbattere i costi dell’RC auto.
  • La pratica non è illegale, ma comporta rischi: risarcimenti incerti in caso di incidente e perdita della proprietà del veicolo, che diventa di fatto a noleggio.
  • I ministeri dell’Interno e dei Trasporti puntano a chiudere il fenomeno dell’esterovestizione con l’obbligo di una polizza RC italiana per i veicoli immatricolati all’estero ma usati stabilmente in Italia.
  • Una circolare del 13 agosto ha dato alle forze dell’ordine l’accesso ai portali polacchi per verificare in tempo reale carte di circolazione, coperture RC e patenti.

L’esplosione del fenomeno

Nel giro di qualche anno, quello dell’utilizzo delle targhe polacche per motorini e auto è un fenomeno che in Italia sta diventando sempre più diffuso. E a Napoli è diventato un caso unico, con tanto di inchieste televisive e articoli sui media internazionali. La spiegazione è semplice: i costi dell’assicurazione che vede il capoluogo campano al secondo posto, dopo Prato, nella classifica delle città dove si paga di più per la polizza del proprio veicolo.

Se infatti, a Napoli, per l’RC di un motorino si possono superare annualmente i 1.500 euro annui di spesa, con l’utilizzo di una targa straniera il costo si può ridurre fino a un quinto. Niente di illegale, sia chiaro, ma è il classico trucco: basta andare con il proprio veicolo in una agenzia di pratiche automobilistiche, aprire una richiesta di radiazione per esportazione in Polonia del mezzo, attendere la nuova immatricolazione del veicolo nel paese dell’Est Europa. A quel punto si stipula un contratto di noleggio per lo stesso veicolo con la società nuova divenuta intestataria. Il gioco è fatto: si pagano circa un tot di euro il primo anno che diventano la metà per i successivi. Il tutto, lo ripetiamo, senza infrangere la legge italiana.

I pericoli della ‘furbata’

La pratica, comunque, porta con sé conseguenze pericolose. In caso di incidente la nuova compagnia assicurativa polacca raramente pagherà i sinistri e qualora lo dovesse fare i tempi sarebbero biblici. Chi procederà a radiare il proprio mezzo chiedendo l’esportazione in Polonia non sarà più il proprietario del veicolo e quindi non potrà più, eventualmente, venderlo né disporne come vuole in quanto si tratta di un noleggio. Inoltre, se la nuova società intestataria dello scooter o dell’auto dovesse fallire tutti i veicoli verrebbero tolti agli utilizzatori ed ex proprietari.

Insomma, con questa pratica si regala il proprio mezzo a una società in cambio di costi assicurativi più bassi. Va ricordato che il periodo delle targhe polacche segue quello delle bulgare e in passato di quelle tedesche. Niente di rivoluzionario, insomma: un escamotage che permette non solo di risparmiare sulle già citate imposte e assicurazione, ma anche di sfruttare le difficoltà di molti comandi di Polizia Locale nel notificare le multe oltreconfine. Pure questo, in un anno, può diventare un grande risparmio.

La strategia ministeriale

Ma evidentemente si è esagerato. Secondo indiscrezioni, i ministeri dell’Interno e dei Trasporti puntano a chiudere definitivamente la partita con la cosiddetta ‘esterovestizione’: dopo l’obbligo di iscrizione al Reve (il Registro Veicoli Esteri gestito dall’ACI), per le auto immatricolate all’estero ma utilizzate stabilmente in Italia scatterà anche quello di stipulare una polizza Rc auto italiana. La svolta arriva dopo il primo intervento normativo, entrato in vigore il 25 maggio, che ha introdotto l’obbligo di versare l’Ipt al momento dell’iscrizione al Reve, nel quale dal 2022 devono essere registrati i mezzi immatricolati fuori dall’Italia.

Tra qualche mese, quindi, la stretta si estenderà anche alle coperture assicurative: il testo-base del nuovo Codice della strada prevede infatti che, una volta iscritto il veicolo al registro, l’obbligo assicurativo possa essere assolto solo tramite un contratto con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare in Italia.

A confermare che il tema è ormai considerato una priorità è anche una circolare inviata il 13 agosto dal ministero dell’Interno ai ministeri di Trasporti e Giustizia, alle prefetture, alle questure e ai comandi generali di Carabinieri e Guardia di Finanza. Nel documento si comunica che la Polizia ha reso disponibili i collegamenti ai portali del governo polacco, che permettono di consultare in tempo reale i dati sulle carte di circolazione, sulla copertura Rc auto e sulle patenti rilasciate in Polonia. Da qui in avanti, quindi, le forze dell’ordine italiane potranno verificare direttamente e in tempo reale anche la regolarità dei veicoli con targa polacca che vengono fermati sulle strade. Non è detto ma forse la ‘furbata’ ha i giorni contati.

Testo di Maurizio Bertera

Potrebbe interessarti

ACI, La Russa al Meeting di Rimini: “Sempre più verso un Mobility Club”

Il presidente dell’Automobile Club d’Italia annuncia la nuova visione dell’ente e apre alla possibilità di un secondo GP di F1 in Italia, con Imola in pole position. Auguri anche per...

di Redazione - 25/08/2026

Kimi Antonelli compie 20 anni: le cinque cose da sapere sul ragazzo prodigio

Dal Kart Summer Camp di ACI Sport alla leadership nel Mondiale di Formula 1: curiosità, carriera e primati già battuti o ancora alla portata del talento bolognese

di Emiliano Ragoni - 25/08/2026

Podcast

in collaborazione con Aci Radio

Il Punto di Pierluigi Bonora

Il Direttore di ACI Radio Pierluigi Bonora fa il punto sul fatto più rilevante della giornata offrendo spunti di riflessione per una corretta informazione.

l'Automobile su Instagram