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Fermo amministrativo, via libera alla rottamazione: a Milano quasi 46 mila auto interessate

di Emiliano Ragoni - 06/08/2026

 

Come abbiamo visto in questo articolo, la Legge 14/2026 consente di demolire e cancellare dal PRA i veicoli realmente fuori uso anche quando sono sottoposti a fermo fiscale. Una novità che può aiutare i proprietari a liberarsi di mezzi ormai inutilizzabili e permettere ai Comuni di recuperare parcheggi, strade e depositi occupati dalle carcasse. Resta inteso che il debito non viene cancellato e non è possibile usufruire di incentivi pubblici per acquistare una nuova auto.

A Milano potrebbe aiutare a risolvere il problema dei parcheggi

A Milano il problema assume dei connotati particolarmente rilevanti. Secondo i dati ACI riportati su un recente articolo dal Corriere della Sera, alla fine del 2025 nel territorio comunale risultavano 45.591 automobili sottoposte a fermo amministrativo. A queste si aggiungevano 108.988 vetture registrate nel resto della provincia, per un totale complessivo vicino alle 155 mila unità.

Non tutte queste auto sono abbandonate o destinate alla demolizione. Una parte, tuttavia, è costituita da mezzi incidentati, danneggiati o non più funzionanti che restano fermi sulle strade, nei cortili e nei depositi perché i proprietari non possono utilizzarli e, fino a pochi mesi fa, incontravano forti ostacoli anche nel rottamarli. Per dare un’idea concreta del costo ambientale dell’ammontare di questi mezzi, mettendo idealmente in fila le sole vetture interessate nel capoluogo meneghino si arriverebbe a coprire circa 200 chilometri, una distanza paragonabile a quella tra Milano e Bologna.

Il paradosso delle auto inutilizzabili

Il fermo fiscale viene iscritto al Pubblico registro automobilistico quando il proprietario non paga determinate somme dovute, come tasse, tributi o sanzioni. Il veicolo non può circolare e rappresenta una garanzia per il creditore. Il problema nasce quando il mezzo perde qualsiasi valore commerciale e diventa definitivamente inutilizzabile.

Per anni, infatti, l’iscrizione del fermo ha impedito o reso molto complessa la cancellazione dal PRA. Il risultato è stato un vero e proprio limbo burocratico, con il proprietario che non poteva usare l’auto, ma non riusciva neppure a demolirla. Molte vetture sono così rimaste ferme per lungo tempo, trasformandosi progressivamente in carcasse e occupando spazi pubblici o privati.

Il fenomeno non riguarda soltanto Milano. Secondo le stime dell’ACI in Italia sarebbero circa quattro milioni i veicoli gravati da fermo amministrativo e almeno un quarto, quindi intorno a un milione di mezzi, potrebbe essere già nelle condizioni per essere rottamato.

Cosa cambia con la Legge 14/2026

La svolta è arrivata con la Legge 26 gennaio 2026, numero 14, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio ed entrata in vigore il 20 febbraio 2026. Il provvedimento modifica il decreto legislativo 209/2003, dedicato alla gestione dei veicoli fuori uso.

Il principio alla base del nuovo dispositivo normativo è chiaro: quando un veicolo è effettivamente fuori uso e ricorrono le condizioni per la rottamazione, l’iscrizione del fermo amministrativo non può più impedire la demolizione e la cancellazione dal PRA. La norma separa quindi il destino materiale dell’automobile dalla riscossione del credito.

Questo non significa che qualsiasi vettura sottoposta a fermo possa essere liberamente demolita. Il mezzo deve risultare realmente inutilizzabile e destinato alla rottamazione. Come abbiamo riportato all’inizio dell’articolo, ribadiamo che la nuova disciplina non può essere impiegata per aggirare il fermo fiscale, esportare il veicolo o rimetterlo in circolazione attraverso altri proprietari.

I poteri attribuiti agli enti locali

La legge disciplina anche il caso delle auto rinvenute dagli organi pubblici, non reclamate dai proprietari o acquisite secondo le procedure previste per i beni abbandonati. Comuni, Province, Città metropolitane o enti proprietari della strada possono attestare l’inutilizzabilità del veicolo e avviare il procedimento per liberare l’area occupata.

L’attestazione deve essere comunicata al proprietario risultante dal PRA senza ritardo e comunque entro sette giorni. Dal momento della ricezione, il proprietario ha 60 giorni per opporsi attraverso la posta elettronica certificata o un altro mezzo idoneo.

Se non viene presentata alcuna opposizione, l’ente può procedere con la rimozione, la demolizione e la cancellazione del veicolo dal PRA, senza che il fermo fiscale possa bloccare l’operazione. In presenza di rischi per l’incolumità pubblica, la sicurezza della circolazione, la tutela ambientale o il patrimonio stradale, la rimozione può essere disposta immediatamente.

Per le amministrazioni locali si tratta di uno strumento particolarmente importante. Le carcasse non rappresentano soltanto un problema di parcheggi, ma anche una questione ambientale. Un veicolo fuori uso deve essere gestito come un rifiuto speciale e conferito a un centro autorizzato, non può essere semplicemente spostato da una strada a un deposito.

Come procedere a Milano

Il Comune di Milano ha attivato un servizio dedicato ai proprietari di veicoli fuori uso sottoposti a fermo fiscale (leggi qui). Per richiedere l’attestazione di inutilizzabilità è necessario compilare il modulo predisposto dall’amministrazione e presentarlo all’Unità territoriale della Polizia locale competente per il proprio quartiere.

Alla richiesta devono essere allegati la copia del documento di identità e, quando disponibili, la carta di circolazione, il Documento unico o un altro titolo relativo al veicolo. È inoltre possibile presentare una dichiarazione di un’officina meccanica dalla quale risulti che il costo necessario per riparare il mezzo è superiore al suo valore commerciale.

Una volta accertato lo stato di fuori uso, il veicolo deve essere consegnato a un centro di autodemolizione autorizzato insieme alle targhe e alla documentazione disponibile. Al termine della procedura, il demolitore rilascia il certificato di rottamazione e provvede alla cancellazione dai registri. Il certificato è essenziale perché libera il proprietario dalle future responsabilità civili, penali e amministrative collegate alla proprietà e alla gestione del mezzo.

Meno carcasse=più spazio nelle città

A Milano la nuova disciplina potrebbe produrre effetti significativi, anche se soltanto una parte delle quasi 46 mila vetture sottoposte a fermo possiede i requisiti per essere dichiarata fuori uso. L’obiettivo è intervenire progressivamente sui mezzi realmente inutilizzabili, liberando posti auto, cortili, depositi e porzioni di suolo pubblico senza dover costruire nuovi parcheggi.

La riforma offre nello stesso tempo una soluzione ai cittadini rimasti proprietari di automobili prive di valore e semplifica il lavoro delle amministrazioni. La cancellazione delle posizioni ormai prive di utilità permette anche di aggiornare gli archivi del PRA, riducendo il numero dei cosiddetti “veicoli fantasma” e le pratiche amministrative destinate altrimenti a restare aperte per anni.

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