Non è una vera sorpresa: da sempre i ladri, in qualsiasi settore, sono molto sensibili ai cambiamenti del mercato. Ma nel caso dei furti di vettura colpisce il sensibile cambiamento di ‘vittime’: l’avvento della mobilità elettrificata sta ridisegnando le strategie della criminalità automobilistica in Italia. Con un parco circolante che nel primo semestre ha visto crescere le auto elettriche del 77,5%, le ibride elettriche del 23,1% e le plug-in hybrid dell’85,9%, era forse prevedibile il crollo dei furti dell’intera vettura (circa il 35% in meno) mentre era impensabile che la sottrazione dei singoli componenti facesse registrare un’impennata del 43%. A rivelarlo, analizzando il recente periodo gennaio 2025-maggio 2026, sono i dati resi noti da Verti Movers, l’Osservatorio di Verti, la compagnia assicurativa dal DNA digitale, parte del Gruppo MAPFRE.
I dati dell’Osservatorio di Verti evidenziano una netta spaccatura tra il destino dell’auto e quello dei loro componenti. Le vetture elettriche si confermano a tutti gli effetti dei “caveau” tecnologici che non consente la loro sparizione: nel periodo analizzato, infatti, non è stato registrato nemmeno un caso di furto dell’intero veicolo. A bloccare i malintenzionati sono i sofisticati sistemi di localizzazione satellitare e la tracciabilità nativa dei software di bordo.
Di contro, le elettriche subiscono la “cannibalizzazione” sul posto: il 100% dei furti ai loro danni riguarda la componentistica di valore. Le ibride rappresentano in assoluto la categoria più colpita: con una frequenza di quasi 8 veicoli colpiti ogni 1.000 assicurati, superano ampiamente l’indice di furto delle auto a benzina e diesel, che rimangono ferme a circa 6,5 casi ogni 1.000. Nel mirino dei ladri finiscono centraline, fari a led e display di bordo ma soprattutto le batterie ad alta tensione. I ladri, con buone competenze tecniche o attrezzature sofisticate, riescono ad accedere all’abitacolo o al bagagliaio, staccare gli accumulatori in pochi minuti e rivenderli a cifre che vanno da 4.000 a 10.000 euro. Sostituire il pezzo rubato costa invece all’automobilista da 2.500 a 16.000 euro.
Interessante anche l’analisi geografica che mette in luce le aree in cui sono più radicate e organizzate le filiere di ricettazione per il mercato nero dei componenti elettronici. Il Lazio è la regione a più alto rischio d’Italia. Su 1.000 auto elettriche o ibride assicurate, ben 16 subiscono un furto (totale o parziale). In quest’area i modelli green sono presi di mira il 47% in più rispetto alle vetture tradizionali. Il Veneto presenta il divario più impressionante della penisola: il rischio di subire un furto su una vettura elettrificata è più del doppio (+140%) rispetto a una a benzina o diesel.
In Emilia Romagna e Toscana Il trend si inverte nettamente: in queste zone sono le auto termiche a essere sensibilmente più colpite, dinamica legata a un parco circolante tradizionale mediamente più anziano e di conseguenza meno protetto dai moderni sistemi antifurto. spiega Marco Buccigrossi, Digital Business Director di Verti Assicurazioni. «Sarà sempre più importante considerare le coperture predisposte proprio per i nuovi modelli ibridi che, oltre a proteggere il valore del veicolo, includono garanzie mirate e assistenza 24 ore su 24 per i componenti più vulnerabili e tecnologici».
Testo di Maurizio Bertera
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